NUOVO DECRETO ‘ZONE SICUREZZA’/ Regole quarantena, vademecum: ecco cosa fare

- Niccolò Magnani

Nuovo decreto per le zone di sicurezza: regole per la quarantena da coronavirus in tutta Italia. Vademecum, cosa fare: i divieti, le sanzioni e quando si può uscire di casa

Controlli stazione centrale Milano
Coronavirus, controlli alla Stazione Centrale di Milano (LaPresse)

Qualcuno lo ha impropriamente chiamato “Decreto sicurezza”, dimenticando forse che vi sono in Italia già ben due decreti con quel nominativo e si riferiscono all’era di Matteo Salvini al Viminale: il nuovo decreto messo in campo stanotte dal Governo riguarda invece le nuove zone di sicurezza imposte praticamente a tutto il territorio. Non una zona rossa bensì “arancione” dove gli spostamenti sono del tutto limitati alle sole motivazioni di lavoro, salute e necessità strette (oltre al ritorno al proprio domicilio). Qui sotto trovate tutte le regole e il vademecum su cosa fare e cosa non fare fino al prossimo 3 aprile, nel frattempo è utile sapere qualora si trasgredisse alle nuove regole del Dpcm in cosa si incapperebbe: «Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro», questo recita il testo dell’articolo 650 del codice penale cui fa stretto riferimento il decreto siglato dal Premier Conte. Ovviamente i 206 euro/arresto per 3 mesi vengono adottati laddove il reato commesso non sia più grave: del tipo resistenza a pubblico ufficiale, violenza, minaccia a corpo dello stato. In questi casi le pene potrebbero arrivare fino ai 7 anni di reclusione. Chi poi viene sorpreso in piena quarantena riconosciuta a lasciare il proprio domicilio rischia grosso il carcere fino addirittura a 12 anni di reclusione.

VADEMECUM SU COSA FARE CONTRO IL CORONAVIRUS

Dal 10 marzo fino al 3 aprile 2020 l’Italia è da considerarsi sostanzialmente chiusa: il Decreto approvato nella notte estende a tutto il territorio le stesse misure di “zona arancione” applicate fino a ieri a Lombardia e 14 provincie attigue. Di colpo dunque non per “consiglio” ma per “imposizione” dovranno cambiare le abitudini di vita degli italiani quantomeno per 15-20 giorni: al netto delle proposte di ulteriore inasprimento delle misure che si sta pensando in Lombardia (qui la notizia), il Governo e il Ministero della Salute ha messo a disposizione un vademecum-volantino dove spiegare tutte le regole da seguire per la quarantena da coronavirus che accompagnerà gli italiani fino al prossimo 3 aprile. Si prova così a rispondere alle tantissime domande che da un giorno all’altro i cittadini si sono ritrovati a richiedere senza avere finora grandi risposte, quantomeno sulla chiarezza dei provvedimenti: ecco dunque il vademecum dove scoprire cosa fare, cosa non fare e quando si può uscire di casa nelle prossime settimane senza incappare in una contravvenzione delle forze dell’ordine. Con il titolo “Vogliamoci bene, io resto a casa” le indicazioni del Governo vanno dalla distanza da mantenere con tutte le persone all’esterno di casa propria, i consigli su quando allarmarsi per eventuali sintomi da coronavirus (febbre oltre i 37,5° C), fino al tema molto delicato degli spostamenti.

LE REGOLE PER LA QUARANTENA FINO AL 3 APRILE

«Non si può spostarsi in altri comuni salvo situazioni di necessità», chiarisce il volantino messo a punto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ribadendo poi come i movimenti per salute, lavoro e necessità restano permessi (compresa la spesa). Dall’autocertificazione sempre necessaria per gli spostamenti in generale, si passa poi nelle regole per la quarantena fino al tema dei divieti per le prossime settimane: no messe, no funzioni religiose, no sport, no attività di shopping nel weekend vista la chiusura dei centri commerciali. «Dalle 6 alle 18 bar, ristoranti e locali potranno rimanere aperti ma sempre mantenendo la distanza tra le persone»: si ribadisce la chiusura delle scuole, dei cinema e dei teatri, come dei pub e delle discoteche, salvo poi fare una distinzione su chi possa effettivamente uscire di casa: non le persone anziane e più deboli, si alla spesa ma una sola persona per famiglia, è sconsigliato l’andare a mangiare dai parenti essendo considerato momento non essenziale. Permessa l’assistenza agli anziani in difficoltà, permessa anche la passeggiata con i bambini all’aperto ma sempre ricordandosi che occorre evitare assembramenti pena la multa per chi contravviene. I corrieri delle merci possono circolare, come gli addetti ai servizi a domicilio: ecco qui sotto l’intero vademecum con tutte le regole stabilite; qui invece il testo del Decreto 9 marzo con tutte le specifiche normative.



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