Riccardo Cocciante/ Franca Leosini:”Que reste-t-il de nos amours? La canzone di mia mamma”

- Emanuele Ambrosio

Riccardo Cocciante e la sorpresa a Franca Leosini a Canzone Segreta lo chansonnier canta “Que reste-t-il de nos amours?” e commuove la signora di Storie Maledette

Il cantautore Riccardo Cocciante
Il cantautore Riccardo Cocciante

Riccardo Cocciante e la sorpresa a Franca Leosini a Canzone Segreta, lo show condotto da Serena Rossi in prima serata su Rai1. Un momento davvero emozionante quello che il cantautore italiano ha regalato alla signora di Storie Maledette. La conduttrice si ritrova da sola, seduta sulla poltrona bianca simbolo del programma di Rai1, e improvvisamente il buio viene rotto dalla voce della figlia Ilaria che le domanda quale fosse la sua canzone francese preferita. La giornalista allora risponde citando il titolo del brano inconsapevole che pochissimi secondi dopo un’artista di fama mondiale l’avrebbe interpretata per lei.

Ecco che Riccardo Cocciante arriva sul palcoscenico per intonare “Que reste-t-il de nos amours?”: un momento che ricorda l’adolescenza della giornalista e conduttrice che si commuove. Una performance emozionante e coinvolgente con la stessa Leosini che commenta: “sono commossa, sono anche stupita, come avete fatto? Grazie, grazie davvero, vorrei abbracciarvi. La canzone che fa parte della mia infanzia, mia madre era fissata con questa canzone, che non ha tempo, non ha canzone. Lo dico per chi ci segue, che io non sapevo nulla. Neanche mia figlia mi ha detto niente. Vi ringrazio”.

Riccardo Cocciante 50 anni di carriera: “le canzoni e la musica popolare da una parte”

Riccardo Cocciante è uno degli artisti di maggior successo della storia della musica italiana. Intervistato dal Corriere della Sera, l’artista ha ricordato come è nata la passione per la musica. “Vengo da una famiglia di melomani. Mia zia suonava il pianoforte e il melodramma è la musica con cui mi sono nutrito fin da bambino. Ero innamorato del “Barbiere di Siviglia”, adoravo la leggerezza di Rossini, la sua capacità di essere divertente e scanzonato. E poi amavo anche le opere francesi come “Faust”” – ricorda il cantautore italiano che parlando della sua infanzia aggiunge – “con la mia famiglia sono vissuto a Saigon fino all’età di 11 anni e non parlavo una parola di italiano. I miei idoli erano Becaud, Aznavour, Leo Ferrè”. Poi l’arrivo in Italia dove inizialmente le cose non sembrano andare per il verso giusto: “all’inizio mi trovo a disagio.

Il mondo musicale italiano mi sembra ostile. Ma ci metto poco a cominciare ad apprezzarla soprattutto guardando la tv e i festival di Sanremo. Poi capisco di essere un artista che ha una doppia cultura, italiana e francese e decido che devo sfruttare l’alchimia dell’incrocio fra due culture”. Sono passati ben 50 anni di canzoni e musica che Cocciante ha saputo sapientemente suddividere in due filoni come racconta: “e canzoni e la musica popolare da una parte, le opere più complesse come “Notre Dame de Paris”, “Giulietta e Romeo” e “Il piccolo principe”. Ogni volta che scrivevo una melodia capivo a quale dei due filoni musicali fosse più adatta. Questo salvadanaio di musiche si è rivelato molto utile per “Notre dame”. Celebrerò il 50 anni con dischi in varie lingue e con concerti dal vivo in cui Cocciante canta Cocciante».

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