Renzi a Conte “Se proposte IV non vanno bene, via dal governo”/ “Pronti a dimetterci”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il monito di Matteo Renzi al presidente del consiglio: “Abbiamo fatto le nostre proposte, se non vanno bene togliamo il disturbo”

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Matteo Renzi, leader Italia Viva (LaPresse)

E’ un vero e proprio ultimatum quello che ha lanciato Matteo Renzi a Giuseppe Conte. Il leader di Italia Viva, dopo l’incontro avvenuto ieri sera con il presidente del consiglio, ha parlato stamane con il Corriere della Sera per spiegare nel dettaglio come è andato il vis-a-vis fra il Premier attuale e l’ex Premier: “Dopo questo incontro la palla è totalmente nelle mani del presidente del Consiglio Conte. Noi chiediamo una svolta sui contenuti e lo abbiamo spiegato in modo chiaro; ci sta a cuore che l’Italia colga la più grande opportunità degli ultimi anni: presidenza G20, co-presidenza Cop26, soldi europei”.

“Se la maggioranza che sostiene Conte – ha proseguito ancora l’ex sindaco di Firenze – capisce che questo è il momento del rilancio politico, bene, se si pensa di continuare come si è fatto negli ultimi mesi, Italia viva saluta tutti e toglie il disturbo. Perchè per noi l’Italia deve promuovere il cambiamento, non custodire lo status quo. E oggi tutti sanno che serve un salto di qualità”.

RENZI A CONTE: “IL PD MI PARE D’ACCORDO SU TUTTO”

Un Matteo Renzi pronto quindi ad un passo indietro, come ha poi ribadito lo stesso intervenendo stamane al programma radiofonico Radio anch’io, su Rai Radio 1: “Noi abbiamo detto ‘presidente, se vogliamo andare avanti noi ci siamo con lealtà, se ritieni che quello che proponiamo non va bene, con rispetto per le istituzioni, noi ci alziamo e ci dimettiamo‘”. Matteo Renzi ha presentato a Conte le proposte del suo partito per gestire la crisi, e stando all’ex presidente del Consiglio, dalla parte di Italia Viva vi sarebbero anche i Democratici: “Il Pd mi pare d’accordo su tutto – ha aggiunto – M5S deve decidere cosa fare”. Renzi sottolinea come il suo partito non voglia fare “la vecchia politica”, ricordando che adesso ci sono 200 miliardi di euro da spendere, ma che poi “per 20 anni non vediamo più una lira”, quindi l’ex premier sottolinea: “Ho il dovere di dirlo, dico: spendiamoli bene, dire questo non è lesa maestà”.



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