RIFORMA PENSIONI 2020/ Gnecchi: donne in credito, occorre pensare a loro

- Lorenzo Torrisi

Marialuisa Gnecchi, prossima a diventare vicepresidente dell’Inps, ricorda che le misure di riforma pensioni finora varate non hanno aiutato i giovani e le donne

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(LaPresse)

LE PAROLE DI GNECCHI

Marialuisa Gnecchi, prossima a diventare vicepresidente dell’Inps, ricorda che le misure di riforma pensioni finora varate non hanno aiutato i giovani e le donne, per cui arrivare a 36 o 38 anni di contributi non è affatto facile. Intervistata da Repubblica, l’ex deputata del Partito democratico ricorda, come anche il Comitato Opzione donna social, che le donne “sono in credito con lo Stato. Con la Fornero hanno avuto un balzo di 6 anni in più di lavoro dall’oggi al domani. Opzione donna le ha penalizzate col ricalcolo contributivo: per uscire prima hanno rinunciato a un quarto dell’assegno. L’Ape sociale è stata una prima risposta. Ma adesso deve diventare strutturale e più ampia. E poi occorre pensare ai giovani di oggi, garantendo loro almeno l’assegno sociale”. In generale, Gnecchi ritiene che bisognerebbe “pensare a un’uscita flessibile per tipologia di occupazione o mansione”, perché “i lavori non sono tutti uguali, così le aspettative di vita. Un operaio o un macchinista di treno non vive quanto un dirigente”.

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA DEL CODS

Con un post sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social da lei amministrato, Orietta Armiliato ricorda la richiesta principale del Cods in tema di riforma pensioni: la valorizzazione del lavoro di cura. “Sappiamo tutti, ma proprio tutti che il lavoro di cura domestico e quotidiano è prevalentemente svolto dalle donne, così come siamo consapevoli che si tratti di una porzione fondamentale del welfare informale del nostro Paese e questo indipendentemente dal fatto che esse siano o meno madri. Studi, analisi e statistiche si sprecano sul tema senza che però le donne abbiano mai ricevuto un tangibile riconoscimento nonostante la conclamata debolezza del sistema”. spiega Armiliato, che auspica “la rapida apertura da parte dalle forze che compongono la maggioranza all’interno del Governo, degli annunciati tavoli di confronto con le parti sociali che riferirà, oltre a nuovi indispensabili capitoli, anche e soprattutto a quelli posti oramai da tempo, direttamente al PdC Giuseppe Conte negli incontri tenutisi poco prima della stesura del testo della LdB”.



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