Quando serve tampone rapido e molecolare?/ Clerici (microbiologo): “Antigenico se…”

- Chiara Ferrara

Quando serve fare un tampone rapido e quando un tampone molecolare? La risposta dell’esperto Pierangelo Clerici ai microfoni di Zona Bianca

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Tampone Covid (Web, 2020)

Quando serve fare il tampone rapido e quando il tampone molecolare? In molti se lo stanno domandando in queste settimane e lo dimostra il fatto che davanti ai drive-in, ai laboratori e alle farmacie ci sono code infinite di persone che attendono di sapere, per motivi diversi tra loro, se sono o meno positivi al Covid-19. Pierangelo Clerici, presidente microbiologi clinici italiani, è intervenuto ai microfoni di Zona Bianca per chiarire la questione e mettere un freno alla corsa ai test.

“Bisogna vietare di sottoporre le persone al tampone perché devono andare ad una cena oppure a sciare, in generale per motivi di diletto. Gli ospedali e i laboratori si ritrovano a dovere analizzare centinaia di test, a discapito dell’esecuzione su persone che ne hanno realmente bisogno”, ha sottolineato l’esperto.

Quando serve tampone rapido e molecolare? Il chiarimento dell’esperto

Il microbiologo Pierangelo Clerici a Zona Bianca ha chiarito inoltre quando serve il tampone rapido e quando il molecolare per coloro che ne hanno necessità per terminare il periodo di isolamento dettato dalla positività al Covid-19 oppure da un contatto con un positivo: “Uscire dalla quarantena col rapido ha senso se il paziente è stato sempre asintomatico nel lungo periodo, ma se ha manifestato i sintomi è indispensabile il molecolare”.

L’esperto, in tal senso, ha parlato delle differenze tra i diversi tipi di test: “Il tampone molecolare è affidabile al 99,9%, per cui non sbagliano praticamente mai. Il tampone rapido invece ha una accuratezza che oscilla tra il 60% e l’80%. Abbiamo per questo motivo persone che albergano il virus nel proprio apparato respiratorio ma che continuano a circolare, convinte di essere negative”, ha detto. Infine, bocciatura per quelli fai da te: “C’è il rischio che non vengano eseguiti correttamente, in quanto la persona che lo fa evita di andare a fondo, magari temendo di farsi male”.







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