Relitto con simboli cristiani e islamici/ Un raro esempio di unità interreligiosa

- Paolo Vites

Una imbarcazione scoperta davanti alle coste di Israele rivela simboli cristiani e islamici, segno di una attività comune tra le due fedi

nave relitto
Il relitto dell'imbarcazione

Un relitto di una imbarcazione risalente all’VIII secolo dopo Cristo scoperto nel 1985 sulle coste di Israele, continua a rivelare preziose informazioni. Gli scavi nella zona infatti continuano ancora oggi. Secondo quanto scrive il Jerusalem Post l’imbarcazione affondò a meno di trenta metri dalla spiaggia. Resti del carico sono stati rinvenuti ancora intatti, tra cui 103 anfore, la cosa interessante e che colpisce è che sono sia di tipo bizantino che islamico. Normalmente si ritiene che l’interazione fra le due culture fosse limitato o inesistente, questi resti invece proverebbero il contrario. Nuovi esami hanno poi scoperto scritte che inneggiano a simboli cristiani accanto al nome di Allah, cosa ancor più significativa che significherebbe che l’equipaggio era costituito da persone delle due fedi che lavoravano insieme. Se fosse confermato un equipaggio misto, potrebbe essere un primo esempio di unità interreligiosa. D’altro canto è risaputo che in Medio Oriente per secoli cristiani e musulmani hanno vissuto insieme pacificamente, fino a questi ultimi anni dove l’islamismo radicale sostenuto da grandi potenze straniere ha cercato di spezzare questo legame.

MA’AGAN MICHAEL SHIP, LA NAVE INTERRELIGIOSA

Chiamata Ma’agan Michael Ship, è un esempio dal punto della costruzione diverso dalla costruzione cosiddetta a scheletro fatta con giunture e sostegni per tenere insieme la nave. Contiene anche l’unico esempio di àncora lignea a un braccio solo piena di piombo. Non siamo stati in grado di determinare con certezza che cosa abbia causato il naufragio della nave” dicono gli archeologi, “ma riteniamo che probabilmente sia stato un errore di navigazione“, ha detto a The Jerusalem Post l’archeologa dell’Università di Haifa Deborah Cvikel, autrice di entrambi i documenti. “Stiamo parlando di una nave insolitamente grande, che è stata costruita con cura ed è splendidamente conservata“. Sulla base dei risultati, i ricercatori ritengono che la nave debba aver fatto scalo a Cipro, in Egitto e forse un porto lungo la costa di Israele prima di affondare, ha aggiunto, aggiungendo: “Stava decisamente viaggiando attorno al Levante“.

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