Riforma pensioni/ La differenza tra cumulo e ricongiunzione dei contributi

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, non sempre è meglio optare per il cumulo contributivo gratuito al posto della ricongiunzione onerosa nonostante le apparenze

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LA DIFFERENZA TRA CUMULO E RICONGIUNZIONE

Tra le misure di riforma pensioni contenute nella Legge di bilancio varata nel 2016 c’è anche il cumulo contributivo gratuito, che vale anche per gli iscritti alle casse previdenziali professionali. Come ha spiegato Il Sole 24 Ore, nel caso si utilizzi il cumulo per la pensione di vecchiaia, Inps e cassa erogheranno l’assegno “considerando l’anzianità contributiva complessiva, ma assegnando la corrispondente quota di pensione solo al compimento del requisito anagrafico interno”. Nel caso invece di “pensione anticipata, i requisiti vigenti nel mondo Inps saranno contemporaneamente validi sia per le Casse, sia per le gestioni dell’Istituto”. Tuttavia più di una Cassa “prevede che se il richiedente non ha maturato il requisito contributivo per l’accesso alla pensione della Cassa, la quota erogata dall’ente previdenziale per iscritti all’Albo sarà comunque calcolata con il metodo contributivo”. Per questo, può risultare più conveniente la ricongiunzione onerosa (con costi completamente deducibili dal reddito) che “trasla” i contributi alla Cassa aumentando quindi la propria anzianità contributiva.

MATTIOLI BOCCIA QUOTA 100

Ospite della trasmissione Piazza Pulita, in onda su La7, Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, è stata chiamata a dare un giudizio sulla riforma pensioni con Quota 100. La fondatrice di Exclusive Brands Torino ha detto a Corrado Formigli che dal suo punto di vista si tratta di una misura che non ha funzionato, visto che se sono state presentate 200.000 domande per utilizzarla, i nuovi ingressi nelle aziende sono stati meno della metà. Oltretutto Quota 100 ha appesantito il sistema pensionistico. Per Mattioli le persone che hanno la possibilità di usare Quota 100 sono in gran parte lavoratori preparati che potrebbero restare benissimo nel mondo del lavoro. Dal suo punto di vista per aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro, oltre a migliorare il sistema formativo, occorre puntare sugli sgravi per le assunzioni già proposti da Tito Boeri. Posizioni importanti considerando che Licia Mattioli è in corsa per diventare prossima Presidente di Confindustria.

LA POSIZIONE UE SU RDC E QUOTA 100

Così come l’Ocse e il Fondo monetario internazionale, anche la Commissione europea non ha mai visto di buon occhio la riforma pensioni con Quota 100. Con le previsioni economiche d’inverno riguardanti il nostro Paese, Bruxelles ha confermato “la sua posizione non contraria al Reddito di cittadinanza introdotto in Italia, visto come un fattore redistributivo che sostiene i consumi e quindi la crescita economica, ma ha puntualizzato, per bocca del commissario agli Affari economici e finanziari, Paolo Gentiloni, che questo non deve essere letto come una valutazione politicamente né positiva né negativa della misura”. “La Commissione, va precisato, ha invece sempre valutato negativamente ‘Quota 100’”, “che Bruxelles ha sempre considerato come una retromarcia sulla riforma delle pensioni. Sul Reddito di cittadinanza, la Commissione aspetta di vedere soprattutto se funzionerà nel medio termine, oltre che per sostenere i consumi, anche per stimolare politiche del lavoro attive”. Indicazioni importanti nel momento in cui il Governo sta valutando il da farsi in materia previdenziale.

GUALTIERI SU QUOTA 100

Il Governo non attraversa un momento facile, ma Roberto Gualtieri prova a dettare la linea su come ci si muoverà in tema di riforma pensioni, considerando che è in atto un confronto tra esecutivo e sindacati. Il ministro dell’Economia, alla trasmissione Omnibus in onda sul La7, ha spiegato che bisognerà pensare al dopo Quota 100, garantendo però l’equilibrio della finanza pubblica”. Secondo quanto riporta Askanews, Gualtieri ha evidenziato che “Salvini ha fatto simpatico regalo agli italiani. Con quota 100 ha speso tanti soldi per dare benefici a poche persone e poi ha lasciato un grande scalone e problemi al sistema. È evidente che noi dobbiamo affrontare la situazione che si verificherà dopo quota 100 e lo dobbiamo fare garantendo equilibrio finanza pubblica”. Il ministro, circa le ipotesi che stanno circolando sulla misura concreta da adottare in campo previdenziale, ha invitato “tutti a non dare i numeri e a lavorare seriamente. Poi si tireranno le somme più avanti quando ci saranno anche i dati della finanza pubblica. È un lavoro serio che stiamo facendo coi sindacati”.

SINDACATI CONTRO STOP A QUOTA 100

Non è del tutto chiaro se la riforma pensioni con Quota 100 arriverà alla scadenza prevista alla fine del 2021 o se invece verrà cancellata prima. Non sono mancate infatti dichiarazioni di membri del Governo che hanno fatto capire che la misura previdenziale varata a fine 2018 non è intoccabile, anche se non mancano voci, sempre all’interno dell’esecutivo di segno opposto. Repubblica riporta in ogni caso le posizioni di Cgil, Cisl e Uil che sono unite nel chiedere che Quota 100 arrivi alla naturale scadenza. “Non siamo d’accordo sull’anticipazione della fine di Quota 100 né sull’ipotesi del ricalcolo contributivo per chi decide di anticipare l’uscita”, spiega Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil. Ignazio Ganga, suo omologo in Cisl, ricorda che “Quota 100 non è stato un privilegio, ma un’opportunità importante che non va messa in discussione prima della sua scadenza naturale”. Domenico Proietti (Uil) aggiunge che occorre mettere sul piatto più risorse rispetto a quelle stanziate per Quota 100 per una flessibilità dai 62 anni.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI MANTOVANI

Secondo Mario Mantovani, “la riforma delle pensioni che il governo vuole realizzare deve tener conto sia delle istanze presentate dalle parti sociali, sia del contributo offerto dagli esperti”. In questo senso, evidenza il Presidente della Cida, “il settimo rapporto di Itinerari previdenziali dice chiaramente che la nostra spesa pensionistica è in linea con gli altri Paesi occidentali, mentre quella assistenziale è fuori controllo, senza migliorare il welfare, né ridurre le sacche di povertà. Ci auguriamo che il legislatore ne tenga conto”. Dal suo punto di vista è anche significativa “la critica rivolta a ‘Quota 100’, un meccanismo costoso, di durata limitata, indirizzato a una platea ristretta, e destinato a lasciare una pesante eredità in termini di squilibri e diseguaglianze fra i lavoratori”.

LA POSIZIONE DELLA CIDA

Per questo motivo Mantovani ricorda che “come Cida insistiamo sulla necessità di intervenire sulla flessibilità in uscita dal lavoro e poter accedere alla pensione senza le rigidità della legge Fornero e con un’apertura verso il possibile utilizzo, nel mondo del lavoro, delle competenze e della professionalità dei pensionati”. Mantovani condivide anche “il richiamo, fatto da Itinerari previdenziali, alla necessità di trovare adeguate forme di sostegno alle future pensioni dei giovani, alle prese con un mercato del lavoro fatto di carriere discontinue”. Un sistema contributivo nuovo “che immaginiamo si colleghi sempre di più al ‘secondo pilastro’ della previdenza complementare che va rafforzato e reso più agibile anche a chi è da poco entrato nel mondo del lavoro”.

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