Riforma giustizia penale, intesa in Cdm/ Ok M5s a Cartabia: prescrizione come cambia

- Niccolò Magnani

Riforma giustizia penale sbarca oggi in CdM: ok M5s sul nodo prescrizione dopo mediazione del Ministro Cartabia. Ritardi per divisioni tra “contiani” e “grillini” nei 5Stelle

ultime notizie
I Ministri Stefano Patuanelli (Agricoltura) e Marta Cartabia (Giustizia) - LaPresse, 2021

A SORPRESA L’INTESA M5S-CARTABIA: INIZIA IL CDM

Lo scrivevamo poco fa, “salvo colpi di scena”, ebbene quella sorpresa è arrivata: in extremis il M5s si “accoda” alla maggioranza e dovrebbe alla fine votare la riforma della giustizia penale proposta in questi minuti al CdM a Palazzo Chigi dalla Ministra Cartabia. Con due ore di ritardo, il Consiglio è cominciato con però la novità dell’ok dei Ministri 5Stelle al “lodo Cartabia” sula prescrizione: tempi più lunghi per i reati contro la P.A., compresi dunque corruzione e concussione, è l’elemento di novità ottenuto dalla mediazione tra grillini e tecnici del Ministero di Grazia e Giustizia.

In questo modo la “nuova” prescrizione vedrà scandire così i tempi della giustizia penale in Italia: 3 anni per chiudere un processo in appello (dunque non più 2 anni come recitava l’ultima bozza) e 18 mesi in Cassazione (e non più 12), pena l’azzeramento del processo. Sarebbe questo, a quanto apprende l’Adnkronos, il contenuto della mediazione raggiunta alle porte del Consiglio dei Ministri.

ANCORA IN RITARDO IL CDM, CAOS SU PRESCRIZIONE

Il Movimento 5 Stelle, salvo ripensamenti dell’ultim’ora in CdM, si asterrà sulla riforma della giustizia penale del Ministro Cartabia: la linea espressa dai “big” 5Stelle riuniti in parlamento nelle ultime ore è stata diffusa dalle solite fonti alle agenzie ANSA e Adnkronos. Proprio questo vertice ha di fatto ritardato e non poco il Consiglio dei Ministri, alle ore 18.30 ancora non ufficialmente cominciato: nota importante per il futuro del Governo, la distanza netta emersa tra i gruppi grillini alla Camera e al Senato.

Racconta l’Adn, «da una parte i ‘contiani‘, con il capogruppo a Palazzo Madama Ettore Licheri, intenzionati a chiedere ai ministri pentastellati di astenersi in Cdm; dall’altra il presidente dei deputati Davide Crippa, il quale – raccontano le fonti – si sarebbe mostrato più aperto a un compromesso e a capire quali potrebbero essere gli aspetti migliorativi da portare a casa». La Ministra della Giustizia ha impostato tutti i canali possibili per la mediazione in modo da presentare nella riforma della giustizia “emendata” (la Bonafede con l’aggiunta dei correttivi della commissione Lattanzi, in discussione dal prossimo 23 luglio alla Camera) un punto di sintesi che potesse andare bene a tutti i partiti.

CDM CONVOCATO ALLE ORE 17

Alla fine la linea Draghi-Cartabia è prevalsa e il CdM è stato convocato per oggi alle ore 17 a Palazzo Chigi: le resistenze e le mediazioni continueranno per tutto il pomeriggio e non si esclude un confronto magari con i Ministri M5s prima del Consiglio. La riforma della giustizia penale potrebbe essere dunque approvata in giornata, qualora non si arrivasse allo scontro frontale con i grillini come finora è avvenuto sul tema della prescrizione: «Noi stiamo facendo una battaglia che dovrebbe essere cara a tutti coloro che tengono allo Stato di diritto: chiediamo che i processi, una volta iniziati, siano portati a conclusione. Mi chiedo se questo sia indigeribile per qualcuno», ha spiegato a “Repubblica” il presidente della commissione Giustizia alla Camera, il M5s Mario Perantoni. «Berlusconi aveva un interesse personale nel cambiare la prescrizione per i suoi processi, Cartabia è assolutamente libera da qualsiasi interesse personale. Nella mia testa non ho pensato contemporaneamente a queste due figure, una agli antipodi dell’altra», ma resta per Perantoni e il M5s che la prescrizione da abolire non è «una bandierina» ma «un rafforzare lo Stato di diritto».

Ecco gli altri temi che il CdM affronterà nell’ordine del giorno:
– DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione del Trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale e del Trattato sul trasferimento delle persone condannate tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica orientale dell’Uruguay, fatti a Montevideo il 1° marzo 2019 (AFFARI ESTERI);
– DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana ed il Laboratorio europeo di biologia molecolare relativo al programma del Laboratorio europeo di biologia molecolare a Monterotondo, con Allegato, fatto a Heidelberg il 15 aprile 2021 e a Roma il 4 maggio 2021 (AFFARI ESTERI);
– DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia riguardante le attività del Centro e la sua Sede centrale situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021 (AFFARI ESTERI);
– DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e l’Organizzazione Europea di Diritto Pubblico riguardante lo stabilimento di un Ufficio in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 23 giugno 2021 (AFFARI ESTERI);
– DECRETO LEGISLATIVO: Attuazione della direttiva (UE) 2019/520, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, concernente l’interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale e intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell’Unione – ESAME PRELIMINARE (PRESIDENZA – INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ SOSTENIBILI).

