Recovery Fund, Conte: “Progetti entro 15 ottobre”/ Per avere prefinanziamento del 10%

- Alessandro Nidi

Il presidente del Consiglio è intervenuto in queste ore alla prima riunione del CIAE, parlando di Recovery Fund e delle strette tempistiche

Premier Conte alla Camera
Premier Giuseppe Conte in Parlamento (LaPresse, 2020)

Il monito è stato lanciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha presieduto nelle scorse ore la riunione inaugurale del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei (CIAE). “Dobbiamo presentare i progetti entro il 15 ottobre 2020 in modo da poter aspirare alla possibilità di prefinanziamento del 10% che è stata predisposta appunto per chi li presenta in questa prima finestra temporale”. Non vi è, dunque, un margine di tempo così ampio e per questo il premier ha voluto annunciare che “si lavorerà anche ad agosto, si inizia subito”; nel pomeriggio, infatti, il ministro Amendola ha già convocato la prima riunione dei tecnici del comitato di valutazione con i delegati dei ministri. L’obiettivo primario sarà quello di selezionare i progetti più confacenti alle indicazione del Next generation Eu e al Recovery Fund, coinvolgendo nella decisione l’intero Parlamento, vista e considerata la portata della decisione che il Governo italiano è chiamato ad adottare.

RECOVERY FUND, CONTE: “ABBIAMO UNA GRANDE RESPONSABILITÀ”

Il premier Giuseppe Conte ha quindi aggiunto, nell’ambito della riunione di ieri a proposito del Recovery Fund, le seguenti parole: “Vorrei che tutti a questo tavolo entrassimo da subito in una prospettiva, che è l’unica giusta, ovvero quella secondo cui dobbiamo affrontare una grande responsabilità, per noi stessi, per il Paese intero che ci guarda e per l’Europa. Abbiamo vinto la prima sfida, quella di contribuire come Italia tutti insieme a varare questa svolta – è la prima volta che in Europa si ragiona di debito comune, vengono emessi titoli – ed è evidentemente una grande responsabilità”. D’altro canto, da questi giorni di duro lavoro e di scelte passerà il futuro del nostro Paese: “Saremo chiamati a risponderne nei confronti di noi stessi, dei nostri figli, delle prossime generazioni, di tutti i cittadini europei. La puntualità nell’elaborazione del piano è una condizione, una premessa indispensabile per poter accedere a questo piano europeo, ma direi che non è sufficiente”.

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