Rifiuti Roma, caos Ama: si dimette Cda vs Raggi/ Medici “rischio emergenza sanitaria

- Niccolò Magnani

Rifiuti Roma, caos Ama con il Cda che si dimette in protesta contro la gestione Raggi: Ordine Medici “soluzione subio o è emergenza sanitaria”

Ama a Roma
Rifiuti, Ama Roma (LaPresse, 2019)

È autentica emergenza, e non solo da ieri quando il Cda di Ama si è dimesso in polemica contro il sindaco Raggi: secondo l’Ordine dei Medici di Roma e provincia la soluzione della situazione rifiuti non è più rinviabile. «Il caos in cui versa l’Ama con le ennesime dimissioni dell’ennesimo Cda e la nomina di un nuovo responsabile preoccupa l’Ordine dei medici di Roma e provincia», spiegano in una nota il presidente e il suo vice – Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti – di fronte all’emergenza sanitaria e sociale che la Capitale subisce ancora sul piano dei rifiuti. Secondo l’Ordine, «Va evitato che si creino cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici»; non solo, gli stessi medici insieme ad altre autorità stanno continuando a monitorare la situazione ma non possono non accusare una generale pessima gestione nella raccolta e smaltimento della spazzatura. «La raccolta dei rifiuti nella Capitale d’Italia si regge, e male, su un fragilissimo equilibrio basato principalmente sulla buona volontà delle Regioni vicine ad accogliere, seppur a caro prezzo, i nostri residui. Non c’è spazio dunque per improvvisi blackout del ciclo di raccolta e smaltimento», attaccano ancora dal’Ordine non prima di affondare il colpo «occorre evitare che in breve tempo si creino nella Capitale d’Italia cumuli di immondizia in ogni strada, nei pressi di scuole, ospedali, luoghi pubblici e che un simile degrado diventi attrattivo per gli animali. Non c’è tempo da perdere», sottolineano Bartoletti e Magi.

L’EX AD DI AMA “TRA 15 GG GRANDISSIMI PROBLEMI A ROMA”

Paolo Longoni, l’ad dimissionario di Ama, ha parlato ai microfoni de Il Messaggero ipotizzando grandi problemi per la capitale nel breve periodo: “Tra quindici giorni la città avrà grossissimi problemi – l’allarme dell’ex dirigente dell’azienda dei rifiuti capitolini che poi aggiunge – io non uso il termine emergenza, ma con la fine dell’ordinanza regionale che dispone il trattamento obbligatorio dei rifiuti della città, e che finora non è stata rispettata, ci troveremo a patire ancora di più la carenza di impianti dove lavorare e depositare i rifiuti e le difficoltà di Ama di trasferire l’indifferenziato”. Longoni racconta al Messaggero di aver tentato un confronto con il sindaco Virginia Raggi fino alla fine ma “dalla sua segreteria ci hanno risposto che ci avrebbero contattato. Non l’hanno fatto”. In quanto alla discarica da costruire a Roma, invece, Longoni sottolinea che “è inserita, per il territorio di Roma, nel piano dei rifiuti della Regione scritto in accordo con il ministero dell’Ambiente, anche perché l’unica esistente nel Lazio, quella di Colleferro, sta per chiudere”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

RIFIUTI ROMA, CDA AMA SI DIMETTE

Salta per la sesta volta in meno di 3 anni il Consiglio di Amministrazione di Ama, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di Roma Capitale: il nuovo Cda, inaugurato solo tre mesi fa dopo l’azzeramento posto dalla sindaca Virginia Raggi lo scorso febbraio 2019, si dimette in toto per un ennesimo scontro sul bilancio con il Campidoglio gestito dalla giunta M5s. Neanche 100 giorni e la nuova reggenza della partecipata incaricata di gestire l’intricata matassa dei rifiuti della Capitale salta completamente, a partire dalla presidente Luisa Melara fino all’ad Paolo Longoni e al consigliere Massimo Ranieri. Alla base della decisione, come spiegato dallo stesso Ranieri all’Agenzia Ansa, è lo scontro col Comune di Roma sul progetto di bilancio 2017. Già mercoledì scorso si erano viste avvisaglie di futuro incerto per Ama con il dg di Roma Capitale Franco Giampaoletti che aveva inviato una lettera al Cda avvisando che il bilancio non poteva essere approvato «per via di un elemento ostativo», ovvero quei 18,3 milioni di euro di crediti che da anni vengono contestati dalla società di raccolta rifiuti presso il Campidoglio, per servizi funebri e cimiteriali. In pratica già il precedente Cda era stato azzerato dalla Raggi per lo stesso motivo e oggi, 100 giorni dopo, arrivano le dimissioni complete del nuovo Consiglio in rotta di collisione con il Comune.

CAOS RIFIUTI A ROMA: LO SCONTRO AMA-RAGGI

Come con la gestione Bagnacani, anche il nuovo Cda aveva messo quei milioni di crediti in un fondo rischi per oneri contrattuali collegato al patrimonio netto ma la giunta Raggi ha risposto “picche”, insistendo sulla necessità di svalutare interamente quella cifra. Dopo il braccio di ferro tentato dalla Raggi, Ranieri, Melara e Longoni hanno deciso di dimettersi per evitare di arrivare allo scontro come successo con Bagnacani a febbraio. «Roma Capitale non approverà mai un bilancio di Ama Spa che sia redatto in maniera non corretta e contenga valutazioni di trattamento contabile già in precedenza non avallate dal comune», questa nota di due giorni fa del Campidoglio ha fatto propendere per l’odierna decisione di Ama in merito alle dimissioni del proprio Cda. «Se Raggi dice di essere stata lasciata sola, allora noi siamo stati abbandonati. Sono deluso e arrabbiato, se il piano per Ama era un altro ce lo potevano dire subito. Il problema dei rifiuti non si gestisce con l’ideologia ma servono azioni concrete», attacca Ranieri entrando oggi in sede Ama a Roma, «anche oggi abbiamo continuato a lavorare, ho appena visto un dirigente Hera per la gestione dei flussi. Vanno avanti anche le procedure per l’apertura dei due compostaggi. Noi abbiamo provato a lavorare: oggi avrei dovuto vedere in V Municipio i cittadini perché con il presidente Giovanni Boccuzzi ci eravamo impegnati a far partire il porta a porta da Natale, ma purtroppo è andata così. Tutto questo avviene sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori di Ama», riporta il consigliere uscente a Repubblica. Da tre anni Ama non ha un bilancio approvato e mentre le inchieste della Corte dei Conti si susseguono, l’ipotesi commissariamento si fa sempre più vicina dato che le decisioni da prendere con urgenza da tempo sullo smaltimento, i nuovi impianti e la lotta alla criminalità nella gestione rifiuti sono sempre assai lontano dalla soluzione.

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