Renzi a Report per video incontro con Mancini/ “Mi doveva portare dei dolci”

- Emanuela Longo

Matteo Renzi a Report per video dell’incontro con Marco Mancini: “Ci metto la faccia”. Il leader di Italia Viva ha sottolineato che non si trattava di un incontro riservato

marco mancini
Matteo Renzi e l'agente segreto Marco Mancini (Report)

Matteo Renzi è intervenuto a “Report” in un’intervista nella quale ha effettuato alcune dichiarazioni circa il discusso video dell’incontro con Marco Mancini: “Mi fa ridere che si dica incontro riservato, visto che è avvenuto all’autogrill. Mancini mi doveva portare i suoi dolci tipici, i babbi”. Renzi parla poi del video incriminato, ma fino a quel momento non erano stati menzionati fotografie o video in possesso di “Report”. Dunque, come faceva a sapere dell’esistenza della documentazione? 

La testimone, definita ‘professoressa bionica’ da Renzi, ha nuovamente asserito quanto segue: “Il 31 dicembre alle 11 ho inviato lo stesso materiale mostrato a Report alla redazione web di un quotidiano nazionale, che conservo ancora. Non ho mai ricevuto alcuna risposta a questa mail. Ho girato questo video perché mi risultava strano che un senatore della Repubblica incontrasse una persona con la scorta in un luogo nascosto. Il video dura 28 secondi”. E ancora: Io non ho visto lo scambio di babbi. Prima di salutarsi, l’uomo brizzolato ha ricordato a Renzi che sapeva dove trovarlo. Come ho fatto a sentirli? Si sono avvicinati alle loro auto e io avevo il finestrino leggermente abbassato”. Infine, in merito al malore accusato dal padre della testimone, l’uomo ha dichiarato quanto segue a Rai Tre: “Ho una leucemia mieloide cronica, assumo farmaci che provocano attacchi ripetuti, per cui sono costretto a entrare e uscire dal bagno diverse volte. Quando sono uscito, ho visto questi signori e Renzi”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

MATTEO RENZI A REPORT PER DIRE LA SUA SUL VIDEO DELL’INCONTRO CON MARCO MANCINI

Matteo Renzi a Report per dire la sua sul video dell’incontro con Marco Mancini in un autogrill di Fiano Romano. L’accordo è stato raggiunto via social, con il leader di Italia Viva che prima ha sferrato l’ennesimo attacco al programma di Sigfrido Ranucci e poi ha lanciato l’amo. «La versione di @reportrai3 è piena di contraddizioni. La testimone si confonde più volte su chi è partito prima, cosa ha ascoltato, dice di averci visto andare in due direzioni diverse, impossibile da un Autogrill. Vogliamo sapere se la Rai manda in onda video falsi», il primo tweet di Renzi. Poi appunto ha “sfidato” il programma: «Sono a disposizione per intervenire stasera in diretta a Report e commentare i servizi sapientemente tagliati dalla redazione. Sono certo che Ranucci mi chiamerà sicuramente. Ci metto la faccia e chiedo par condicio rispetto a chi mi accusa con voce camuffata». Non è tardata ad arrivare la replica di Sigfrido Ranucci: «Ho accolto con piacere la disponibilità del senatore Renzi a partecipare alla nostra trasmissione. Ho accolto anche il suo invito a chiamarlo e ci siamo parlati». All’AdnKronos ha poi aggiunto: «Ospiteremo volentieri il premier per fugare ogni dubbio e pensieri obliqui su presunti complotti che non esistono». Il conduttore ha anche precisato che ci si soffermerà anche sul dossier falso alla luce dell’interpellanza parlamentare annunciata da Italia Viva in questi giorni. «Si tratta di una polpetta avvelenata, come dimostreremo, tesa a delegittimare il servizio pubblico e una trasmissione che ha una storia di 25 anni». Infine, nella puntata di oggi interverranno la professoressa che ha registrato il video all’autogrill e il padre, non è ancora chiaro se saranno a volto coperto o se sveleranno la loro identità. (agg. di Silvana Palazzo)

