Ricorsi Trump vs Biden: Stati Usa contestati/ Caos voto “drive through” in aree Dem

- Niccolò Magnani

Tutti i ricorsi di Donald Trump contro la vittoria di Biden negli Stati “pendenti”: i casi Arizona, Michigan e Texas, dove in un’area Dem si è votato senza scendere dall’auto

Trump Biden
Elezioni Usa 2020, Trump vs Biden (LaPresse)

La conclusione della lunghissima fase post-Elezioni Usa sembra da un lato “avvicinarsi” dopo l’ufficialità della vittoria di Joe Biden anche in Arizona, ma in parallelo rischia di allungarsi ulteriormente dopo i ricorsi di Donald Trump negli Stati “pendenti”. 11 elettori in più per il Presidente eletto portano a 290 i grandi elettori totali in attesa di nuovi risultati negli ultimi due stati, la North Carolina e la Georgia dove i “vantaggi” sono opposti. Per i 15 grandi elettori della Carolina del Nord sembra più Biden ad essere avvantaggiato (49,5% contro il 49,2% dei Repubblicani), mentre per i 16 della Georgia è il Presidente uscente a potersi dire vincitore in “pectore”. «Abbiamo una fiducia assoluta nella sicurezza e integrità delle nostre elezioni: non ci sono stati brogli finora», hanno garantito gli esperti dell’Agenzia della cyber sicurezza e della sicurezza delle infrastrutture (Cisa). Si chiede un “passo indietro” generale a Donald Trump che però sembra intenzionato a perseguire la sua strada di vittoria dopo le contestazioni «negli Stati dove i Dem hanno imbrogliato» (ha ripetuto ancora ieri il tycoon).

IL CAOS IN TEXAS PER IL VOTO IN AUTO

Lo staff di Donald Trump ha già iniziato – o comincerà nei prossimi giorni – i ricorsi negli Stati di Michigan, Georgia, Nevada, Arizona, Wisconsin e Pennsylvania: partendo da quest’ultimo grande stato, il Presidente Usa ha denunciato ufficialmente lo Stato della Pennsylvania, opponendosi alla decisione del segretario di stato di permettere agli elettori registrati di fornire un documento d’identità relativo alle schede inviate per posta entro il 12 novembre. La decisione del giudice in merito arriverà nei prossimi giorni, così come avverrà in Nevada dove il comitato di Trump ha lanciato la causa chiedendo di fermare subito il conteggio delle schede viste «le preoccupazioni circa la tecnologia di controllo delle firme e alle dichiarazioni da parte di osservatori di non avere potuto vedere abbastanza da vicino lo spoglio delle schede». Problemi per i Repubblicani in Georgia, dove un giudice della contea di Chatam ha respinto in pieno la richiesta di escludere 53 schede arrivate dopo la chiusura dei seggi; come spiega bene il focus di Business Insider, altro caso-limite il Michigan dove un altro giudice del Tribunale per le controversie del Michigan ha respinto la richiesta del comitato di Trump di interrompere il conteggio delle schede nello stato. Per finire il caso del Texas, dove nella contea di Harris – notoriamente l’area più democratica dello stato a forte tradizione GOP – si è assistito allo strano voto tramite drive through (senza scendere dall’auto): durante il fine settimana, la Corte Suprema del Texas ha respinto una richiesta da parte di candidati e attivisti repubblicani di escludere 127.000 schede consegnate tramite drive-thru nella Contea di Harris.

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