Ranieri Guerra indagato a Bergamo per false dichiarazioni/ “Stupito e amareggiato”

- Carmine Massimo Balsamo

Nuovi sviluppi dalle indagini della Procura di Bergamo: il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra è indagato per falso, ecco cos’è successo

Ranieri Guerra
Ranieri Guerra a Non è l'Arena

Arrivano nuovi aggiornamenti sull’inchiesta portata avanti dalla Procura di Bergamo: il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra è indagato per false dichiarazioni. Il caso fa riferimento all’interrogatorio dello scorso 5 novembre 2020: l’esperto fu interpellato in merito al rapporto che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva pubblicato a maggio a proposito della gestione della pandemia da parte dell’Italia, scomparso 24 ore dopo.

Come riportano i colleghi del Corriere della Sera, Ranieri Guerra affermò di non aver mai fatto pressione sui ricercatori autori dello studio. Questi ultimi, a partire da Francesco Zambon, si presentarono in procura a Bergamo per smentire categoricamente la versione fornita dal direttore aggiunto dell’Oms.

Ranieri Guerra indagato a Bergamo per false dichiarazioni

Ranieri Guerra finì in particolare nel mirino del ricercatore Francesco Zambon: quest’ultimo ha dichiarato di aver ricevuto pressioni con mail e telefonate proprio dal direttore aggiunto dell’Oms. La versione di Zambon è stata ritenuta la più attendibile e per questo motivo la Procura di Bergamo ha deciso di indagare il 67enne per falso. Come riporta il Corriere della Sera, Ranieri Guerra ha affermato che la sua posizione è cristallina nonostante le insinuazioni di alcuni: «Sono veramente stupito e profondamente amareggiato. Io ho dichiarato ai pm tutto quello che sapevo a quel momento, in totale buonafede. Ho capito a seguire di non avere avuto accesso a molte informazioni, ma credo che questo i pm lo abbiano bene valutato. Non so neppure quali siano queste presunte contraddizioni che possano avere identificato, dato che non ho avuto accesso ai quesiti da loro posti all’Oms». Ranieri Guerra ha successivamente ribadito di essere a disposizione dei pm per fornire qualsivoglia dettaglio sulla vicenda, sottolineando di aver sempre operato in buonafede.



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