RIFORMA PENSIONI 2022/ Del Carlo (Anp-Cia): vanno aumentate le minime

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni 2022, Alessandro Del Carlo, Presidente dell’Anp-Cia, ricorda l’importanza di aumentare le minime

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LaPresse

LE PAROLE DI DEL CARLO (ANP-CIA)

L’Associazione nazionale pensionati della Cia rivolge le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al nuovo Presidente della Confederazione Cristiano Fini.

Alessandro Del Carlo, Presidente nazionale dell’Anp-Cia, spiega che è importante “che Fini abbia affermato, in occasione delle dichiarazioni programmatiche, l’impegno di Cia sui temi sociali e, in particolare, che abbia ribadito l’urgenza di intervenire per l’aumento delle pensioni minime degli agricoltori che sono abbondantemente al di sotto anche dei 780 euro previsti per il reddito di cittadinanza”, anche perché nel nostro Paese “c’è una vera e propria emergenza sociale, aggravata dalle conseguenze della pandemia che ha finito per penalizzare, ulteriormente, proprio i pensionati con assegni al minimo. Sono per la maggior parte ex agricoltori, donne e persone con carriera lavorativa discontinua che, con una vita di sacrifici e duro lavoro, hanno contribuito, negli anni e in modo consistente, alla tenuta e alla crescita economica dell’Italia, ricevendo in cambio solo un trattamento inadeguato e non rispettoso della dignità individuale”.

RACCOMANDAZIONI UE ALL’ITALIA, COSA SUCCEDE PER LE PENSIONI

Ridurre il debito, procedere con le riforme del PNRR, crescita sostenibile: su questi tre binari si muove l’indicazione dell’Europa nelle ultime raccomandazioni inviate dalla Commissione Ue all’Italia, con i “nodi” riforma pensioni, fisco, tasse e lavoro che restano sempre primari.

Nelle indicazioni della Commissione per l’ok al Recovery Fund si leggeva la richiesta di «piena applicazione» della riforma pensioni Fornero, mentre ora nelle nuove “pagelle” sui conti italiani la situazione non sembra cambiare di molto: non vi sarebbe infatti grandi possibilità che l’Europa possa accettare una nuova riforma previdenziale capace di disinnescare l’uscita a 67 anni voluta dal Governo Monti. Se a questo si aggiunge che nel Def di aprile non v’era traccia di una riforma che possa soppiantare la Quota 102, in scadenza a fine anno. Al momento l’unica forza nel Governo che contesta le posizioni Ue sui conti italiani resta la Lega, con Matteo Salvini che ancora ieri protestava «Il nostro obiettivo, e non ci fermeremo finché non l’avremo raggiunto, è cancellare definitivamente la legge Fornero e arrivare a quota 41. Il 31 dicembre 2022 obiettivo della Lega è azzerare una volta per tutte la legge Fornero». (agg. di Niccolò Magnani)

LE RICHIESTE DI FINI (CIA)

La Confederazione agricoltori italiani ha un nuovo Presidente. Come riporta Adnkronos, infatti, nei giorni scorsi a Roma l’assemblea elettiva ha scelto Cristiano Fini, imprenditore modenese 50enne, quale successore di Dino Scanavino.

“Alla vigilia delle grandi campagne resta urgente anche il problema della manodopera nei campi, dal punto di vista sia dei costi che della reperibilità. Così non siamo più competitivi. Occorre più flessibilità, come sperimentato con i voucher. E ancora: accesso alla terra e al credito per il ricambio generazionale; valorizzazione delle donne del settore che sono ormai il 30%; pensioni giuste per chi ha passato tutta la vita nei campi e ora prende poco più di 500 euro”, ha detto il nuovo Presidente della Cia, ricordando che “queste sono le nostre priorità insieme al rilancio delle aree interne. Zone svantaggiate che hanno un’importanza strategica per tutto il sistema Paese, ma vengono lasciate sempre sole”.

LE PAROLE DI SBARRA

Luigi Sbarra sarà oggi a Palermo per commemorare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a trent’anni dalla strage di Capaci. Il Segretario generale della Cisl, intervistato dal Quotidiano del Sud, ha ricordato che “legalità e crescita sociale marciano insieme.

Per questo va rafforzata la presenza dello Stato e vanno avviate politiche di coesione che – al Sud ma non solo – rilancino buona occupazione, salari e pensioni dignitose, sviluppo economico, diritti di cittadinanza. A cominciare dal più importante: quello per il lavoro sicuro ed emancipatore”. Secondo il sindacalista, “la criminalità si nutre oggi delle diseguaglianze crescenti nel paese a causa della pandemia e della guerra, nel senso diffuso di solitudine e frustrazione. Per questo bisogna avviare una stagione di forte integrazione sociale e geografica, incentrando le politiche di sviluppo nazionali ed europee sul riscatto delle realtà deboli”, compresi appunto i pensionati che percepiscono assegni bassi.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI TURRI

A Taranto si è tenuto il Consiglio territoriale della Fnp-Cisl Taranto Brindisi, cui ha partecipato anche il Segretario generale regionale Filippo Turri, il quale, come riporta brindisisera.it, ha ricordato che “se, dopo anni di mancato dialogo, oggi il confronto con il Governo Draghi meritoriamente prosegue e già alcuni risultati sono evidenti, dalla perequazione delle pensioni alla minore tassazione Irpef, fino alla revisione dell’iniziale impostazione della Finanziaria 2022 e al Decreto sostegni, c’è ancora molta materia su cui discutere, dalla riforma delle pensioni per il superamento della Legge Fornero, al fisco, alla non autosufficienza. Altra priorità rimane il lavoro e la crescita economica del Paese, entrambi penalizzati dalla pandemia e dalla guerra”.

L’ANALISI DI MANZOTTI

Restando in casa Cisl, il Segretario generale umbro, Angelo Manzotti, ha evidenziato, come riporta l’edizione locale della Nazione, la necessità di fronte all’aumento dell’inflazione che erode il potere di acquisto degli italiani, “intervenire per tutelare e mettere al riparo le retribuzioni e le pensioni. Per raggiungere questo obiettivo vanno ridotte le aliquote e le imposte. Diventa urgente un confronto con le amministrazioni locali al fine di monitorare e non aumentare le tariffe locali. Auspichiamo un nuovo accordo sulla politica dei redditi e la diffusione della contrattazione di secondo livello. Aumentando i salari e riducendo il cuneo fiscale sarà possibile incrementare la produttività e favorire la sua redistribuzione”.

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