SIGFRIDO RANUCCI E LE ANTICIPAZIONI DI REPORT SUL CASO RENZI

Sigfrido Ranucci, padrone di casa della trasmissione Report, è stato ieri ospite di Che tempo che fa. Dopo i complimenti di Fabio Fazio per i risultati registrati dalla sua trasmissione, il padrone di casa di Report ha anticipato quali saranno i temi salienti della puntata in onda stasera, come sempre su Raitre a partire dalle ore 21.30. “Continueremo a trattare la vicenda dell’incontro tra Renzi e l’agente segreto Marco Mancini che era stato ripreso da una professoressa il 23 dicembre. In questi giorni è stata messa in dubbio l’autenticità della nostra fonte”, ha spiegato il conduttore, “che tornerà a parlare e parlerà anche il padre che a causa di un malore l’aveva costretta a fermarsi a quella sosta”. Il conduttore Fazio, a tal proposito, ha chiesto al collega come mai la conversazione avvenuta a dicembre sarebbe poi stata tenuta da parte fino ad oggi? “Questo non corrisponde a vero perchè la professoressa, una mail con le foto l’aveva mandata a un giornale il 31 dicembre e questo giornale l’ha anche trovata e questa è una novità che diremo in puntata”, ha replicato Ranucci, “quindi se c’è un complotto da ipotizzare il complotto è venuto male”, ha aggiunto, in quanto quella foto il 31 dicembre, in apertura della crisi di governo quella foto, ha spiegato ancora il giornalista, avrebbe potuto avere un grande effetto. Perchè però non è stata pubblicata dal giornale? E’ sempre Ranucci a rispondere: “Perchè purtroppo non si sono accorti di averla”, dal momento che il 31 dicembre gran parte dei giornali sono chiusi in occasione della fine dell’anno.

INTERPELLANZA PARLAMENTARE SU “DOSSIER FALSO”

Sigfrido Ranucci ha però svelato a Fabio Fazio che in seguito alla sua trasmissione Report poco prima della messa in onda c’è stato l’annuncio di una interpellanza parlamentare da parte di alcuni esponenti di Italia Viva: “Una interpellanza parlamentare basata su un dossier falso”, ha commentato il giornalista, “nel quale si chiedeva conto di una fattura di 45 mila euro che la Rai avrebbe pagato a una società di produzione lussemburghese per pagare una fonte di Report che sarebbe servita a realizzare l’inchiesta contro Renzi”. Non solo, secondo il giornalista ci sarebbe stato anche da tenere conto – stando al contenuto dell’interpellanza parlamentare – di una serie di mail che lo stesso Ranucci avrebbe scambiato con il portavoce di Conte, Casalino. “Un dossier completamente falso e un tentativo di infangare non solo una trasmissione e i suoi 25 anni di storia nei quali non abbiamo mai pagato una fonte o realizzato una inchiesta contro, ma anche un tentativo di infangare la Rai”, ha commentato il giornalista.

MATTEO RENZI E LE ACCUSE DI COMPLOTTO

In questi ultimi giorni, ha sostenuto il padrone di casa di Report, ci sarebbe stato un attacco alla Rai in varie direzioni. “Il 9 maggio del 1978 rappresenta una delle giornate più buie della repubblica italiana”, ha voluto ricordare Sigfrido Ranucci, in riferimento al ritrovamento del cadavere dell’onorevole Moro. “Proprio attraverso le parole di un così tanto statista vorrei ricordare la libertà di stampa”, ha aggiunto Ranucci, citando Moro. “In questi giorni Renzi ha chiesto anche l’acquisizione del filmato, delle telecamere perchè ipotizza un complotto che io posso assicurare non c’è stato”, ha proseguito Ranucci. Il tentativo sarebbe quello di risalire alla persona che lo ha ripreso e che a detta del giornalista si sarebbe detta disponibile anche ad incontrarlo lontano dalle telecamere per assicurarlo che non è del Kgb. “Ma se la preoccupazione è quella che qualcuno abbia potuto riprende quell’incontro, voglio anticipare che bisogna vedere di che marca sono quelle telecamere perchè se fossero cinesi è possibile che quell’incontro lo abbiano potuto vedere in diretta dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto ancora Ranucci. Report ha scoperto che queste telecamere “hanno tentato di comunicare in Cina dati sensibili che riguardano le immagini dei molti dei dipendenti Rai”. Si è scoperto perfino che esisterebbe un progetto in Cina per creare un gigantesco database grazie a questi dati sensibili.

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