Riforma pensioni 2023/ Addio riforma Fornero? Ecco cosa succederà

- Danilo Aurilio

Con la nuova campagna elettorale e la crisi di governo sembra che nel 2023 ci sia una rivoluzione che riguardano le pensioni. Scopri cosa potrebbe succedere nel nuovo anno

Berlusconi
Silvio Berlusconi e Antonio Tajani, delegazione Forza italia da Draghi nel febbraio 2021 (LaPresse)

Ci sarà una nuova riforma pensioni nel 2023? Da pochissimo tempo si sono sciolte le Camere, ma nonostante questo la campagna elettorale è già iniziata e come argomento principale, è uno dei più diffusi, ovvero le pensioni.

Silvio Berlusconi, nonché il capo di Forza Italia, ha rilanciato una proposta che sembra favoreggiare tutti i pensionati. Dare un minimo di salario al mese, ma tutto questo quanto costerà allo Stato?

Nuova riforma pensioni nel 2023: tutti i dettagli

Come accennato sopra, sembra che nel 2023 ci sia una nuova riforma che riguarda le pensioni. Il capo di Forza Italia ha proposto un minimo di €1.000,00 al mese per 13 mesi a tutti i pensionati. Proposta sulla riforma pensioni di Berlusconi di cui si è sentito parlare parecchio durante le compagne lettorali che si svolgono e che si sono svolte in passato.

Ed è proprio grazie a questo argomento che Silvio Berlusconi si è aggiudicato la poltrona del Palazzo Chigi riuscendo a vincere le elezioni politiche. Stiamo parlando di una vera e propria propaganda, perché il piano del leader di Forza Italia, costerebbe almeno 20 miliardi allo Stato. Come mai così tanto?

Si tratta di una cifra così grande perché in Italia il numero di pensionati con una soglia inferiore a €1.000,00 al mese è veramente alta, quindi bisogna ricoprire questa grossa fetta e purtroppo, sono soldi che al momento non si hanno a disposizione.

Berlusconi ha comunque provato a rilanciare uno dei temi più importanti e centrali della campagna elettorale, soprattutto per quello che succederà dal 1° gennaio 2023, ovvero quando la flessibilità in uscita potrebbe scomparire.

Cos’è la flessibilità in uscita? Tutti i lavoratori dipendenti nel settore privato, a partire dai 63 anni e 7 mesi di età e 62 anni e 7 mesi per le donne, che hanno maturato entro il 31 dicembre 2017 il diritto al trattamento pensionistico per la vecchiaia.

I lavoratori dipendenti del settore privato, a partire dai 63 anni e 7 mesi di età per gli uomini e 62 anni e 7 mesi per le donne, che maturano, entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia (ex art. 24, comma 6 del Decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201).

Quindi dal 1 gennaio 2023, sparirà l’anticipo delle pensioni, per uscire prima dal lavoro di quanto prevedeva la riforma pensioni della Fornero. Dopo l’addio della quota 100 nell’anno 2021, adesso anche la quota 102 esaurirà al termine del 2022.







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