RIFORMA PENSIONI/ Via libera Ue all’esonero contributivo parziale autonomi

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, dalla Commissione europea è arrivato il via libera all’esonero contributivo parziale per gli autonomi

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LaPresse

VIA LIBERA A ESONERO CONTRIBUTIVO AUTONOMI

Dalla Commissione europea è arrivato il via libera all’esonero contributivo parziale “in favore di lavoratori autonomi, professionisti e degli operatori sanitari già pensionati ma rientrati in servizio per l’emergenza Covid-19”. Come riporta Il Sole 24 Ore, da Bruxelles è arrivato anche il via libera al contratto di rioccupazione. Intanto, come riporta il sito di Ipsoa, l’ultimo Rapporto annuale dell’Inps “ha analizzato gli effetti della pandemia da Covid-19 sui requisiti pensionistici e sui coefficienti di trasformazione delle pensione. Emerge un dato significativo: la brusca diminuzione della speranza di vita a 65 anni nel 2020 causata dalla pandemia, che ha riportato a un valore simile a quello registrato nel 2010. Un dato che to comporta un rallentamento della crescita dell’età di pensionamento per vecchiaia”. Tale rallentamento sarà tuttavia temporaneo e “sarà riassorbito nell’arco di un decennio”. In ogni caso i requisiti pensionistici dovrebbero restare bloccati per un po’, non facendo alzare l’età pensionabile.

PENSIONI, LO SCONTRO NEL GOVERNO SULLA FORNERO

Prima era la Quota 100, ora la Quota 41 ma lo strano asse Lega-sindacati potrebbe riproporsi nei prossimi mesi con la strutturazione della nuova riforma pensioni: come ha scritto però ieri Luciano Capone su Il Foglio, la nomina di Elsa Fornero come nuovo consulente di Palazzo Chigi e Ministero del Lavoro sul fronte pensioni rileva un passaggio ben marcato che Draghi, Orlando e il MEF intendono dare alla nuova riforma del 2022. «Quota 100 è un costoso disastro che scade a fine anno, ma per il futuro la strana alleanza Lega-sindacati propone la molto più onerosa Quota 41. Toccherà a Draghi riportare il sistema sul binario della riforma Fornero», spiega “il Foglio” criticando l’asse Salvini-Landini. Intanto nella Lega la nomina della ex Ministra non è piaciuta affatto, come rileva i tesoriere e deputato leghista Giulio Centemero: «Trovo fuori luogo il fatto che Elsa Fornero sia consulente per il Ministero del Lavoro. Lo trovo anche anacronistico. In questo Paese bisognerebbe iniziare a dare spazio alle nuove forze, ai giovani, ma anche a quei professionisti che il palco della politica non l’hanno mai calcato e che meriterebbero una possibilità. Invece viene dato spazio sempre ai soliti nomi», ha spiegato a “Restart 264” su Cusano Italia Tv.

L’EFFETTO QUOTA 100 NELLA PA

In tema di riforma pensioni, come spiega Il Sole 24 Ore, “proprio mentre si accende il dibattito sul dopo Quota 100, l’età media di decorrenza delle pensioni anticipate erogate dall’Inps ai dipendenti pubblici e ai lavoratori privati si abbassa, attestandosi nei primi sei mesi dell’anno, rispettivamente, a 62,6 e a 61,3 anni. La soglia effettiva di pensionamento di tutti i trattamenti complessivamente liquidati dall’ente tende invece a lievitare”. Per quanto riguarda il pubblico impiego, “nel primo semestre del 2021 in media il momento di decorrenza dei pensionamenti anticipati è sceso a 62,6 anni, contro i 63,2 anni dello stesso periodo del 2020 e risultando comunque più basso del risultato finale dello scorso anno (63 anni)”. “Allo stesso tempo, però, il parametro anagrafico medio dei i trattamenti di vecchiaia è lievitato a 67,1 anni (erano 66,1 nei primi sei mesi del 2021 e 66,5 al termine dello scorso anno). E in salita sono risultati anche quelli dei superstiti e delle invalidità previdenziali”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAPONE SU QUOTA 41

Commentando i dati contenuti nell’ultimo Rapporto annuale dell’Inps, Valeria Zonchetta, come riporta rovigoindiretta.it, evidenzia che “nonostante le donne pensionate siano la maggioranza, le pensioni medie mensili degli uomini (pari a 1.897 euro) superano significativamente quelle delle donne (pari a 1.365). Si tratta di una differenza di oltre 500 euro. Il divario retributivo a livello territoriale si riflette nel dato pensionistico: le pensioni medie al Centro-Nord superano di poco i 1.700 euro, mentre quelle al Sud e isole sono pari a 1.400 euro. Le prestazioni previdenziali rappresentano l’81% del totale e quelle assistenziali il 19%. La categoria più numerosa è rappresentata dalle pensioni di anzianità/anticipate con il 30,9% del totale, seguita da quella delle pensioni di vecchiaia con il 24,5% e dalle pensioni ai superstiti con il 20,5%; le prestazioni agli invalidi civili sono il 15,3% del totale; le prestazioni di invalidità previdenziale e le pensioni-assegni sociali sono rispettivamente il 5% e il 3,9%”, spiega la Presidente della Cna Pensionati di Rovigo.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI CAPONE SU QUOTA 41

Paolo Capone ricorda che “Quota 100 ha esaurito la sua spinta propulsiva. I lavoratori che ne hanno avuto bisogno, per ragioni familiari o perché impiegate in attività gravose, he hanno usufruito”. Il Segretario generale dell’Ugl, intervistato da MF spiega che “Quota 41 sarebbe di certo la scelta più adatta per superare la penalizzazione della Legge Fornero, che ha fissato l’età pensionabile a 67 anni per tutti. Con Quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, si restituirà al lavoratore la possibilità di scegliere se andare in pensione e favorire anche il ricambio generazionale”. Capone, in una nota, ha commentato anche la nomina di Elsa Fornero tra i consulenti di palazzo Chigi.

IL COMMENTO ALLA NOMINA DI ELSA FORNERO

“Ritengo che questo Governo debba puntare sul futuro degli italiani e non guardare indietro ripercorrendo strade che si sono rivelate dannose per i lavoratori. In tal senso, la scelta del Pd di nominare la Fornero tra i consulenti economici del Governo potrebbe risultare un pericoloso passo indietro. Le pensioni sono una materia serissima, per cui l’obiettivo è quello di aiutare i lavoratori ad andare dignitosamente in pensione e nei tempi giusti. Basta riforme ‘lacrime e sangue’, dobbiamo guardare avanti. Ricordiamo che attraverso ‘Quota 100’ hanno ottenuto il pensionamento anticipato 180mila uomini e 73mila donne nel biennio 2019-2020. Occorrono strumenti di flessibilità in uscita che incoraggino il turnover e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, soprattutto per superare un periodo così difficile per l’economia italiana”, sono le parole del sindacalista.

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