Referendum indipendenza Scozia/ Voto nel 2023 per lasciare Londra verso l’Europa

- Lorenzo Drigo

Nel 2023 si terrà un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia, dopo quello del 2014 che aveva visto vincere per pochissimo il sì a rimanere nel Regno Unito

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Nicola Sturgeon, primo ministro dellaScozia (LaPresse)

Referendum per l’indipendenza della Scozia, si vota nel 2023

Un nuovo referendum per l’indipendenza della Scozia è stato proposto da Nicola Sturgeon, prima ministra scozzese, che ha presentato un disegno di legge che indica come data il 19 ottobre 2023. Non è la prima volta che gli scozzesi votano per l’indipendenza, la prima era stata nel 2014 con la vittoria del fronte unionista. Si tratterà di un referendum consultivo, che spingerà sia il governo di Londra che quello di Edimburgo a legiferare in merito. Infatti, per il governo scozzese non è possibile modificare la costituzione, diritto che spetta solamente al governo di Londra, ma se al referendum per l’indipendenza della Scozia vincesse il sì, allora i due governi dovrebbero necessariamente creare leggi in merito.

Secondo quanto dichiarato dalla Sturgeon, si tratterà di una votazione diversa da quella del 2014, indetta dal governo di Londra, date le grosse fratture politiche prodotte dalla Brexit, votata in maggioranza da inglesi e gallesi, ma in minoranza da scozzesi e nordirlandesi. In quell’occasione, infatti, il 62% degli scozzesi era contrario all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Referendum indipendenza Scozia, Boris Johnson è contrario

Già dopo il referendum per l’indipendenza della Scozia che si era tenuto nel 2014, Boris Johnson si era detto contrario ad una qualsiasi altra votazione in tal senso per almeno 40 anni. Aveva definito il voto “generazionale” e aveva detto che non avrebbe accettato un nuovo referendum, da qui la decisione di Nicola Sturgeon di presentare un disegno di legge che costringa la Corte Costituzionale Britannica a legiferare sulla questione.

La prima ministra, forte del suo recente successo politico, ritiene che sia il momento giusto per “decidere il futuro del nostro Paese”. Inoltre, la prima ministra è sicura della sua vittoria anche per via di quel 62% di scozzesi che si era detto contrario alla Brexit e del fatto che il primo referendum sia fallito solamente per il 5% di voti (ci fu un 55% di votanti favorevoli a rimanere nel Regno Unito). Johnson dal canto suo, sulle questioni del referendum per l’indipendenza della Scozia, ha detto che non ritiene ancora che sia il momento di parlarne, ma che il governo analizzerà con cura la proposta, mentre la Sturgeon si è detta pronta ad un’azione legale nel caso venisse ostacolata dal governo di Londra.







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