FONTANA “LOMBARDIA ZONA ARANCIONE”/ “I dati? A Roma manipolano la realtà”

- Silvana Palazzo

“Lombardia zona arancione”, l’annuncio del governatore Attilio Fontana via social. Il presidente lombardo si toglie qualche sassolino dalla scarpa

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Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia (LaPresse, 2021)

Arriva l’ufficialità, la Lombardia sarà in zona arancione a partire dalla giornata di domani, 24 gennaio 2021. Poco fa il governatore Attilio Fontana ha fatto sapere attraverso i propri social: “La Lombardia passa in zona arancio, è ufficiale”, aggiungendo che “Da lunedì scuole medie e superiori in presenza. Negozi aperti”. Quindi il presidente della Lombardia si toglie qualche sassolino dalle scarpe, spiegando: “La sola presentazione del ricorso al Tar del Lazio contro decisioni inique, tutte romane, ha contribuito a raggiungere il risultato”.

Sulla nota querelle scoppiata nelle ultime ore in merito ai dati forniti dalla Lombardia che avrebbero indotto il governo a decretare la zona rossa, Fontana aggiunge: “Ai professionisti della mistificazione, ribadisco ancora una volta che i ‘dati richiesti’ alla Lombardia sono sempre stati forniti con puntualità e secondo i parametri standard. A Roma – aggiunge – dovrebbero chiedersi come mai Regione Lombardia abbia dovuto segnalare il ‘mal funzionamento’ dell’algoritmo che determina l’Rt dell’ISS”. Quindi la frecciata finale in chiusura del post: “Chi, invece, sostiene il contrario lo dimostri con atti concreti e non manipolando la realtà a uso propagandistico contro la Lombardia”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE DA DOMENICA, 600MILA STUDENTI PRONTI A TORNARE IN CLASSE

Ormai manca solo l’ufficialità ma la Lombardia tornerà già da domani, domenica 24 gennaio, in zona arancione. Nella giornata di ieri è emerso il “pasticcio” dei dati covid che hanno indotto il ministero a decretare la Lombardia zona rossa una settimana fa. Fontana punta il dito nei confronti del governo, di contro, viene sottolineato come i dati forniti dalla regione siano stati comunicati e poi rettificati. In attesa di scoprire la verità, che probabilmente starà nel mezzo, la Lombardia si appresta a divenire arancione e di conseguenza potranno finalmente riaprire anche le scuole superiori, chiuse da circa tre mesi, dalla metà di ottobre. Come ricorda l’edizione online di SkyTg24.it, sono più di 600mila gli studenti che torneranno in aula a partire da lunedì 25 gennaio, a cominciare dai 200 mila ragazzi di elementari e medie che erano tornati in dad la scorsa settimana dopo la colorazione rossa. Inoltre vi sono 409.582 studenti delle superiori che attendono di tornare sui banchi di scuola, e che da lunedì potranno finalmente farlo, anche se bisognerà capire con che percentuale (50 o 75%), ciò avverrà. Il tutto sarà a discrezione dei presidi degli istituti che non è da escludere possano decidere di riaprire le aule non da lunedì, visto lo scarso preavviso, ma magari da martedì/mercoledì prossimi. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“LOMBARDIA IN ZONA ARANCIONE DA DOMENICA”, REGIONE RETTIFICA E ISS DÀ VIA LIBERA

La Regione Lombardia torna in zona arancione con una settimana di anticipo. C’è la conferma dell’Istituto superiore di sanità, dopo una giornata di polemiche. Lo “spostamento” è stato motivato con la rettifica operata dalla Regione stessa. La relazione tecnica evidenza che i dati della sorveglianza epidemiologica Covid-19 forniti il 20 gennaio «cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione. Pertanto, una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia». Cosa è successo? A ricostruirlo il ministero della Salute. Il 20 gennaio la Regione Lombardia ha inviato il consueto aggiornamento dei suoi dati. In questo si constata anche una rettifica dei dati relativi al 4-10 gennaio 2021. «In particolare si osserva una rettifica del numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e tra quelli con una data di inizio sintomi quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico, laddove assente». Gli scienziati notato anche che il numero dei casi in cui è indicata una data di inizio sintomi, che sono gli unici considerati inizialmente nel calcolo dell’indice Rt, è sceso da 419.362 a 414.487. Non è l’unico.  Il numero di casi con data di inizio sintomi e in cui è segnalato uno stato sintomatico di qualunque gravità o è assente questa informazione (inclusi nel calcolo RT) è diminuito da 185.292 a 167.638. Invece il numero di casi con una data inizio sintomi e in cui si è dichiarato uno stato asintomatico vi sia notifica di guarigione o decesso senza indicazione di stato sintomatico precedente (esclusi dal calcolo RT) è salito da 234.070 a 246.849.

