Recovery Fund, Consulta Germania boccia ricorso/ Finanziamenti non sono in pericolo

- Mirko Bompiani

Recovery Fund, la Corte Costituzionale della Germania ha bocciato il ricorso contro il piano per le risorse: le parole di von der Leyen

Recovery Fund
Angela Merkel (LaPresse)

Arrivano importanti aggiornamenti dalla Germania per il Recovery Fund. La Corte costituzionale tedesca ha infatti bocciato il ricorso d’urgenza presentato contro il piano di finanziamenti Ue presentato da Bernd Lucke, economista anti-euro. Una sentenza fondamentale, considerando che adesso Berlino ha la possibilità di concludere l’iter di ratifica.

«Il procedimento non è palesemente infondato, ma da un esame sommario si è stabilità che non vi sia un’alta probabilità di rilevare l’incostituzionalità del Recovery Fund», si legge nelle motivazioni della Consulta tedesca. Ora Frank-Walter Steinmeier, presidente della Repubblica federale, potrà mettere la sua firma sulla legge già votata da Bundestag e Consiglio delle regioni. Un via libera fondamentale, perché conferma che i finanziamenti non sono in pericolo.

Recovery Fund, Consulta Germania boccia ricorso

La sentenza della Corte Costituzionale tedesca consente dunque alla Germania di approvare lo schema alla base del Recovery Fund, che permetterà alla Commissione Ue di raccogliere sul mercato i 750 miliardi da distribuire ai 27 Paesi membri sotto forma di contributi a fondo perduto e prestiti. Rai News rimarca che la Consulta proseguirà il suo esame, ma la sentenza delle scorse ore non mette in discussione il progetto. Soddisfatta la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: «Accolgo con favore la decisione odierna della Corte costituzionale tedesca. L’Ue rimane sulla buona strada con la sua ripresa economica, a seguito di questa pandemia senza precedenti. Il Next Generation Ue aprirà la strada ad un’Unione Europea verde, digitale e più resiliente». Così il commissario italiano Paolo Gentiloni: «La decisione della Corte Costituzionale tedesca è importante in Germania ed è un grande passo avanti sulla strada del piano europeo di Recovery».



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