COCORICÒ FALLITO: CHIUDE DISCOTECA SIMBOLO RICCIONE/ Petizione online non è bastata

- Paolo Vites

Fallita discoteca Cocoricò di Riccione: addio al locale simbolo degli Anni Novanta. Fu lanciata petizione online per salvarla ma non è bastato

coccorico
La discoteca Cocoricò

Chiude la discoteca Cocoricò di Riccione, uno dei simboli indiscussi – fino ad oggi – della movida di Riccione. Il tribunale ha dichiarato il fallimento della società che la gestiva ma la sua fine, purtroppo, era nell’aria già da diverso tempo alla luce dei gravi problemi in cui era incappato il gruppo gestore con una serie di sequestri e chiusure che si erano susseguite. Due le sentenze che in pochi giorni hanno decretato la fine di ogni attività connessa alla discoteca. La prima, dello scorso 4 giugno, quindi quella dello scorso martedì, rispettivamente da parte del tribunale ordinario e del tribunale fallimentare. All’inizio di questo anno, ricorda Fanpage.it, la Guardia di Finanza aveva disposto un sequestro preventivo per oltre 800mila euro nei confronti del Cocoricò in seguito ad un accertamento fiscale che aveva dimostrato una grossa evasione. Nel medesimo periodo la società aveva fatto sapere di essere alle prese con il ripianamento dei debiti con gli artisti ed aveva presentato una domanda di concordato preventivo per una ristrutturazione totale del debito con l’obiettivo di poter riaprire in estate. Sogno chiaramente svanito nelle passate ore. Non era servita a nulla neppure la petizione online per far ripartire la discoteca. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

CHIUDE DISCOTECA COCORICÒ

Era considerata una delle massime discoteche al mondo, il simbolo del mondo della notte di Rimini, in cui ogni sabato sera giungevano giovani da tutta Italia e VIP di tutto il mondo. Il Cocoricò chiude in maniera definitiva. Il tribunale di Rimini ha infatti dichiarato fallita la società che gestiva il locale in realtà sito a Riccione respingendo la domanda di concordato preventivo. Il prossimo 25 ottobre si terrà la prima udienza fallimentare dove si costituiranno i vari creditori capeggiati dall’Agenzia delle Entrate. Al centro dell’azione di Equitalia ci sarebbe il mancato versamento di imposte: la notizia era nell’aria perché è da tempo che la discoteca non navigava in buone acque. E’ la fine di un’era: da tempo le grandi discoteche di un tempo non attirano più clientela, prima sono stati rave, i raduni all’aperto organizzati da appassionati di musica elettronica (e spesso al centro delle cronache per lo spaccio di droghe mortali), poi il cambio delle mode.

ANCHE UN 16ENNE MORTO DI OVERDOSE

Nell’estate del 2015 anche al Cocoricò si registrò un morto, un 16enne deceduto per overdose. Poi sono venute fuori tasse non pagate sia all’erario che al comune di Riccione. E ancora: evasione dell’Iva, mancati pagamenti agli artisti che si esibivano, tra cui il dj Gabry Ponte che ha chiesto il sequestro dei marchi Titilla e Memorabilia. Quindi a gennaio scorso la guardia di finanza decide un sequestro preventivo di oltre 800mila euro per imposte risultate evase. Crolla un mondo farlocco, costruito su luci e ragazzine discinte che ballavano sui cubi, droghe che entravano e uscivano e soprattutto il non rispetto delle leggi fiscali. Rimarrà quella piramide di vetro, se non sarà abbattuta, come simbolo di una stagione fatta di edonismo, sesso facile, rimbambimento a colpi di musica definita ballabile ma in realtà scadente. Un mondo di carta che non riaprirà più.

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