Riforma pensioni/ Manageritalia: “come arrivare al sistema contributivo puro”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, la proposta di Manageritalia dal Senato per un sistema contributivo sempre più “puro”. Le 5 cose da sapere a livello previdenziale quando si cerca lavoro

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L'Aula di Palazzo Madama (LaPresse)

IL PUNTO DI MANAGERITALIA

Durante l’ultima assemblea nazionale di Manageritalia, la federazione dei dirigenti “privati” tenutasi a Palazzo Giustiniani al Senato lo scorso 18 giugno, sono emerse diversi spunti di riflessione e confronto sul complesso tema delle pensioni in vista della macro-riforma costituita da PNRR e Manovra di Bilancio 2022. Per il presidente dei manager italiani Mario Mantovani occorre in maniera urgente superare la riforma di Quota 100 con una proposta che possa andare nella direzione costante della sostenibilità: «A nostro parere però provvedimenti eccessivamente incentivanti caricano costi su bilancio dello Stato che poi si scaricano sulle generazioni future». Per questo il gruppo Manageritalia dal Senato lancia la sua specifica proposta, ovvero spingere per un provvedimento che preveda «il pensionamento anticipato con almeno 64 anni di età e 30 anni di anzianità contributiva, crediamo che così si possa creare un sistema sostenibile che vada gradualmente a convergere verso un sistema puramente contributivo che tra qualche anno sarà il sistema di tutti». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, 5 COSE DA GUARDARE QUANDO SI CAMBIA LAVORO

Secondo Intoo, la società di Gi Group leader nei servizi di sviluppo e transizione di carriera, ci sono 5 cose da tenere ben presente, dal punto di vista previdenziale, quando si è chiamati a valutare una nuova opportunità lavorativa. La prima, come riporta Adnkronos, è l’eventuale riscatto di laurea, cercando di capire se si ottiene solo un tempo aggiuntivo o se può variare l’importo della prestazione e il relativo sistema di calcolo. La seconda riguarda le eventuali totalizzazioni estere, semplici o multiple per chi ha esperienza in più Paesi convenzionati. Va poi tenuto presente che la scelta di una nuova formula contrattuale può danneggiare la storia previdenziale maturata al momento e ce ne si può accorgere troppo tardi.

L’OPPORTUNITÀ DELLA RITA

Quarto fattore cui prestare attenzione è la possibilità e l’opportunità di utilizzare la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata) nel caso si abbia una posizione aperta in un fondo di previdenza complementare. Come noto, essa può anche essere attivata 10 anni prima della maturazione dei requisiti pensionistici se si è disoccupati involontari da oltre due anni. Infine, per i più giovani è bene valutare l’opportunità di aderire alla previdenza complementare facendo confluire anche il proprio Tfr per poter in caso futuro utilizzare la Rita, oltre che per integrare la pensione che sarà calcolata interamente con il calcolo contributivo. È anche per questo, del resto, che tra le richieste in tema di riforma pensioni dei sindacati c’è quella di incentivare la previdenza complementare.

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