CASO SAVIANO, FONDAZIONE RAVELLO SCRIVE A LETTA/ “Noi liberi, politica non c’entra”

- Carmine Massimo Balsamo

Il Ravello Festival diventa un caso: Roberto Saviano attacca, il presidente Scurati si dimette per la presunta ingerenza di Vincenzo De Luca. La Fondazione allora scrive a Letta

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Roberto Saviano (LaPresse)

La Fondazione del Festival di Ravello scrive ad Enrico Letta dopo le polemiche scoppiate riguardo la mancata partecipazione di Roberto Saviano a causa di una presunta ingerenza del governatore campano Vincenzo De Luca, che ha portato poi alle dimissioni di Antonio Scurati. La Fondazione afferma di essere formata da «persone libere e autonome non meno dei signori Scurati e Saviano» e che la «politica non c’entra nulla» con le decisioni sulla programmazione del Festival che ha al centro solo la musica. Nella lettera si attacca il segretario del Partito democratico: «È montata, sulle dimissioni del dott. Scurati, una polemica politica, a cui il Suo post odierno rischia di fare da sponda». Quindi, spiega che «sarebbe opportuno che prima di trasformare in martiri della libertà persone che non lo sono, ci si informasse sui fatti».

Si richiama poi ad un precedente comunicato in cui si spiega che «il consiglio di amministrazione e il consiglio di indirizzo, organi statutariamente competenti, non soltanto non si sono espressi in ordine all’approvazione del programma di incontri fra lo stesso Scurati, Stefano Boeri, Roberto Speranza e Roberto Saviano, ma non sono mai stati interpellati in argomento dal presidente». E precisano che c’è la registrazione audio video della seduta consiliare del 14 giugno scorso a dimostrare che Scurati non abbia proposto tale programma o che sia stato bloccato per motivi di gradimento politico. (agg. di Silvana Palazzo)

CASO SAVIANO-RAVELLO, SCURATI SI DIMETTE

Caos clamoroso al Ravello Festival: il presidente Antonio Scurati ha rassegnato le dimissioni ancor prima di iniziare. Il motivo? Lo scontro a distanza con la Regione Campania, dunque con Vincenzo De Luca. Ecco le parole dello scrittore per comunicare la sua decisione: «Mi sono bastati, purtroppo, pochi giorni per accertare che i soci fondatori della Fondazione Ravello non rispettano la libertà intellettuale e ignorano i valori della cultura. Da uomo di cultura e, soprattutto, da uomo libero, scelgo di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di presidente. Le dimissioni, spontanee e irrevocabili, hanno valore immediato».

Secondo quanto riportato dai colleghi del Corriere della Sera, Scurati ha lasciato la presidenza del Ravello Festival per l’ingerenza del governatore Vincenzo De Luca nelle sue scelte. Nel mirino del presidente campano due talk: il primo è quello con Roberto Saviano, il secondo quello con il ministro della Salute Roberto Speranza. Due eventi particolarmente sgraditi al dem.

RAVELLO FESTIVAL, É BUFERA

Non sono tardate ad arrivare le prese di posizione. Nel corso del consueto appuntamento in diretta Facebook, De Luca, seppur senza mai citare direttamente il Ravello Festival, ha spiegato che «le indicazioni vanno rispettate in generale e quelle date dalla Regione sono molto semplici: le iniziative che si mettono in piedi devono essere coerenti con la natura dei festival che si fanno o delle fondazioni. Non si possono fare delle cose estemporanee che non c’entrano niente». Roberto Saviano ha replicato con un video: «Mi sono immaginato il presidente De Luca che riceve l’elenco degli ospiti del Ravello Festival e vede il mio nome comparire gli ultimi giorni di agosto: ‘Ah, e qua ci sta Roberto Saviano. E come si è permesso Scurati d’invitarlo. A casa mia, Roberto Saviano. Non esiste proprio, va cancellato’».

 



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