Queste rettifiche riducono in maniera significativa, osserva l’Iss, il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e quindi inclusi nel calcolo dell’RT basato sulla data inizio sintomi calcolata al 30 dicembre. Questo vuol dire, chiarisce il Corriere della Sera, che se i dati fossero stati inviati correttamente la scorsa settimana, la Lombardia non sarebbe entrata in zona rossa. Ora si attende l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che potrebbe arrivare già questa sera. (agg. di Silvana Palazzo)

FONTANA “LOMBARDIA VERSO AZONA ARANCIONE”

La Regione Lombardia sta per passare in zona arancione. Ad annunciarlo è il governatore Attilio Fontana. «Dai rumors che ci arrivano la Lombardia entrerà in zona arancione, quindi io credo che il ricorso abbia avuto sicuramente un suo effetto», ha dichiarato a Pomeriggio 5. Secondo il presidente lombardo «il ricorso al Tar ha evidenziato un problema che oggettivamente avevamo chiarito fin da settimana scorsa. Avevamo evidenziato che c’era qualcosa che non funzionava». D’altra parte, ha precisato: «Il governo non ha ancora deciso. Ci sono state una serie di valutazioni all’interno della cabina di regia, che dovrebbe a breve emettere un provvedimento e sembra, dai rumors che arrivano, che effettivamente la Regione Lombardia entrerà in zona arancione». Il passaggio in zona arancione in teoria è possibile solo dopo due settimane di permanenza in zona rossa. Questa novità, dunque, è spiegabile solo con un errore nel monitoraggio. Non a caso è cominciato un rimpallo da Roma a Milano, con la Regione Lombardia che ha subito smentito nel pomeriggio le indiscrezioni riguardanti presunti errori da parte dei tecnici lombardi. Dunque, si attende chiarezza da parte del Ministero della Salute in merito al caso Lombardia. (agg. di Silvana Palazzo)

CASO LOMBARDIA, FONTANA VS GOVERNO “BASTA CALUNNIE”

Nuovo scontro tra Regione Lombardia e Governo in merito al monitoraggio e al relativo “colore”. Nelle ultime ore è emersa un’indiscrezione in merito ad un presunto errore dei tecnici regionali in merito all’indice Rt, circostanza smentita dal governatore Attilio Fontana. «La Lombardia deve essere collocata in zona arancione. Lo evidenziano i dati all’esame della Cabina di regia, ancora riunita. Abbiamo sempre fornito informazioni corrette. A Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze», ha scritto su Facebook e Twitter. Il ministero della Salute ha replicato rimandando ad una nota diffusa ieri in cui spiegava che è in corso una interlocuzione e che in queste ore si stanno valutando una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare della Regione Lombardia «per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di venerdì 22 gennaio». (agg. di Silvana Palazzo)

REGIONE LOMBARDIA, ERRORE NEL CALCOLO INDICE RT?

La Regione Lombardia può tornare in zona arancione già domenica. In teoria, per un’altra settimana è tenuta a restare in quella rossa, ma qualcosa può cambiare presto. A svelare il retroscena è il Corriere della Sera, secondo cui la Lombardia dovrebbe chiedere di nuovo al governo di tornare in zona arancione. I tecnici della Regione dovrebbero trasmettere, infatti, al Ministero della Salute i nuovi dati, ammettendo di aver sbagliato il calcolo dell’Rt nell’ultimo monitoraggio e sollecitando quindi una nuova Cabina di regia. In questo caso il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe chiedere un nuovo parere alla Cabina di regia e poi firmare l’ordinanza che cambia la fascia. Così passerebbe in zona arancione già domenica. La Lombardia ha espresso la sua posizione nel decreto presentato al Tar per chiedere di uscire dalla zona rossa e tornare in arancione. Il nodo della questione è l’indice Rt, che nell’ultimo monitoraggio inviato era superiore a 1,25. Quindi, in base ai nuovi criteri è scattata automaticamente la fascia più rigorosa.

“REGIONE LOMBARDIA FAREBBE BENE A STAR CAUTA”

Intanto sul ricorso presentato dalla Regione Lombardia si è espresso anche Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano. “La Lombardia farebbe bene a stare cauta”, ha dichiarato l’esperto ai microfoni di “Iceberg”, trasmissione di Telelombardia. “Il punto è riuscire a mantenere una situazione sufficientemente prudente per poterci dare delle garanzie, per non ricadere subito nello stesso problema”, ha proseguito Galli. L’infettivologo ha spiegato che sarebbe più confidente se si riuscisse ad essere più proattivi per evitare problemi. E auspica maggiore collaborazione tra le istituzioni statali e quelle regionali. “Sono sempre del parere che vadano trovate delle vie collaborative tra Governo e regioni e che non sia il caso di confondere la gente che già è stanca e che tende – almeno una parte – a mollare il rispetto delle regole e a non comportarsi come si deve fare”, ha concluso il primario.

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