RIFORMA PENSIONI/ Cgil: flessibilità differenziata dopo Quota 100 (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, le parole di Roberto Rossini e Loredana Longhin, dirigenti provinciali della Cgil e dello Spi-Cgil di Pesaro Urbino

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RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI ROSSINI (CGIL)

Commentando gli importi delle pensioni erogate dall’Inps nella provincia, il Segretario generale della Cgil di Pesaro Urbino, Roberto Rossini, evidenzia che “i dati testimoniano la necessità urgente di una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale che dovrà prevedere la possibilità di accesso flessibile alla pensione, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la valorizzazione del lavoro di cura e del lavoro delle donne, che come si evince dai dati sono quelle più penalizzate”. Il sindacalista, secondo quanto riporta primocomunicazione.it, ritiene che serva “un sistema pensionistico che non solo assuma in modo strutturale un criterio di flessibilità, ma che lo applichi senza penalizzazioni alle categorie più esposte”.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Loredana Longhin, Segretaria provinciale dello Spi-Cgil, ritiene “necessario e urgente disegnare una riforma strutturale del sistema previdenziale che superi le attuali rigidità e che decorra dal gennaio 2022, alla scadenza di ‘Quota 100’. Per il sindacato la Legge Fornero deve essere cambiata  perché rigida e iniqua, e perché al suo interno non lascia spazio alle nuove generazioni, le donne, e men che meno a chi svolge lavori più gravosi”. “Si continua a ragionare come se fossimo nel sistema retributivo, mentre il fatto vero è che ormai per tutti è prevalente la componente contributiva”, aggiunge la sindacalista, secondo cui “oggi più che mai serve garantire un maggior potere d’acquisto per i pensionati e promuovere le adesioni alla previdenza complementare, come altro pilastro del sistema previdenziale”.



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