Riforma pensioni 2023/ Al tavolo Proietti e Lega Nord: 3 modifiche urgenti da fare

- Danilo Aurilio

Sulla riforma pensioni per il 2023 è intervenuto ancora una volta Domenico Proietti. Stavolta il confronto diretto con la Lega, ecco cosa è stato detto

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Riforma pensioni 2023: obiettivo, andare oltre la Fornero

Per mettere un punto fermo sulla riforma pensioni per il 2023 al tavolo politico si sono incontrati Matteo Salvini, leader della Lega e Domenico Proietti, nonché segretario confederale Uil responsabile politiche fiscali e previdenziale.

Proietti avrebbe le idee piuttosto chiare, tanto che avrebbe esposto al capo della Lega Nord tutti i cambiamenti affinché la prossima riforma delle pensioni 2023 possa sostituire la riforma Fornero ma soprattutto, trovare un giusto equilibrio tra anni di lavoro ed età di chi desidera uscire dal lavoro.

Riforma pensioni 2023: quali sono le idee di Proietti

Il segretario generale dell’Unione Italiana del Lavoro ha chiarito su quali punti vorrebbe lavorare affinché la prossima riforma delle pensioni per il 2023 possa soddisfare i requisiti minimi che ogni lavoratore desidererebbe appena entrato in pensione.

Nello specifico, dinnanzi al responsabile del Dipartimento Lavoro della Lega, ovvero Claudio Durigon, Proietti ha voluto motivare le sue idee, sostenendo quanto segue:

Flessibilità, adeguatezza ed equità. Questi devono essere i tre pilastri su cui costruire i prossimi interventi sulle pensioni. Flessibilità che per noi significa da una parte consentire alle lavoratrici ed ai lavoratori di poter scegliere quando andare in pensione, consentendo loro l’uscita con il doppio canale, intorno ai 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica. Dall’altra si traduce in una misura che riconosca la differente usura, gravosità ed esposizione al rischio delle diverse mansioni con una pensione usuranti e gravosi stabile e pienamente efficiente. Adeguatezza ed equità che deve esserci per le pensioni in essere e per i futuri pensionati“.

Se pensassimo ai tre pilastri citati da Domenico Proietti, capiremmo che la Quota 100 non può esser sufficiente. Occorrono infatti, delle misure più concrete da attuare. Un esempio? Un sostegno economico sufficiente per chi entra in pensione e per coloro che lavorano.

L’ideale potrebbe essere adeguare un’entrata pensionistica che possa soddisfare il minimo che il carovita richiede, e per i lavoratori offrire la possibilità di avere – stabilmente ed equamente senza distinzione di ruoli – la quattordicesima in busta paga.

Il sistema previdenziale sociale italiano necessita di cambiamenti, su ogni punto di vista. Proietti post colloquio e idee citate in questo articolo, ha sottolineato l’importanza di tornare a parlare come punto focale, della riforma pensioni per il 2023.







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