Riforma pensioni/ Confesercenti protesta contro la scadenza dell’esonero contributivo

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Confesercenti protesta contro il termine del 31 luglio posto per la presentazione delle richieste di esonero parziale dei contributi

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(LaPresse)

CONFESERCENTI CONTRO SCADENZA PER ESONERO CONTRIBUTIVO

La Confesercenti protesta contro il termine del 31 luglio posto per la presentazione delle richieste di esonero parziale dei contributi obbligatori dei lavoratori autonomi. Considerando infatti che il decreto attuativo è stato emanato solo ieri e ancora manca la procedura Inps, appare difficile per gli interessati, che non sono pochi, rispettare i termini. Per questo Confesercenti chiede che la scadenza sia spostata almeno al prossimo 16 settembre. Intanto, come riporta primaonline.it, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia del ventaglio tenutasi ieri, ha detto che “garantire rigore e autonomia significa prendere atto che ai giornalisti iscritti all’Ordine e, dunque, chiamati a svolgere un’attività racchiusa nell’ambito di specifiche regole deontologiche, vanno applicate quanto meno garanzie eguali alle categorie di lavoratori, a partire dall’ambito previdenziale, nel quale è ragionevole che valga, per la prestazione pensionistica, la garanzia pubblica assicurata a tutti i lavoratori dipendenti”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI SALVINI

In un intervento presso un gazebo per la raccolta firme relativa ai referendum sulla giustizia in provincia di Roma, cui hanno partecipato anche Claudio Durigon e Antonio Maria Rinaldi, Matteo Salvini ha parlato anche di riforma pensioni e della nomina di Elsa Fornero tra i consulenti di palazzo Chigi. “Qualcuno rivede la signora Fornero aggirarsi per i palazzi della politica. Se c’è la Lega al Governo è garanzia che non si tornerà mai e poi mai alla Legge Fornero. La Signora Fornero ha già fatto abbastanza danni”, sono le parole raccolte da un video dell’Agenzia Vista del leader della Lega, che ha poi aggiunto: “E io sono contento che grazie alla Lega al Governo 300.000 lavoratrici e lavoratori abbiano potuto scegliere di andare pensione dopo 40 anni, non dopo 4 anni, di lavoro di fabbrica, che penso sia un sacrosanto diritto acquisito. Anche perché al posto di questi lavoratori hanno cominciato a lavorare dei giovani che altrimenti sarebbero dovuti andare all’estero per lavorare”. Parole che certamente faranno discutere.

IL DECRETO ATTUATIVO SULL’ESONERO CONTRIBUTIVO AUTONOMI

Il ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto attuativo con cui si dà fondamentalmente il via libera definitivo all’esonero contributivo per i lavoratori autonomi con reddito inferiore ai 50.000 euro annui che hanno subito nel 2020 un calo del fatturato di almeno il 33% rispetto al 2019. Ci sarà tempo fino al 31 luglio per presentare domanda all’Inps e, come spiega Il Sole 24 Ore, “i periodi oggetto di esonero saranno comunque utili ai fini pensionistici (sia per il diritto, sia per l’importo). Pertanto, salvo diverse indicazioni dell’Inps, non si verificherà alcuna contrazione dei periodi valutabili”. Le casse di previdenza dei professionisti stimano in circa 500.000 gli iscritti interessati dalla misura. L’Adepp, l’associazione che rappresenta gli enti di previdenza degli iscritti agli Ordini, ritiene sia necessario fare chiarezza su alcuni punti e per questo è stata inviata una lettera al ministero del Lavoro. Si spera che le risposte possano arrivare in tempi brevi.

RIFORMA PENSIONI, LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Come spiega Il Sole 24 Ore, per il momento il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni sembra aver trovato un punto comune di sintesi relativo all’anticipo pensionistico per le attività gravose. Un tema per il quale sarà fondamentale il lavoro della commissione tecnica appositamente istituita per individuare le professioni che potrebbero non dover soddisfare i requisiti pensionistici “standard”, che torneranno in vigore al termine di Quota 100, ma avere una corsia preferenziale come quella attualmente prevista tramite l’Ape social. Resta però aperta la partita riguardo tutte le altre richieste dei sindacati, in particolare su una più ampia flessibilità pensionistica a partire dai 62 anni. Non sarà facile trovare una mediazione su questo punto.

LE PAROLE DI BLANGIARDO

In proposito val la pena segnalare le parole di Giancarlo Blangiardo. Intervistato dalla Stampa, il Presidente dell’Istat ha infatti detto che “una popolazione sempre più vecchia e longeva come quella italiana non può più permettersi forme anticipate di pensionamento. Ritengo che la flessibilità in uscita dal mercato del lavoro debba essere sostenibile finanziariamente. Inoltre sono convinto che i lavoratori più ‘maturi’ debbano essere messi in condizione di continuare a offrire il proprio contributo, naturalmente per scelta libera, in modo flessibile e con adeguate forme di incentivazione. La loro presenza nel mercato del lavoro non va messa in contrapposizione con l’occupazione per i giovani, semmai quest’ultima andrebbe aiutata valorizzando forme di accompagnamento e di collaborazione intergenerazionale”.

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