Riforma pensioni 2022/ Gli incrementi previsti dal decreto Aiuti bis non bastano

- Maria Melania Barone

Riforma pensioni 2022, ecco perchè in assenza di una riforma l’incremento delle pensioni previsto dal decreto aiuti bis non basta a sopportare l’inflazione. Per i pensionati solo 150 euro.

Manovra 2022
Draghi, Orlando e Franco (LaPresse)

Come sappiamo il governo Draghi non ha mai trattato la riforma pensioni 2022 benché avesse abolito la quota 100 e dato uno stop a quota 102. La riapertura dei tavoli delle trattative all’interno del Ministero del Lavoro, avrebbero dovuto portare ad una conclusione che, per tutti, era anticipare l’età pensionabile poiché il 67 anni non piacevano veramente a nessuno.

Riforma pensioni 2022: cosa prevede il decreto Aiuti Bis

Però l’inizio del conflitto e l’inflazione dilagante hanno generato incertezza all’interno dei mercati e all’interno dell’economia del paese. Lo spread è schizzato a livelli elevatissimi e il governo Draghi è deciso di andare con i piedi di piombo punto per il ministro Orlando era doveroso superare la legge Fornero, rendere strutturabile Opzione donna e ape sociale, ma comunque è mancato il tempo di poterlo fare. E dal momento che il governo Draghi può agire soltanto per gli affari correnti, non essendo stata introdotta la riforma pensioni all’interno del documento di Economia e Finanza che è stato presentato il 7 aprile 2022 a Palazzo Chigi, è presumibile che neanche nella nota di aggiornamento del def (Nadef) venga introdotto.

E quindi l’unica strategia che ha potuto adottare Mario Draghi, ma era anche quella più doverosa vista l’inflazione dilagante, è stata quella di aumentare le pensioni del 2%, al mese da ottobre a dicembre per i redditi lordi fissi fino a 2.692 al mese quindi 35.000 euro all’anno. Questo significa che da ottobre a dicembre il bonus andrà da 30 a 150 euro in più a seconda del reddito percepito ogni anno, uno svantaggio economico notevole rispetto al bonus di 200 eiro per i lavoratori dipendenti è stato dunque dimezzato il bonus, per le pensioni basse c’è un netto svantaggio.

Riforma pensioni 2022: perché le misure non bastano

Anche i lavoratori dipendenti infatti hanno avuto un taglio del cuneo fiscale del 1,2% che comporta un aumento in busta paga che va da 37 a 160 euro in più all’anno. Stiamo parlando dunque di un incremento di 6 euro mensili in più per il reddito minimo di 8000 euro che salgono a 25 per chi ha 35 mila euro di stipendio lordo, mentre chi ha 20.000 euro di stipendio lordo all’anno potrà avere un incremento di 16 euro al mese in più e 96 euro ogni semestre.

I pensionati dunque si ritrovano ad avere delle misure di welfare che non sono sufficienti a reggere l’impatto di un boom dei prezzi che solo nei primi mesi di conflitto registrato il 30%,, Ma che nei prossimi mesi potrebbe addirittura raddoppiare dal livello in cui si trova adesso punto è per questo che l’anno prossimo lo Stato dovrà aumentare la spesa previdenziale di almeno 10 miliardi di euro e le pensioni dovranno necessariamente essere rivalutate con un incremento in busta paga considerevole.







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