REDDITO DI CITTADINANZA/ Il vero banco di prova dopo la selezione dei navigator

- Giancamillo Palmerini

Finita la selezione dei quasi 3.000 navigator, entra nel vivo l’implementazione del Reddito di cittadinanza nel sistema delle politiche attive

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Come noto, dallo scorso aprile è stato introdotto, anche nel nostro ordinamento, il Reddito di cittadinanza quale misura fondamentale di politica attiva a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.

Il legislatore, però, ha previsto che per ricevere il Reddito di cittadinanza sia necessario rispettare alcune “condizionalità” che riguardano, similmente ad esempio alla Naspi, l’immediata disponibilità al lavoro, l’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere, tra le varie possibilità, attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi, nonché altri impegni finalizzati all’inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.

A tal fine è stato predisposto un piano di rafforzamento di quell’infrastruttura, ritenuta fondamentale per l’implementazione della nuova misura, rappresentata dalla rete dei Centri per l’impiego. In questa prospettiva è stato messo in campo un “concorsone” finalizzato alla selezione dei 2.980 profili idonei a ricoprire, appunto, le posizioni previste dal piano di rafforzamento predisposto da Anpal Servizi, società controllata dal ministero e suo “braccio operativo”, basato su una distribuzione coerente dei navigator per ogni zona d’Italia con l’obiettivo di uniformare (finalmente?) gli standard dei servizi per l’impiego su tutto il territorio nazionale.

L’incarico di collaborazione dei navigator avrà durata fino al 30 aprile 2021 e prevederà un compenso lordo annuo pari a 27.338,76 euro oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario delle spese di viaggio, vitto e alloggio eventualmente sostenute nello svolgimento dell’incarico. Un’opportunità certamente ghiotta per molti in cerca di un lavoro o che aspiravano a migliorare la propria carriera.

Sono stati, quindi, ben 53.907 i candidati ammessi alla prova scritta. Al test tenutosi nella “sauna” della Fiera di Roma, però, si sono presentati “solamente” in 19.582, pari al 36,33% degli iscritti attesi. Da questi, poi, si devono estrarre i 5.960 candidati che sono risultati vincitori o almeno idonei.

Non sono mancate, nelle settimane scorse, le critiche, anche dure, alla misura e alla procedura selettiva scelta per i navigator e certamente non mancheranno se, nei mesi che verranno, la misura non darà i frutti sperati dai promotori ma anche dai detrattori. Oggi, però, è il tempo dei buoni auspici e delle speranze. Quasi 3.000 nuovi professionisti sono stati inseriti nell’amministrazione pubblica e saranno chiamati, già da domani, a contribuire a dare risposte concrete ed efficaci a bisogni reali delle persone, in particolare quelle più in difficoltà.

A questi, più o meno giovani, navigator, insomma, oggi è il tempo di augurare un buon lavoro. Il tempo per le critiche, più o meno fondate, da domani, infatti, non mancherà.

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