ANCORA SCONTRO CON IL M5S

Palazzo Chigi ancora non ha convocato per oggi il Consiglio dei Ministri, ma fonti di Governo ribadiscono che entro il pomeriggio dovrebbe tenersi il CdM per il varo della riforma Cartabia sulla giustizia. La Ministra e lo stesso Premier Draghi accelerano sul ddl penale ma le resistenze in seno al Movimento 5 Stelle restano moltissime, con in più la difficoltà di trovare un interlocutore in questo momento tra le file grillane che possa fare da sintesi. «Una posizione non c’è ancora», fanno filtrare fonti grilline all’Adnkronos, ma l’intento di non cedere sulla prescrizione resta forte.

«È sotto la luce del sole il momento che stiamo vivendo, eppure la riforma del processo penale arriva in Cdm, suona quanto meno indelicato», attacca un big dei 5Stelle in ‘anonimato’ all’Adn. La revisione del processo penale sotto il “Lodo Cartabia” sarebbe invece del tutto pronta, ma per evitare di rischiare una spaccatura in CdM si stanno tentando tutte le strade diplomatiche possibili da Via Arenula. L’improcedibilità proposta come criterio al M5s dalla Commissione Lattanzi potrebbe essere un punto di caduta, ma dai Ministri grillini ancora non v’è via libera all’ipotesi di bloccare il processo – sia pure in maniera definitiva dopo i 6 anni limite – e non il reato, che invece rimarrebbe. Da Cartabia la mediazione è arrivata fino a questo punto, difficile pensare che possa concedere oltre anche vista la recente sentenza della Consulta che ha dato precise indicazioni su cosa non bisogna fare in materia di prescrizione sospesa.

A RISCHIO IL VOTO IN CDM

Sono ore di costante tensione nel Governo e non solo per il ddl Zan: la riforma della giustizia a firma Marta Cartabia sarebbe dovuta essere presentata oggi in Cabina di regia con il Premier Draghi e domani approvata in Consiglio dei Ministri. Il muro però con il Movimento 5Stelle (disunito e dilaniato sul tema della leadership tra Conte e Grillo, ma unitissimo sull’opposizione a parte della riforma) sulla prescrizione ha portato prima l’annullamento della riunione a Palazzo Chigi e domani mette a serio rischio l’ok in CdM: secondo fonti di maggioranza all’Agenzia Dire, le posizioni sul ddl penale (parte della maxi riforma della giustizia da completare nelle prossime settimane per rispettare i piani del PNRR) sono ancora decisamente distanti.

I ministri e i gruppi parlamentari del M5s difendono a spada tratta la norma Bonafede sulla prescrizione, ovvero l’abolizione tout-court dopo il primo grado di giudizio: la relazione finale della Commissione Lattanzi invece non prevede quello schema, con la mediazione della Ministra Cartabia che ha portato l’ultima bozza ad una sorta di “prescrizione processuale”, con la durata del processo che vede sentenza di primo grado al massimo in 3 anni, Appello in 2 anni e Cassazione in 1 anno. A quel punto, recita l’orientamento dell’ala “garantista” nel Governo, se i giudici sfiorano i tempi del processo, il medesimo decade facendo scattare così la prescrizione. Inoltre, con la recente sentenza della Consulta che definisce incostituzionale “sospendere la prescrizione” per l’emergenza Covid-19, l’ambiente giudiziario e legislativo fa già intendere quali potrebbero essere le problematiche per l’appunto costituzionali dietro alla norma Bonafede impregnata dal concetto di “fine prescrizione mai“.

SLITTA ANCORA LA RIFORMA CARTABIA?

Nelle ultime settimane la Ministra della Giustizia ha incontrato in separata sede a più riprese i rappresentanti del settore giustizia di tutti i partiti di Governo: l’accordo è stato trovato con tutti, meno con i 5Stelle che ancora stamattina nella riunione tra Stefano Patuanelli, la sottosegretaria Anna Macina e i componenti M5s delle commissioni giustizia di Camera e Senato (tra i quali l’ex ministro Alfonso Bonafede) ha sostanzialmente bocciata l’attuale bozza di riforma che sarebbe arrivata domani in Consiglio dei Ministri. Le mediazioni sono ancora in corso e una possibile via di soluzione si potrebbe anche trovare: innanzitutto la prescrizione dovrebbe chiamarsi d’ora in poi “improcedibilità”, riportano le fonti di Repubblica. Si tratta di un “mix” tra la riforma Bonafede e la proposta della prescrizione del Pd, rivisto e riscritto dal gruppo di lavoro di Giorgio Lattanzi e Gian Luigi Gatta. Se sul processo civile gli emendamenti sono già in discussione al Senato, Cartabia vuole stringere i tempi con il ddl penale per arrivare alla discussione in aula alla Camera entro il 23 luglio, con tempi ancora molto stretti. Ridurre del 25% i tempi del processo penale è il passaggio fondamentale per ottenere le risorse previste nella road map del Recovery Plan, ma per poterci arrivare la nuova struttura di processo “incardinato” in 6 anni ancora non vedrebbe il via libera dei 5Stelle: aggiungendo alle già presenti tensione interne (Grillo vs Conte sullo statuto) ed esterne (Amministrative e ddl Zan), la posizione del M5s nel Governo è tutt’altro viene vista tutt’altro che “serena” a Palazzo Chigi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA