RECOVERY PLAN E LAVORO/ Le scommesse da 12 miliardi per giovani e disoccupati

- Gabriele Fava

Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal Governo ci sono anche degli interventi in materia di lavoro che valgono 12,62 miliardi

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Approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 gennaio, il Recovery Plan (Piano nazionale di ripresa e resilienza o Pnrr) è pronto a sottoporsi al vaglio del Parlamento, prima di essere trasmesso alla Commissione europea entro il prossimo 30 aprile. Il Piano si pone in attuazione del programma Next Generation Eu, approvato dall’Unione europea a integrazione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 al fine di rilanciare lo sviluppo economico degli Stati membri una volta cessata l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Connesso ai tre assi strategici condivisi a livello europeo (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale), il Pnrr, il quale prevede lo stanziamento di 210 miliardi di euro, si articola in 6 missioni, le quali rappresentano le aree tematiche oggetto di intervento: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute.

Nell’ambito della missione volta a favorire l’inclusione e la coesione, il Recovery Plan individua gli obiettivi in materia di politiche per il lavoro, mettendo a disposizione circa 12,62 miliardi di euro, tra i quali si annoverano: sostenere i livelli di occupazione, in particolare quella giovanile, attraverso la definizione e l’ampliamento di misure di politica attiva del lavoro a favore dell’acquisizione di competenze per l’adattamento ai cambiamenti del mercato del lavoro e per la ricollocazione; contrastare il disallineamento tra le competenze in possesso dei lavoratori e i fabbisogni di competenze delle imprese mediante intese ai diversi livelli di governo e tra le diverse amministrazioni statali e regionali competenti al fine di garantire l’accesso a una formazione adeguata e di qualità su tutto il territorio nazionale, definendo standard uniformi e rafforzando il sistema di certificazione delle competenze; sostenere le esigenze di formazione e lavoro per i giovani mediante l’apprendistato duale; promuovere l’autonomia economica e l’autoimprenditorialità delle donne con il sostegno all’imprenditorialità femminile; sostenere l’attivazione del Servizio Civile Universale per i giovani nella fascia tra i 18 e i 28 anni e l’acquisizione da parte degli stessi di importanti soft skills.

Sul fronte delle politiche attive del lavoro, il Piano si propone il raggiungimento dei citati obiettivi a partire dall’assegno di ricollocazione al fine di istituire un programma nazionale (“Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori” o Gol, già previsto dalla Legge di bilancio per il 2021) il quale preveda un sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale, sia per la profilazione dei servizi al lavoro che per la formazione. A ciò si accompagna un rafforzamento dei Centri per l’impiego e l’integrazione degli stessi con il sistema di istruzione e formazione anche attraverso la rete degli operatori privati. In particolare, il Piano propone di ridefinire gli strumenti di presa in carico dei disoccupati con politiche attive che, partendo dalla profilazione della persona, permettano la costruzione di percorsi personalizzati di riqualificazione delle competenze e di accompagnamento al lavoro.

Contestualmente viene proposta la fissazione di standard di formazione per i disoccupati profilati presso i Centri per l’impiego e il rafforzamento del sistema della formazione professionale mediante la promozione di una rete territoriale dei servizi di istruzione, formazione, lavoro anche attraverso partenariati tra settore pubblico e privato in forma di industry academy.

Per quanto attiene, invece, la formazione dei lavoratori occupati, il Piano conferma l’istituzione del Fondo nuove competenze (ab origine introdotto dal decreto Rilancio), il quale si propone di sostenere con contributi a fondo perduto le aziende intenzionate a rimodulare l’orario di lavoro dei lavoratori al fine di permettere a questi ultimi di partecipare ad attività di formazione sulla base di specifici accordi collettivi con le organizzazioni sindacali. È previsto altresì un progetto di sostegno all’imprenditoria femminile e un intervento volto a stabilizzare l’apprendistato duale al fine di coniugare formazione e mercato del lavoro per i giovani e garantire modalità di apprendimento on the job in grado di ridurre il disallineamento tra i percorsi di formazione e le competenze richieste dal mercato del lavoro stesso.

Da ultimo, è previsto un potenziamento del Servizio Civile Universale con l’obiettivo di disporre di un numero più elevato di giovani intenzionati a compiere un percorso di apprendimento non formale attraverso il quale accrescere le proprie conoscenze e competenze e favorire l’orientamento rispetto allo sviluppo della propria vita professionale. L’obiettivo finale consiste nel promuovere nuove competenze nonché favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, obiettivi di fatto già perseguiti dalla Legge di bilancio per il 2021 mediante l’introduzione di incentivi per le assunzioni attraverso misure di decontribuzione per i datori di lavoro.

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