È stata pubblicata la classifica sulla qualità della vita del 2025: Milano si conferma prima, con Caltanissetta che risulta essere l'ultima dell'elenco
È stata pubblicata in queste ore la classifica sulla qualità della vita nelle province italiane, realizzata anche nel 2025 – per la 27esima volta consecutiva – dal quotidiano ItaliaOggi con l’aiuto di Ital Communications e dell’Università romana La Sapienza: una classifica (e qui la trovata completa e dettagliata) che testimonia una generale peggioramento visto che rispetto allo scorso anno la media generale è calata di addirittura 30 punti, con la qualità della vita risulta “buona” o “accettabile” – ovvero le due categorie positive, contrapposte alla qualità “discreta” e “insufficiente” – in 60 delle 107 province complessive.
Prima di addentrarci nella classifica delle province, è utile ricordare che per calcolare la qualità della vita l’indagine ha tenuto conto di nove differenti categorie d’analisi tra la qualità degli affari, quella ambientale, l’istruzione, l’incidenza dei reati, la qualità generale della sicurezza sociale e della sanità, ma anche il turismo, la popolazione e – più in generale – la ricchezza media e il reddito dei cittadini; tutto poi suddiviso a livello territoriale nelle cinque macro categorie peninsulari tra Nord-Est, Nord-Ovest, Cento, Sud e Isole.
La classifica sulla qualità della vita 2025: Milano è prima, ma scivola in ultima posizione alla voce sui reati
Entrando nel merito della classifica sulla qualità della vita, si notano immediatamente alcune importante conferme come la prima posizione per la città della Milano (con una qualità complessiva pari a 1000 punti) e la seconda per Bolzano (984 punti) e già alla terza posizione troviamo un’importante novità con Bologna e i suoi 915 punti che ha superato Monza-Brianza (ora quinta, 890 punti) e Firenze, quarta con 892 punti; mentre la top 10 include anche Trento (885), Padova (867), Verona (838), Parma (815) e Reggio Emilia (814).
Dall’altra parte della classifica, invece, si conferma l’ultimissimo posto per Caltanissetta (0 punti), preceduta da Crotone (con 60 punti, scesa di addirittura cinque posizioni in un anno) e da Reggio Calabria (75 punti, migliorati rispetto al 2024); ma poi anche Foggia (79), Agrigento (91) e Napoli (97esima con 138 punti): appare evidente, insomma, che tra Nord e Sud esiste una netta frattura con una sola città meridionale (ovvero L’Aquila) che rientra nella parte positiva della classifica sulla qualità della vita; mentre fermo restando il predominio del Nord-Est, peggiora leggermente la condizione del Nord-Ovest e migliora di poco quella del Centro.

È, tuttavia, scendendo nel merito delle singole voci considerate per l’indagine sulla qualità della vita che le rispettive classifiche cambiano leggermente: per l’ambiente, infatti, Bolzano (Milano scivola alla nona posizione) contrapposta a Catania, per l’istruzione troviamo – d’ora in poi, sempre rispettivamente prima e ultima – la coppia Bologna-Crotone, per la popolazione Bolzano-Oristano, per i reati Ascoli-Milano, per la ricchezza Milano-Crotone, per la sicurezza sociale Ascoli-Sud Sardegna, per la sanità Ancona-Sud Sardegna, per il turismo Bolzano-Enna e per gli affari Bolzano-Napoli.
Peraltro, guadando ancora alle singole voci relative alla qualità della vita che abbiamo appena elencato, possiamo notare che se la maggior parte mostrano classifiche divise a metà tra positivo e negativo, i reati, la sicurezza sociale, la sanità e gli affari risultano essere positivi nella stragrande maggioranza dei casi; mentre – forse sorprendentemente – il turismo è l’unica voce a far registrare una situazione opposta con una manciata scarsa di province che rientrano nel positivo nella classifica sulla qualità della vita.
