RETROSCENA/ Quelle manovre sul Colle intorno al frigorifero di Denis Verdini

- Antonio Fanna

A casa di Denis Verdini, dove si trovano spesso i due Mattei, si parla altrettanto spesso di politica. Peccato che non sappiamo cos’ha in mente l’ospite

denis verdini
Denis Verdini (LaPresse)

Si fa un gran parlare della ditta Matteo+Matteo. Renzi e Salvini potrebbero essere decisivi nella partita del Quirinale e nel frattempo si mandano messaggi in codice esibendo convergenze parallele su giustizia e reddito di cittadinanza. Proprio loro che sono stati espressione di pagine non brillanti della storia parlamentare recente. Abbiamo già dimenticato che Renzi in spregio al più elementare garantismo è stato l’artefice della cacciata di Berlusconi dal Senato nel 2013, con lo scopo peraltro di disfarsi del governo Letta, sulla base di una posizione del tutto sovrapponibile a quella dei 5 Stelle? Abbiamo già dimenticato che il reddito di cittadinanza è stato approvato ad inizio della legislatura con i voti decisivi della Lega e proposto da un governo di cui Salvini era ministro chiave?

Certo che lo abbiamo dimenticato. La politica e le sue alchimie scivolano come acqua piovana sull’impermeabile cinismo degli elettori. Ma in queste ultime settimane precedenti la pausa estiva Matteo+Matteo hanno preso a vedersi con sistematicità in casa di un anfitrione di rango: Denis Verdini, indimenticabile pretoriano di Silvio Berlusconi caduto poi in disgrazia per disavventure giudiziarie. Denis è il papà di Francesca, oggi fidanzata di Salvini e del rapporto tra lui e Renzi ebbe a dire: “a casa mia Renzi apre il frigorifero senza chiedere il permesso perché è di famiglia”.

Il ragionamento che l’ex coordinatore del Pdl ha fatto ai due gianburrasca della vita politica italiana fila diritto. Per la prima volta dal ’94 ci sono i numeri per l’elezione di un presidente della Repubblica che venga dall’area del centrodestra. Un cambiamento vero. Complici i numeri dei delegati regionali che oggi afferiscono in grande maggioranza a regioni con giunte di centrodestra per l’appunto. E complice un’ipotetica convergenza degli allegri pirati di Italia viva.

Ma se il ragionamento è semplice, il diavolo è nei dettagli. Renzi vuole Casini o la Cartabia. Salvini vuole Draghi e le elezioni o Berlusconi, con in cambio la dote di una Forza Italia da assorbire di modo da tenere la Meloni a distanza. Berlusconi vuole solo Silvio Berlusconi. La Meloni a queste condizioni potrebbe anche votare di nascosto qualcuno di sinistra. Molti dei grillini voterebbero chicchessia pur di non far finire la legislatura. Berlusconi peraltro pare disposto a tutto per conseguire l’ennesimo primato.

Dunque, grandi discussioni con Chianti e salumi di pregio. Denis Verdini li lascia parlare. Oggi al frigorifero accedono liberamente entrambi. Lui il candidato/a lo ha bene in mente. Non è nessuno di quelli citati. Men che meno l’immarcescibile Silvio. E proprio su quel nome che ancora non pronunciano convergeranno Matteo+Matteo guidati con sapienza dal sibilante Denis. Impareggiabile traghettatore di Mattei: Salvini verso Draghi e l’Europa, Renzi da capo carismatico della sinistra a sdoganatore del centrodestra al massimo livello. Chapeau!

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