La Cassazione approva il quesito per il referendum confermativo sulla giustizia: si vota tra marzo e aprile 2025. Le motivazioni del Sì e del No
LA CASSAZIONE HA APPROVATO LE 4 RICHIESTE SUL REFERENDUM GIUSTIZIA: ECCO COME SARÀ IL QUESITO ALLE URNE
La Corte di Cassazione ha approvato oggi le quattro richieste referendarie presentate da componenti del Parlamento sia del Governo che delle opposizioni, in merito alla riforma della giustizia firmata dal Ministro Carlo Nordio: e così entro il marzo 2026 gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla giustizia con un quesito più “stringato” e semplice rispetto alle ultime tornate referendarie, con al centro la possibilità di confermare o meno una riforma costituzionale già approvata in doppia lettura da entrambi i rami del Parlamento.
Separazione delle carriere, sorteggio dei membri del CSM, nascita di un secondo Consiglio Superiore della Magistratura anche per i pm, e creazione di organo “terzo” che controlli i due CSM: su questo e molto altro si concentra la riforma della giustizia targata Governo Meloni e su questo verrà chiesto ai cittadini di dare un parere nel quesito referendario che per sua natura non richiede né il quorum né il via libera sull’ammissibilità della Corte Costituzionale.

Il quesito accettato tra i quattro inviati dai proponenti è quello dei deputati del Centrodestra alla Camera, ritenuto infatti più equilibrato e “tecnico” rispetto agli altri tre, è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”.
LE ISTANZE DEL SÌ E DEL NO: COME SI VOTA IL REFERENDUM SULLA RIFORMA NORDIO
In termini di iter, i prossimi step sono molto netti: dopo il via libera della Cassazione giunto oggi, il Consiglio dei Ministri entro 60 giorni avrà possibilità di chiedere in via ufficiale al Presidente della Repubblica di indire il referendum sulla giustizia: a quel punto il voto effettivo dovrà tenersi tra il quarantesimo e il settantesimo giorno successivo al decreto di indizione in Gazzetta Ufficiale.

Si ipotizza dunque che il referendum sulla riforma Nordio dovrà tenersi tra marzo e aprile 2026: trattandosi di quesito confermativo, gli elettori che si dicono favorevoli alla separazione delle carriere e alle altre norme previste dalla riforma, dovranno votare “Sì” mentre tutti i contrari dovranno votare ”No” (evitando la confusione che di norma accade nei referendum abrogativi, dove il “Sì” è contro la legge, e il “No” è a favore).
Con questa riforma viene ridisegnata l’architettura della magistratura italiana, dopo più di 30 anni dall’epoca di Tangentopoli che ha sconvolto forse per sempre l’intero rapporto tra giustizia e politica: in primo luogo, viene divisa la carriera tra magistratura giudicante e requirente, in secondo luogo viene inserito un nuovo assetto di nomina per il CSM (a sorteggio), con la creazione di un secondo Consiglio, entrambi poi normati dall’Alta Corte Disciplinare.
