REFERENDUM 2011/ Berlusconi, “Bossi non deve recriminare”

- La Redazione

I primi commenti di Silvio Berlusconi al dopo referendum. L’invito alla Lega a prendersi le proprie repsonabilità per la sconfitta elettorale, l’attesa per la verifica del 22 giugno

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Foto Ansa

Poche parole, ma dirette, quelle che Silvio Berlusconi ha rilasciato all’indomani della sconfitta referendaria. A proposito della Lega, infuriata per la sconfitta, che nelle parole del ministro Calderoli ha detto di essere stufa di “prendere delle sberle”, il cavaliere ha detto: “Bossi non può recriminare, non può imputarci la sconfitta. Siamo nella stessa barca. Sono sicuro che continueremo a governare insieme e Pontida non sarà il giorno del giudizio universale. Sia chiaro – dice Berlusconi – che io non butto la spugna”. Un invito a moderare i termini quello di Berlusconi e a non suggerire possibili crisi di governo. Per alcuni esponenti del Pdl invece le prime riflessioni del dopo referendum parlano di una isteria anti politica che non guarda più in faccia a nessuno. Da questo punto di vista, viene detto, l’opposizione non deve cantare vittoria. Ma in molti fanno notare che la maggioranza più alta dei votanti si è registrata proprio nel Nord Italia, da sempre roccaforte di Pdl e Lega e che esponenti di spicco come il governatore del Veneto Zaia hanno dichiarato pubblicamente di aver votato quattro sì. Berlusconi si trova da ieri a Palazzo Grazioli.

Ci si aspetta di vedere cosa succederà il 22 giugno alla camera, in caso dovesse essere presentata una mozione di sfiducia come sembrano suggerire le parole del segretario del Pd, Bersani.

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