Raquel Sánchez Silva, moglie Mario Biondo/ Le 3 versioni e denuncia a famiglia marito

- Emanuela Longo

Raquel Sánchez Silva è la moglie di Mario Biondo, trovato senza vita nel loro appartamento di Madrid 8 anni fa: dalle contraddizioni alla denuncia

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Raquel Sanchez Silva, moglie Mario Biondo, Le Iene

Raquel Sánchez Silva è una figura importante nel giallo sulla morte di Mario Biondo. Conduttrice spagnola di successo, era inviata dell’Isola dei Famosi in Spagna quando conobbe il giovane e affascinante cameraman palermitano. Il 22 giugno 2012 i due convolarono a nozze facendo sognare un intero Paese con quell’amore che sembrava più simile ad una favola. Poco meno di un anno dopo, però, il 30 maggio 2013, con la morte di Mario nella loro casa di Madrid cadde il buio. La donna, da quel giorno, prese fortemente le distanze dalla famiglia del marito e dopo i funerali smise di far parte della loro vita, ma non solo. Il volto noto spagnolo avrebbe perfino intestato al marito morto le fatture per le spese funerarie mandando alla famiglia un conto da 11 mila euro. La mamma di Mario, la signora Santina, raccontò in merito in una intervista a Domenica In: “Dopo la morte si è fatta sentire solo per dirci che voleva vendere tutto quello che era di Mario per recuperare i soldi del funerale”.

Attorno alla donna, nel corso degli anni, non sono mancate le ombre ed i dubbi da parte della famiglia del cameraman che da lei si sarebbe aspettata una maggiore collaborazione nella ricerca della verità su quanto accaduto al giovane marito. Di contro, non avrebbe affatto contribuito a fare chiarezza su diversi aspetti, a partire dagli orari discordanti resi dalla stessa domestica che ritrovò il corpo senza vita di Mario.

RAQUEL SÁNCHEZ SILVA E LE TRE VERSIONI SULLA MORTE DI MARIO BIONDO

Secondo le ricostruzioni degli attimi successivi alla morte di Mario Biondo, ripresi anche da MeridioNews, Raquel Sánchez Silva avrebbe ribadito più volte di aver ricevuto una telefonata nel pomeriggio di quel 30 maggio da alcuni colleghi di lavoro del marito, che chiedevano che fine avesse fatto. La donna avrebbe quindi avvisato la domestica chiedendole di controllare se fosse in casa. E proprio qui, quest’ultima, lo avrebbe trovato impiccato alla libreria in una posizione che poi fu definita innaturale per un suicidio. Nonostante questo intorno a mezzogiorno su Twitter già si rincorrevano i messaggi di cordoglio rivolti alla showgirl sebbene lei avesse detto di aver iniziato a sospettare solo nel pomeriggio. Alle ripetute domande dei magistrati, la donna non avrebbe mai fornito una risposta attendibile ed in merito anche le versioni relative alla morte del marito sarebbero state contradditorie. Tre in tutto i racconti forniti da Raquel: inizialmente sostenne che Mario si fosse suicidato dopo aver ricevuto l’esito medico che attestava problemi di fertilità; successivamente sostenne che la sera prima avesse fatto uso di cocaina per poi mettere il foulard intorno al collo in un tentativo di ‘rilassamento’. Quindi avrebbe poi sostenuto la morte del marito come conseguenza di un gioco erotico.

LA DENUNCIA ALLA FAMIGLIA DEL MARITO MORTO

Nel novembre scorso, Raquel Sánchez Silva aveva denunciato la famiglia del marito Mario Biondo. A rivelarlo, come riferiva Il Sicilia nell’edizione online, era stata la madre della vittima: “La “vedova” ha denunciato me, mio marito, mia figlia e il gruppo Mediaset per la trasmissione delle Iene del 5 ottobre scorso, i suoi avvocati hanno detto alla polizia spagnola che quello che è andato in onda non sarebbe la verità”. La madre di Mario, Santina, aveva poi inviato un appello alla stessa conduttrice spagnola: “Raquel le tue denunce non ci fermeranno, noi abbiamo sempre detto la verità con le prove”. Raquel Sánchez Silva aveva deciso di sporgere denuncia attraverso i suoi avvocati per quella che a suo dire sarebbe “un’autentica campagna di molestie attraverso i social e con l’aiuto del Gruppo Mediaset”, ritenendo del tutto infondate le accuse contro di lei circa comportamenti che sarebbe stati atti “a nascondere informazioni rilevanti su questa vicenda, se non di essere il diretto responsabile”.

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