Recovery Fund, documento Paesi rigoristi/ “Solo prestiti, no mutualizzazione debito”

- Carmine Massimo Balsamo

Recovery Fund, la controproposta di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia al progetto messo sul tavolo da Germania e Francia. Le ultime notizie.

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Il Parlamento europeo (LaPresse)
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Prosegue senza sosta il dibattito sul recovery fund e notizia delle ultime ore è la controproposta dei Paesi nordici. Come riportano i colleghi di Repubblica, è arrivato il documento di Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca in replica alla proposta di Francia e Germania. Come vi abbiamo raccontato, Emmanuel Macron e Angela Merkel hanno messo sul piatto un piano da 500 miliardi di sussidi a fondo perduto per i Paesi più colpiti dall’emergenza coronavirus.

«Non possiamo essere in linea con qualsiasi strumento o misura che porti alla mutualizzazione del debito o ad un significativo aumento del bilancio dell’Unione Europea», hanno fatto sapere i “rigoristi”, che hanno messo a punto un progetto comune in vista della proposta di Recovery Fund della Commissione Europea in programma mercoledì 27 maggio 2020.

RECOVERY FUND, LA CONTROPROPOSTA DEI PAESI NORDICI

Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca hanno evidenziato la necessità di un Fondo per rispondere alla recessione legato al bilancio Ue dei prossimi sette anni ma, come spiega Repubblica, i quattro Paesi pretendono che sia temporaneo e una tantum. La posizione sul budget europeo non cambia, dunque, con la richiesta di contributi nazionali limitati. Un secco no ai grants, ovvero la proposta franco-tedesca di mettere in campo 500 miliardi di aiuti da non rimborsare (denaro vitale per Paesi come Italia e Spagna).

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I Paesi nordici hanno messo sul tavolo un Emergency Recovery Fund basato «sull’approccio loans for loans», sui prestiti da restituire. Ma non solo: in ballo la richiesta di politiche europee che costringano i partner ad un forte impegno alle riforme ed al quadro finanziario. «Vogliamo mettere a disposizione un finanziamento temporaneo e focalizzato attraverso il bilancio Ue e offrire prestiti a condizioni favorevoli ai Paesi che sono stati colpiti più duramente dalla crisi», la conclusione del documento.

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