RIFORMA PENSIONI/ Proietti: Quota 100 e la flessibilità da estendere

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le dichiarazioni di Domenico Proietti a proposito delle osservazioni dell’Ocse sul sistema pensionistico italiano

Pensioni_Fornero_Cartello_Lapresse
Lapresse

PROIETTI: ESTENDERE FLESSIBILITÀ

In un post sulla pagina Facebook della Uil nazionale Fisco e previdenza vengono riportate le dichiarazioni di Domenico Proietti a proposito delle osservazioni dell’Ocse sul sistema pensionistico italiano, compreso il suggerimento di una riforma pensioni per aumentare l’età di uscita dal mercato del lavoro. “L’età di accesso alla pensione in Italia è di 67 anni, ben quattro anni sopra alla media dei Paesi dell’Europa. Quota 100, assieme all’Ape sociale, rappresenta, in via sperimentale, un elemento di flessibilità. Flessibilità che, a parere della Uil, va estesa, in maniera più equa a tutti i lavoratori. Nel nostro Paese esiste il tema dell’adeguatezza degli assegni pensionistici, che va affrontata, eliminando il blocco della rivalutazione delle pensioni estendendo la quattordicesima per le pensioni fino a 1.500 euro”, sono le parole del Segretario confederale della Uil, secondo cui l’Ocse “continua a fare confusione nell’analizzare il sistema previdenziale italiano. La spesa per pensioni in Italia è sotto la media europea”, intorno al 12% del Pil.

LE PAROLE DI DURIGON

Claudio Durigon, intervistato da pensionipertutti.it, risponde alle critiche mosse alla scarsa efficacia della riforma pensioni con Quota 100 nel promuovere il turnover generazionale nel mercato del lavoro. “I dati Istat sulla occupazione registrano da gennaio a settembre 200 mila nuovi contratti che hanno fatto scendere la disoccupazione al 9,7%. Grazie a Quota 100 è scesa anche la disoccupazione giovanile diminuita al 28%. Numeri confortanti che arrivano nonostante la crescita intorno allo zero dell’Italia”, spiega l’ex sottosegretario al Lavoro, che commenta anche le osservazione dell’Ocse sul sistema pensionistico italiano “L’Ocse ancora una volta confonde il sistema previdenziale italiano, tra assistenza e previdenza. Il sistema previdenziale ha avuto un salto nel buio con l’applicazione della legge Fornero, che ora con quota 100 sta avendo un ristoro. Leggendo i dati, ad oggi, chi ha presentato domanda sono 205 mila, con età media di chi ha aderito e ben sopra i 64 anni”, evidenzia Durigon.

MODELLO INPS AP139 SENZA SCADENZA

Come noto, nei giorni scorsi l’Inps ha pubblicato sul proprio sito il modello Ap139 con cui quanto hanno utilizzato (e utilizzeranno) la riforma pensioni con Quota 100 dovranno dichiarare la loro situazione reddituale, in modo che si possano fare delle verifiche sul divieto di cumulo previsto nella norma. Tuttavia, come sottolinea Il Sole 24 Ore, non è chiaro entro quando il modello vada restituito compilato. Si potrebbe ipotizzare la fine dell’anno oppure contestualmente alla presentazione del modello Red (fine febbraio) che viene utilizzato “per particolari tipologie di pensioni legate al reddito”. Purtroppo “le istruzioni Inps anteposte al fac-simile disponibile sul sito internet si limitano a indicare la modalità di trasmissione” del modello, ma nulla viene dato sui tempi entro cui procedere alla stessa. Probabile quindi che l’Inps sia chiamata nei prossimi giorni a dare chiarimenti in merito, magari modificando o integrando la documentazione presente sul proprio sito internet.

NUOVA MOBILITAZIONE SINDACALE

Mentre la manovra continua il suo iter parlamentare, Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di dar vita a una settimana di mobilitazioni con iniziative nei territori e tre manifestazioni/assemblee nazionali aperte che si svolgeranno in piazza Santi Apostoli a Roma. Come spiega il sito di Rassegna sindacale, il primo appuntamento si terrà il 10 dicembre. L’ultimo, in programma il 17 dicembre, sarà anche sulla riforma pensioni, “per un’effettiva rivalutazione delle pensioni e per proseguire nell’opera di riforma della legge Fornero in un’ottica di effettiva flessibilità verso il pensionamento; per chiedere un welfare più giusto e una legge sulla non autosufficienza”. Da tener presente che “le tre manifestazioni/assemblee vedranno protagonisti le delegate e i delegati dei lavoratori che al governo e alle imprese porranno i problemi delle rispettive imprese e da quelli i temi e le proposte avanzate nella piattaforma unitaria e discusse nelle assemblee dei lavoratori”, In questo modo si cerca di  “rendere protagonisti i lavoratori, i loro problemi, la loro capacità di proposta”.

