QUARTA ONDATA COVID IN EUROPA/ Ecco perché l’Italia è messa meglio degli altri Paesi

- int. Massimo Clementi

In arrivo una quarta ondata di pandemia da Covid: ci sono ancora troppi non vaccinati e si rende necessario ricorrere alla terza dose per tutte le fasce d’età

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(LaPresse)

Continuano a salire incidenza e indice di trasmissibilità Rt: l’Rt medio è adesso oltre l’1 dopo due mesi, arrivando a 1,15 contro lo 0,96 di una settimana fa; aumento dei contagi (+16%) e dei ricoveri in terapia intensiva (+12,9%). Questa la situazione italiana, mentre l’Agenzia europea del farmaco lancia l’allarme quarta ondata in Europa, che secondo l’Oms potrebbe causare entro febbraio almeno mezzo milione di morti. Un quadro allarmante, nel quale, come ci ha detto in questa intervista Massimo Clementiprofessore ordinario di Microbiologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e primariopresso la stessa struttura, del laboratorio di microbiologia e virologia: “L’Italia è nettamente messa meglio degli altri paesi europei, ma non significa che non dobbiamo attrezzarci ad affrontare questa nuova pandemia. Necessario allargare la dose booster non solo alle fasce a rischio e alle persone più fragili, ma a tutti”.

Resta il problema dei non vaccinati, ci ha detto ancora, “qualcosa come un po’ meno del 20% della popolazione. Il non vaccinato che si infetta può contagiare anche chi si è già vaccinato e che magari è un paziente che sta vedendo decrescere la sua immunità. Sta succedendo in diverse Rsa, dove si registrano diversi decessi”.

Incontrando la stampa, il Ministro della salute Roberto Speranza ha raccomandato la massima attenzione rispetto all’allarme sulla quarta ondata lanciato dall’Ema. E’ d’accordo?

Condivido quanto è stato detto dal ministro. E’ stato interessante aver visto la cartina geografica con i colori dell’Europa, mostrata in conferenza. Dalla cartina si è notato con chiarezza come l’Italia in questo momento si trovi in una condizione di vantaggio rispetto ad altri paesi che stanno subendo l’ondata, paesi che sono o molto più indietro nella campagna vaccinale o sono come il Regno Unito, un paese dove si è vaccinato molto presto, non tenendo conto che ci poteva essere un decremento del vaccino dopo sei mesi, soprattutto visto che hanno usato AstraZeneca.

La terza dose di vaccino diventa dunque necessaria per tutti? Il booster dovrà essere allargato a tutte le fasce d’età?

Tutti i paesi che hanno fatto campagna vaccinale si stanno orientando sulla terza dose. Anche noi dovremo farlo. Sebbene ci troviamo in condizioni migliori, non possiamo certo perdere questo vantaggio, anzi dobbiamo consolidarlo. Per farlo bisogna vaccinare soprattutto le fasce a rischio, le persone fragili, ma anche gli altri. Mi sembra di aver capito dalle parole del ministro che ci potrà essere presto una estensione della terza dose a tutti.

Anche se siamo messi meglio di altri paesi europei, i dati dell’Iss ci dicono che l’indice Rt è di nuovo in risalita, così come i ricoveri. Come mai?

Siamo anche noi impegnati ad affrontare questa ripresa autunnale dell’epidemia. Dobbiamo rafforzare la barriera costituita dal vaccino, anche perché un po’ meno del 20% della nostra popolazione sopra i 12 anni non è ancora immunizzata.

In Germania è stata definita pandemia dei non vaccinati.

Non userei questa espressione, anche se è una suggestione abbastanza efficace. Al di là di questo, il non vaccinato che si infetta può contagiare anche chi si è già vaccinato e che magari è un paziente che sta vedendo decrescere la sua immunità. E’ successo che in alcune Rsa pazienti vaccinati da tempo siano stati infettati e ci sia stato anche qualche decesso in un momento in cui avevano bisogno di un richiamo booster del vaccino. Il fatto che il virus circoli anche in quota non irrilevante, in Italia stiamo parlando di milioni di persone, crea un rischio. Questo è anche il motivo per cui si sta pensando di vaccinare i bambini.

Infatti, dopo tante polemiche, si potranno vaccinare i bambini nella fascia 5-11 anni. Che ne pensa?

E’ un bene, anche se non rappresentano un bersaglio importante dal punto di vista clinico, raramente si ammalano, hanno infezioni prevalentemente delle vie aeree superiori come riniti o faringiti. Però per alcuni giorni veicolano il virus, portandolo a casa e perciò rappresentano una fonte di pericolo per gli altri.

Il governo sembra intenzionato a prolungare il periodo di utilizzo del Green pass, cosa che porterà a nuove polemiche e proteste. Dal punto di vista sanitario lo ritiene importante?

C’è poco da fare polemiche. Ho una fotografia che conservo con cura, scattata a Napoli quando scoppiò l’epidemia di colera. Allora i napoletani scesero in piazza issando cartelli con la scritta: vogliamo il vaccino. Oggi si manifesta per non volerlo. Sul Green pass sono agnostico, mi aspettavo un po’ di più in termini di convincimento a vaccinarsi. Chi non vuole vaccinarsi continua a farsi centinaia di tamponi per ottenere il Green pass, però è la vaccinazione che deve andare avanti. Per cui, se il Green Pass serve per quello, ben venga; se non serve, non saprei che dire.

Quindi dobbiamo prepararci a una nuova ondata di Covid?

Abbiamo davanti due mesi problematici, in cui dobbiamo rafforzare la nostra capacità immunitaria e quindi di difesa dal virus.

(Paolo Vites)

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