REFERENDUM 2011/ Acqua, il secondo quesito (gestione profitto). Scheda gialla. Per cosa si vota

- La Redazione

Il secondo quesito referendario sull’acqua ha una scheda gialla. Riguarda la privatizzazione dell’acqua e il sistema di remunerazione dell’azienda privata cui il servizio è stato affidato

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Un momento delle manifestazioni pro referendum (Foto: ANSA)

Il secondo quesito referendario sull’acqua ha una scheda gialla. Riguarda la privatizzazione dell’acqua pubblica e dei servizi che la gestiscono e, in particolare, il sistema di remunerazione dell’azienda privata cui tale servizio è stato affidato che sarebbe effettuato in base al capitale investito. In sostanza, chi vota “Sì” è contrario alla norma che consente ai privati che gestiranno il servizio idrico di conseguire degli utili. Chi vota “No”, è favorevole al profitto per queste imprese. Secondo i promotori del quesito «la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio».

In pratica, aggiungono , «si impedisce di fare profitti sull’acqua». E’ bene ricordare la logica del referendum: in Italia l’istituto è abrogativo. Con il “Sì”, si abroga quella legge o quella parte di legge contro cui il quesito si pone. Con il “No” il cittadino vuole che la legislazione si mantenga così com’è. Perché sia valido il requisito deve raggiungere un quorum pari al 50 per cento degli elettori aventi diritto. A differenza delle elezioni politiche e amministrative, dove il voto è un obbligo civile, nel referendum è prevista l’astensione come modalità di espressione delle proprie scelte. Si vota domenica 12 giugno dalle 8 alle 22 e lunedì 13 giugno dalle 7 alle 15. 

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Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma

Volete voi che sia abrogato – Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

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