Recovery Plan Draghi bozza documento/ 6 capitoli, 487 pp: riforme Giustizia e Turismo

- Niccolò Magnani

Recovery Plan, la bozza del documento del Governo Draghi: 487 pagine, 6 missioni confermate, nuove risorse. Riforme su giustizia, turismo e PA

Daniele Franco
Daniele Franco, Ministro Economia giura davanti a Draghi e Mattarella (LaPresse, 2021)

News Mediaset lancia lo scoop e presenta in anteprima la bozza del Recovery Plan targata Draghi-Franco-Colao-Cingolani da presentare entro il 30 aprile prossimo: il testo è scritto e pensato in inglese per agevolare il dialogo con la Commissione Europea e presenta un deciso cambio di passo rispetto alla precedente bozza del Governo Conte di inizio gennaio: da 167 pagine alle attuali 487, una decisa e più dettagliata strutturazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che andrà a ricevere i fondi dell’Europa stanziati dal Recovery Plan-Next Generation Eu. Vengono confermate le 6 missioni del Pnrr: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.

Sulle risorse invece restano le cifre anticipate dal Ministro dell’Economia Daniele Franco nella recente audizione in Parlamento «Il Recovery fund per l’Italia prevede fondi a disposizione del nostro Paese per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 sotto forma trasferimenti, 127 sotto forma prestiti. Tuttavia gli ultimi dati, e il regolamento europeo che prende a riferimento il Pil del 2019, portano a una stima dell’entità delle risorse per circa 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata a gennaio». I singoli capitoli vedono la seguente allocazione di risorse: 67,49 miliardi “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, 45,5 miliardi per “Digitalizzazione, innovazione e cultura”, 31,98 mld per “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, 26,66 mld per “Istruzione e ricerca”, 21,28 miliardi per il capitolo “Inclusione e coesione”, 18,01 mld per “Salute”.

GLI ALTRI PUNTI DEL RECOVERY PLAN

Saranno tre i criteri con cui verranno valutati i progetti del Pnrr, ovvero  realizzabilità, accountability e monitorabilità. Sugli investimenti del Recovery Plan, la bozza in mano a News Mediaset conferma un anticipo del 13% dei fondi già entro l’estate. Provando ad entrare nelle pieghe dei singoli progetti – ancora tutti da definire e limare in Consiglio dei Ministri e poi in Parlamento prima dell’invio a Bruxelles entro il 30 aprile – si scorge come nel capitolo legato all’Innovazione vi sia una riforma complessiva della pubblica amministrazione e giustizia, rallentate anche dall’arretratezza tecnologica.

Se nel primo caso si ripartirà dal Patto siglato due giorni fa da Draghi, il Ministro PA Brunetta e i sindacati, sul fronte giustizia ha parlato stamane al Festival della Giustizia organizzato da Aiga, la Ministra Marta Cartabia: «nella sezione dedicata alla giustizia, dentro il grande cantiere del Recovery, un capitolo importante è riservato proprio al tema di questo Festival: la digitalizzazione. L’utilizzo degli strumenti informatici si è rivelato fondamentale nella pandemia e continuerà a esserlo, per dare un volto nuovo alla giustizia che cerchiamo di rendere più efficiente e vicina alle esigenze degli operatori e dei cittadini». Ancora la titolare della Giustizia aggiunge «Con il processo telematico e con più tecnologia anche per il sistema penitenziario, con più investimenti anche nel comparto digitale contiamo anche di migliorare le disfunzioni che persistono nel portale telematico di deposito degli atti. Questa giustizia rinnovata sarà quella in cui soprattutto voi giovani avvocati sarete chiamati a operare con un maggior supporto degli strumenti informativi, senza però rinunciare agli indispensabili confronti diretti in alcune fasi fondamentali del processo».

Sul fronte “transizione verde”, gli interventi mirati del neo-Ministro Cingolani prevedono interventi su agricoltura, economia circolare ma anche un ruolo del nostro paese nella catena di produzione dell’idrogeno. Tra i diversi interventi sulle infrastrutture, grande spazio alla mobilità e all’ammodernamento del Paese con potenziamento di tutti i tratti di alta velocità, in particolare la «Salerno-Reggio Calabria, per colmare il divario tra Nord e Sud». Su Turismo e Cultura specifiche riforme vengono inserite in punti all’interno del testo di bozza: qui le principali novità e i progetti previsti. 

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