Recovery Fund, pdf linee guida/ Tasse giù e salario minimo: Conte invia alle Camere

- Niccolò Magnani

Recovery Fund, le linee guida ufficiali nelle 73 pagine del Governo: il pdf con le 6 missioni centrali. Conte “pronti a riferire in Parlamento”

Conte alla riunione sul Recovery Fund
Conte e Amendola alla riunione Ciae sul Recovery Fund (LaPresse, 2020)

Nel giorno in cui la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha richiamato nel suo discorso sullo Stato dell’Unione della centralità del progetto “Recovery Fund” per il futuro dell’Europa post-Covid, il Governo Conte-2 ha definito il testo delle linee guida e ha inviato alle Camere la bozza ufficiale sulla quale si strutturerà il Recovery Plan da presentare entro gennaio 2021 a Bruxelles. Le linee guida andranno discusse, modificate e votate in Parlamento prima dell’invio, il prossimo 15 ottobre, alla Commissione Ue: «L’attuale fase programmatoria rappresenta uno snodo strategico, un’occasione storica irrinunciabile per il successo dell’azione economica e per le prospettive di crescita e modernizzazione dell’Italia. Certamente la sfida che ci attende è complessa e necessaria delle migliori energie e competenze del Paese, nonché del costante dialogo e della massima collaborazione tra le Istituzioni», scrive il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella missiva cui si accompagna il testo di 73 pagine delle linee guida pubblicato oggi dal Corriere della Sera (qui il pdf).

CONTE: “GOVERNO PRONTO A RIFERIRE IN PARLAMENTO”

Nell’elaborato del Recovery Fund italiano, Conte sottolinea come «Se le Camere lo riterranno opportuno il Governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nella sede decentrata delle Commissioni sia nella sede plenaria dell’Assemblea». Alla prima fase indicata dal Governo, ne seguirà una successiva di elaborazione, presentazione e adozione definitiva del Piano nazionale di rilancio che dovrà ovviamente «attenersi alle indicazioni e ai parametri che saranno formulati a breve dalla Commissione europea». Infine, scrive ancora Conte nella lettera inviata al Presidente Fico e alla Presidente Casellati, «Successivamente verrà avviata la fase di elaborazione e approvazione dei singoli progetti di investimento e di riforma. In ciascuno di tali passaggi – si fa notare – nello spirito di massima collaborazione tra Governo e Parlamento sarà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento».

LE LINEE GUIDA DEL RECOVERY FUND

Scendendo nelle pieghe del Pnr italiano, i 557 progetti finora candidati e presentati al Ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola – coordinatore del progetto Recovery Plan – intendono spendere i 209 miliardi spettanti all’Italia in diverse direzioni e modalità. Nelle linee guida si leggono le 6 missioni principali (Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute) e saranno lo snodo centrale del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (Pnrr). Salario minimo, taglio delle tasse per i dei medi, aumento dei posti letto negli ospedali ma anche rialzo “shock” del Pil e diffusione del fascicolo elettronico per pazienti in vista di una migliore digitalizzazione. Sono queste alcune delle linee guida centrali del piano elaborato dal Premier Conte e in attesa di essere discusse nei prossimi giorni in Parlamento: sul fronte equità il Governo ripartirà da Family Act e riforma Irpef, mentre per la scuola lo sviluppo del cablaggio e più asili nido sono i punti principali del Recovery Fund. Lato infrastrutture, si inserisce il completamento della Tav e lo sviluppo di rete stradale, autostradale, ponti, viadotti e portualità, smart districts e mobilità pubblica e privata a impatto ambientale sostenibile. Seguendo l’indirizzo Ue, la “rivoluzione verde” vedrà meno carbone nei boschi, iscalità di vantaggio per le imprese sostenibili; sostegno alla transizione ecologica per l’agricoltura, l’industria e la siderurgia (con capitolo specifico sull’area dell’ex Ilva di Taranto).

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