RAFFAELE KOHLER SWING BAND/ “Una sera in balera”: musica per ballare

- Paolo Vites

Ritorno al passato: musica e dancing a tempo di swing, per stare insieme e divertirsi come una volta

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La Raffaele Kohler Band

Qualcuno ricorderà sicuramente quel bizzarro e simpatico personaggio che, lo scorso anno, in piena pandemia, quando la gente chiusa in casa si affacciava ai balconi cantando o suonando per darsi forza e coraggio, spuntò da una finestra di una abitazione di Milano con la sua tromba per intonare l’inno popolare della città ambrosiana, O mia bela Madonnina.

Fu un momento di intensa commozione, ripreso e trasmesso su molti telegiornali. Quel personaggio era Raffaele Kohler, trombettista molto conosciuto nell’area meneghina, non si fa problema di suonare anche per strada e adesso che la pandemia è quasi del tutto finita può tornare a sfoggiare la sua esaltante Raffaele Kohler Swing Band, che ha da poco pubblicato un nuovo disco.

Sette elementi, lui compreso, dotati di grande tecnica ma soprattutto voglia di divertire e far divertire, con atmosfere tipicamente del passato, anni 30 e 40, swing ovviamente, ma anche le grandi canzoni del passato, siano italiane come Innamorarsi a Milano di Memo Remigi resa celebre da Ornella Vanoni, che francesi come Ménilmontant di Charles Traente, dedicata all’omonimo quartiere bohémienne parigino. Si passa così dal boogie woogie trascinante di Sugar, allo swing senza pause di Voglio anch’io la fidanzata, alla languida ballata lounge di Sympathique del gruppo americano Pink Martini alla title track, bel valzerone del tempo che fu che ricorda nell’approccio musicale e nel testo l’immenso Enzo Jannacci.

Tanto swing, tanta dolcezza per concludere con l’inno proletario reso famoso da Milva Fischia il vento, voglia di un “sol dell’avvenire” che evidentemente per Koehler e soci è ancora da attendere.

Guida la band la bella voce di Gabriella De Mango; Koehler alla tomba detta il ritmo e gli assoli; lo segue efficacemente Luciano Macchia al trombone; swingano con grande capacità le chitarre di Matteo D’Amico e Francesco Moglia mentre Stefano Grasso alla batteria e Giovanni Doneda al basso serrano il tutto con l’energia necessaria. Dopo di che non resta altro che scendere in strada… e ballare.

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