Quando le mani si sfiorano, storia vera?/ Film ispirato ai “Bastardi della Renania”

- Stella Dibenedetto

La storia vera del film Quando le mani si sfiorano per la Giornata della Memoria: il racconto ispirato al caso storico dei ‘Bastardi della Renania’.

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Fonte Instagram

In occasione della Giornata Mondiale della Memoria, oggi, giovedì 27 gennaio, in prima serata, Raidue trasmette il film “Quando le mani si sfiorano”, con Amandla Stenberg, George MacKay, Abbie Cornish, Christopher Eccleston, Alec Newman, Will Attenborough. La protagonista del film è Amandla Stenberg che interpreta Leyna, nata da madre tedesca, Kerstin (Abbie Cornish) e da padre franco-senegalese. Bellissima e giovanissima, Leyna s’innamora di un giovane ufficiale nazista di nome Lutz che ritrova, poi, in un campo di concentramento. Una storia veritiera che, tuttavia, non si ispira a fatti realmente accaduti.

I personaggi del film non sono esistiti realmente. Quando le mani si sfiorano, infatti, racconta fatti storici realmente accaduti con personaggi inventati. Il film, infatti, si ispira sul caso storico dei Rheinlandbastarde’, ovvero ‘Bastardi della Renania’ con cui si faceva riferimento persone di razza mista nella Germania nazista, nate da relazioni con il personale militare di origine africana che occupava la Renania dopo la prima guerra mondiale.

Storia vera Quando le mani si sfiorano: “La verità di chi ha vissuto in quel periodo”

Quando le mani si sfiorano racconta l’amore, ma anche il dramma vissuto dai “Bastardi della Renania”, rei di essere nai da due genitori appartenenti a due mondi diversi. Per raccontare i fatti storici realmente accaduti, come riporta il portale MoviePlayer, Amma Asante che ha scritto e diretto il film, in un’intervista con IndieWire, ha spiegato come è nata la sceneggiatura della pellicola:

Ho intervistato persone che hanno avuto esperienze e quelle esperienze non erano necessariamente comode, ma è la loro verità e non è nostro diritto cambiarla”. La regista, inoltre, attraverso il proprio sito web, ha fatto sapere di aver consultato articoli di giornale, filmati e documenti con cui è riuscita a dare voce realmente ai ‘Bastardi della Renania’.







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