L’ATTESA NELLA SCUOLA

C’è attesa per la pubblicazione della circolare Miur relativa alle cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2020. Come spiega tecnicadellascuola.it, ieri “si è svolta l’informativa Miur-OO.SS., cui hanno partecipato anche rappresentanti dell’Inps. La scadenza, secondo quanto riportano i Sindacati, sarà unica per tutti e dovrebbe essere compresa tra il 20 e il 31 dicembre. La trasmissione della domanda di cessazione avverrà tramite Istanze on-line. I requisiti di accesso a pensione sono i medesimi dello scorso anno”, anche per quel che riguarda la riforma pensioni con Quota 100 che resterà in vigore anche nel 2020. Intanto, come riporta telemia.it, le Segreterie di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil di Reggio Calabria-Gioia Tauro hanno annunciato per questa mattina un sit-in davanti alla Prefettura di Reggio Calabria per chiedere al Prefetto di “farsi portavoce delle nostre preoccupazioni, insoddisfazioni e proposte nei confronti del Governo e del Parlamento”, anche per dare seguito alle ragioni della manifestazione dello scorso 16 novembre a Roma contro le mosse dell’esecutivo in tema di riforma pensioni.

PENSIONI GIÙ DEL 10% CON 5 ANNI DI LAVORO IN MENO

Oltre a dare indicazioni operative in tema di riforma pensioni, come quella di alzare l’età dell’effettivo ritiro dal lavoro, l’Ocse nel suo Pensions at a Glance 2019 segnala che, come riporta Il Giornale, “un’interruzione di carriera della durata di 5 anni di un lavoratore salariato medio italiano ‘ridurrà le pensioni del 10% contro il 6% della media Ocse’. Ma non è finita qui, perché se in Italia al momento una carriera lavorativa senza interruzioni di contributi non è frequente, ‘potrebbe esserlo ancora meno in futuro’”. Gli economisti dell’Ocse, come riporta Il Mattino, “notano che ‘il rischio di carriere incomplete può essere ampliato dall’espansione delle forme di lavoro’; e ricordano come l’occupazione a tempo determinato sia cresciuta dal 10% del 2000 al 15% del 2017. Cioè ad un ritmo più veloce di quello degli altri Paesi dell’area”. Dunque può essere utile, come si sta pure pensando, di istituire una pensione di garanzia per i giovani, anche se “il problema andrebbe affrontato anzitutto all’origine, quindi creando le condizioni per una maggiore continuità delle carriere lavorative”.

RIFORMA PENSIONI, LA SCADENZA DEL 30 NOVEMBRE

Uno degli argomenti più dibattuti in tema di riforma pensioni riguarda la possibilità, per alcune categorie, di anticipare l’ingresso in quiescenza di parecchi anni rispetto ai normali requisiti fissati dalla legge, grazie anche all’intervento di fondi di solidarietà. Avvenire ricorda che il 30 novembre verrà meno la possibilità per le banche “di agevolare l’esodo di alcuni dipendenti riscattando periodi, come la laurea, utili per la pensione anticipata o di vecchiaia, prima di accedere al Fondo di solidarietà di categoria (credito ordinario o credito cooperativo)”. La Legge di bilancio del 2017 ha infatti stabilito che la cessazione del lavoro di tali dipendenti debba avvenire entro il prossimo 30 novembre.

ANTICIPO DI 7 ANNI PER I BANCARI

“Il complesso dei bancari interessati alle agevolazioni contributive ammonta a circa 25 mila unità, compresi i dirigenti, distribuiti nell’arco dei tre anni. Gli esodati devono raggiungere i requisiti per il rispettivo pensionamento entro i 7 anni successivi, quindi non oltre il 2026”, specifica il quotidiano della Cei. Da evidenziare che gli oneri relativi ai periodi di riscatto o ricongiungimento di un dipendente sono a totale carico della banca andando ad aumentare l’anzianità contributiva del pensionando e diminuendo quindi la permanenza dello stesso nel fondo di solidarietà di categoria. Avvenire ricorda che “l’accompagnamento all’uscita dal lavoro proseguirà ancora in futuro, consentendo alle banche di far convivere differenti generazioni di dipendenti e di ridurre complessi problemi di gestione e di organizzazione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA