Ragazzo autistico promosso a scuola senza esame/ La mamma: “Volevano solo cacciarlo”

- Dario D'Angelo

Un ragazzo autistico è stato promosso a scuola senza esame passando dalle medie al liceo sebbene non sappia né leggere né scrivere. La denuncia della mamma.

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Un ragazzo autistico di 15 anni è stato promosso dalla scuola media al liceo senza sostenere l’esame. La denuncia arriva direttamente dalla mamma del giovane, che si è rivolta all’Anffas di Torino per segnalare la discriminazione che il figlio, a suo dire, avrebbe subito. Il riconoscimento dell’idoneità al liceo da parte della scuola media della provincia torinese sarebbe stato elargito soltanto ad uno scopo secondo la donna: quella di allontanare un ragazzo, per così dire, “problematico”. Come riportato da “L’Huffington Post”, la mamma del giovane ha spiegato:”Mio figlio non sa leggere e non sa scrivere. Mi sono sempre prodigata con numerose terapie affinché la sua situazione migliorasse. Ma arrivato in terza media ci siamo accorti che non era pronto per fare il salto successivo al liceo. Così ho chiesto al dirigente scolastico dell’istituto che venisse fermato un altro anno alle medie perché rimanere in un ambiente conosciuto, circondato da volti noti, è una condizione fondamentale per il benessere psicofisico del ragazzo. In un primo momento hanno accettato, poi qualcosa è andato storto e io mi sono sentita cacciata dall’istituzione scolastica”.

RAGAZZO AUTISTICO PROMOSSO A SCUOLA SENZA ESAME

Un caso, quello denunciato dalla mamma del ragazzo autistico, che se confermato sarebbe molto grave. Ecco perché Giancarlo D’Errico, presidente Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) della sezione di Torino si è subito schierato dalla parte della donna:”Persone come questo ragazzo hanno bisogno di stabilità e di essere seguite, se nemmeno la scuola è in grado di garantire e comprendere questi bisogni allora si pone un grosso problema. Nel caso di questo ragazzo indietro non si può tornare, ma la domanda che si pone è: il preside della scuola è sicuro di aver scelto considerando il bene della persona o ha adottato un comportamento discriminatorio, negandogli, da fatto, il diritto all’istruzione? Andremo a fondo alla questione, anche rivolgendoci all’Ufficio scolastico Regionale”.



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