Riforma pensioni 2023/ Proposta a due tempi: cos’è, perché potrebbe esser la migliore

- Danilo Aurilio

La riforma pensioni per il 2023 potrebbe prevedere il pagamento in due tranche. Ecco la proposta (al momento migliore) a cui si potrebbe optare

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Lapresse

Sulla riforma pensioni per il 2023 le proposte sono tante, ma i fatti sembrerebbero esser quasi a zero. Tanti punti su cui lavorare prima che scada la quota 41 e si ritorni alla Legge Fornero.

Una delle ultime proposte a cui si potrebbe lavorare più serenamente è la “pensione a due tempi“.  Vediamo quindi le ultime novità di riforma pensioni, cos’è e come si potrebbe ottenere la pensione anticipata prima di arrivare ai 67 anni.

Riforma pensioni 2023: cos’è la pensione a due tempi

Recentemente abbiamo spiegato parzialmente la pensione a due tempi, anche se oggi il Governo Draghi sembrerebbe esser stato più concreto sull’ultima proposta in programma di riforma pensioni.

Verrebbe definita “a due tempi”, proprio perché è prevista l’erogazione in due fasi: la prima parte contributiva concessa prima dei 67 anni, la seconda invece, ovvero quella retributiva, ad integrarsi con la prima solo dopo aver soddisfatto i requisiti di vecchiaia.

Dunque, una volta che il lavoratore avrà raggiunto l’età pensionistica, si aggiudicherebbe – solo in quel momento – l’assegno pieno (includendo sia la quota contributiva e retributiva).

Il primo requisito per poter avere la pensione a due tempi, è quello di aver compiuto 63 oppure 64 anni. Una volta raggiunta l’età minima, il lavoratore potrà stabilire se sfruttare l’opzione a due tempi e poi ricevere l’assegno unico e completo una volta compiuti i 67 anni.

Dunque si parla solo di una scelta opzionale e non obbligatoria. Oltre all’età sopra indicata, l’altro requisito sarebbe quello di aver versato almeno vent’anni di contributi e aver raggiunto la quota contributiva di pensione superiore oppure pari a 1,2 volte rispetto all’assegno sociale.

A concordare su tale proposta è il presidente dell’ente di previdenza sociale, Pasquale Tridico, con la quale ha affermato che: «si tratterebbe di un’idea davvero flessibile e finanziariamente compatibile». Infatti, la soluzione servirebbe ad evitare di rilasciare degli assegni pensionistici troppo bassi.

Stando ai dati INPS, al momento le pensioni aggiuntive attivabili nei prossimi due anni (2022 e 2024), sarebbero 203 mila. Se considerassimo anche due anni in più, quindi fino al 2027, il totale sarebbe pari a 129 mila. Mentre i costi per coprire la pensione a due tempi sarebbero 4,2 milioni di euro in 5 anni (dal 2022 al 2027).







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