Riforma pensioni 2023/ Ritorno della legge Fornero? Le possibili soluzioni

- Danilo Aurilio

Nuova riforma nel 2023 per evitare il ritorno della legge Fornero. L’idea del presidente dell’INPS che agevola tutti gli italiani

riforma pensioni
La sede dell'Inps (LaPresse)

L’uscita dal mondo del lavoro sembra essere diversa a partire dal nuovo anno. Quindi nuova riforma pensioni nel 2023 potrebbe arrivare per eliminare il ritorno della riforma pensioni della Fornero. La nuova riforma potrebbe essere quella che ha suggerito Pasquale Tridico (presidente dell’INPS) e che potrebbe superare i test del nuovo Governo che sarà eletto a settembre.

Quindi addio alla Quota 102 (modello attuale) a fine 2022. Ovviamente per mettere in atto una vera riforma per quanto riguarda il mondo delle pensioni, è necessario tanto tempo, ma la pensione a due tempi potrebbe essere una soluzione temporanea. Vediamo come funziona nello specifico e chi potrà beneficiarne.

Riforma pensioni 2023: non ci saranno più Opzione Donna e Quota 102

Al termine di quest’anno quindi molto probabilmente non ci saranno più Quota 102 e Opzione Donna, per dare inizio a una nuova riforma nel 2023. Questo ovviamente non esclude una possibile proroga, ma in base alle disposizioni attuali, il 31 dicembre 2022 termineranno il loro validità.

Entro il termine del 2022 quindi si potrà beneficiare della Quota 102 per coloro che rispetteranno il requisito. Ovvero avere un’età di 64 anni e 38 anni di anzianità contributiva. Quindi per chi lo rispetta entro il 31 dicembre, andrà in pensione con la quota 102 anche nel 2023.

Per quanto riguarda Opzione Donna, è possibile ottenere la pensione anticipata per tutte le donne che entro il 31 dicembre hanno:

  • Anzianità contributiva di 35 anni o superiore;
  • Lavoratrici dipendenti con età di 58 anni o superiore;
  • Lavoratrici autonome con età 59 anni;

Per avere il consenso della pensione è dovuta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, nonché il provvedimento del datore di lavoro per terminare il contratto.

Quindi, una volta che nel 2023 non si potrà usufruire della Quota 102 e Opzione Donna, ritornerà la legge Fornero in tutta la sua rigidità, ovvero 67 anni di età e 20 anni di anzianità contributiva per tutti coloro che già nel 31 dicembre 1995 aveva già un’anzianità contributiva. Lo stesso vale per chi nel 1° gennaio 1996 aveva ricevuto il primo accredito contributivo.

Nessuno vuole il ritorno della legge Fornero, quindi si spera a una nuova riforma pensioni nel 2023 in due tempi. Le parole di Tridico:

Questo modello di riforma serve per avere “forme di flessibilità in un uscita a partire da 64 anni con venti di versamenti contributivi e 2,8 volte l’assegno sociale.”

Uscita dal lavoro a 63/64 anni prendendo, fino al compimneto dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni), solo il rateo della pensione calcolata con il contributivo“.





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