Renato Pozzetto/ “A mia moglie non importava il cinema, io e Cochi così poveri che…”

- Emanuela Longo

Renato Pozzetto, primo ruolo drammatico e Nastro d’Argento: il ricordo della moglie Brunella scomparsa 13 anni fa e la commozione sul set

Renato Pozzetto
Renato Pozzetto sul set di Casa e bottega (Facebook)

L’attore Renato Pozzetto, a 80 anni ritirerà proprio domani il Nastro d’Argento Speciale per il suo primo ruolo drammatico nella pellicola “Lei mi parla ancora”. Il film parla della vedovanza di Nino Sgarbi, padre dell’editrice Elisabetta e del critico Vittorio. In una intervista al Corriere della Sera, Pozzetto ha svelato di essere stato molto emozionato all’idea di fare “un bel film, diverso dai soliti miei, su un amore pulito”. C’è una scena, ammette, che lo ha commosso particolarmente: “È una storia di vecchi amori che spero esistano ancora: Nino e Rina si sono giurati amore eterno e sono stati insieme per sessantacinque anni, ma mio padre e mia madre erano così, i miei sogni di ragazzo erano così. Il momento tragico della perdita dell’amore della vita, se l’hai vissuto, a riviverlo, ti emoziona”.

Inevitabile il pensiero alla moglie Brunella, scomparsa 13 anni fa dopo aver vissuto una intera vita insieme. “A lei non importava niente del cinema…”, rivela Renato nell’intervista. “Non è mai neanche venuta a vivere a Roma: dalla famiglia a Milano, tornavo io il sabato e la domenica”. Pozzetto aveva preso perfino casa a via del Colosseo, ma la cosa alla moglie sembrava non interessare particolarmente. “A lei piaceva vivere tranquilla, coi figli, la mamma. Era rimasto l’amore semplice di quando ci siamo conosciuti a sedici anni”, ha spiegato l’attore.

RENATO POZZETTO ED IL NASTRO D’ARGENTO PER IL PRIMO RUOLO DRAMMATICO

Dopo 65 anni di carriera ed una infinità di film comici e sketch con Cochi, solo adesso Renato Pozzetto ha deciso di cimentarsi in un ruolo drammatico, con grande successo. “Era un interesse mai sfiorato, ma è vero che il comico osserva tanto la vita, come se la guardasse da un angolo distorto, giù da una finestra: la vedi strana”, ha ammesso. Ripensando al passato ha raccontato: “Io e Cochi, eravamo talmente poveri che, per divertirci, dicevamo qualsiasi cosa, anche chiedere un panino, in modo da far ridere. E quando cerchi la via di far ridere, vedi pure le tragedie che ci sono intorno”. Ora per lui è arrivato il Nastro, un premio che Pupi Avati aveva già previsto ma in cui lui per primo non ci sperava. Il premio, dice, lo dedicherà “al cinema in generale. E a quelli che hanno vinto i David di Donatello”. L’attore ha anche voluto ricordare quanto sia stata affettuosa Stefania Sandrelli sul set ed ha ammesso di aver pianto sul copione. Dopo il suo primo ruolo drammatico, continuerà su questa strada bissando il successo con Avati? L’attore non ha voluto rispondere chiaramente ma lo ha lasciato intendere tra le righe, limitandosi a dire: “L’inclinazione è far ridere. Pure se m’arrabbio finisco per dire cose che fanno ridere”.



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