Riccardo Chailly/ Il Maestro di nuovo alla Prima della Scala con la Tosca (Rai 1)

- Morgan K. Barraco

Riccardo Chailly. Il Maestro di nuovo alla Prima della Scala con la Tosca. il Direttore musicale porterà avanti il suo progetto di lettura delle opere del grande compositore.

Riccardo Chailly dirige Attila
Riccardo Chailly dirige Attila

Ancora una volta verrà affidata al Maestro Ricchardo Chailly la guida della Prima della Scala, che inaugurerà la nuova stagione con la Tosca di Giacomo Puccini. L’appuntamento in diretta su Rai 1 è per oggi, sabato 7 dicembre 2019, un appuntamento da non perdere e con cui il Direttore musicale intende portare avanti il suo progetto di lettura delle opere del grande compositore italiano. In particolare, l’opera verrà presentata seguendo la documentazione critica realizzata per  Ricordi da Roger Parker, letture che secondo il volere di Chailly terranno in grande considerazione le ricerche più recenti. Il Maestro non intende fermarsi a questo primo scalino, ma amplia lo sguardo verso l’intero repertorio italiano grazie al progetto iniziato due anni fa, in occasione della sua nomina come Direttore Musicale alla Scala. Anche se il debutto risale al ’78, quando Chailly accompagna i Masnadieri di Giuseppe Verdi. Nei suoi 40 anni di carriera ha diretto varie opere dei grandi Maestri italiani come Gaetano Donizetti, Gioachino Rossini e stranieri quali Jacques Offenbach, Béla Bartók, Igor’ Fëdorovič Stravinskij e molti altri.

RICCARDO CHAILLY ALLA RISCOPERTA DI GIACOMO PUCCINI

La Prima alla Scala permetterà al Maestro Riccardo Chailly di aggiungere un nuovo tassello alla sua riscoperta di Giacomo Puccini, grazie alla Tosca che ha scelto per “sottolineare l’infinito pucciniano. Aveva un rapporto contrastante con se stesso, i ripensamenti erano inevitabili”, dice a Il Corriere della Sera. Il Direttore musicale vede in Puccini una autocritica nociva, povera di quella fiducia nei confronti del proprio talento che non è facile ritrovare in altri compositori. Un animo da perfezionista con uno sguardo alle donne e ai vizi, come gli amati sigari, ma anche alle auto di lusso. “Il vitalismo nascondeva il tormento, i conflitti nei confronti della sua creatività”, dice Chailly. Le donne però erano le sue muse e per questo affidava a loro la figura centrale delle sue opere, “nel più alto profilo di sensualità, erotismo, classe, rispetto”. Non ci sono dubbi che agli occhi di Chailly la Tosca rappresenta un’opera politica più che attuale, come quella sopraffazione dell’uomo sulla donna che si insinua in modo disonesto, almeno fino a quando la vittima non decide di ribellarsi al suo aguzzino.



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