Riforma pensioni/ La critica a De Luca per gli assegni a mille euro

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, Francesco Pionati critica il piano della Giunta guidata da Vincenzo De Luca che prevede anche un aumento delle minime a 1.000 euro

vincenzo de luca
Il governatore della campania, Vincenzo De Luca (LaPresse)

LE PAROLE DI PIONATI

Francesco Pionati ha criticato il piano varato dalla Giunta regionale della Campania per affrontare l’emergenza coronavirus. Come riporta orticalab.it, il Segretario nazionale di Alleanza di Centro, intervenendo in diretta su Campania Like, ha detto che “De Luca è popolare come macchietta, ma non per competenza e qualità di governo. La prova è che quando va da solo in diretta è efficace, ma al cospetto di un contraddittorio non riesce a dare prova delle sue performance goliardiche. In Campania piacciono i personaggi folcloristici, ma poi bisogna distinguere le battute dalla realtà, perché il cabaret non regge rispetto ai problemi delle imprese e dei cittadini”. Pionati ha anche ricordato che “le telefonate disperate dei campani all’Inps testimoniano che le promesse non sono corrisposte alla realtà, le pensioni non sono state aumentate a mille euro, e ancora non vi è traccia della cassa integrazione. In Campania c’è una crisi economica drammatica che impone impegno e responsabilità, non slogan e battute”.

CGIL, “MANCANO 60MILA INFERMIERI”

Nella Giornata Mondiale dell’infermiere, il sindacato Cgil contesta le scelte dello Stato in termini di sanità criticando tanto questo quanto gli ultimi Governi che non hanno adeguatamente pensato a valorizzare questa categoria che si sta dimostrando determinante e insostituibile nell’emergenza coronavirus: «Pochi, spesso precari, con scarse retribuzioni e con contratti scaduti da anni nel privato, ovvero celebrati ma non valorizzati. Queste le condizioni degli infermieri e delle infermiere nel nostro paese», scrive in una nota la Funzione Pubblica Cgil, contestando la non sostituzione di diverse unità dopo la riforma pensioni di Quota 100 di questi ultimi due anni. «La retribuzione media del personale sanitario del comparto, esclusi i dirigenti, è di 33.317 euro annuo – ribadisce la Fp Cgil – mentre la diminuzione del personale in sanità, tra il 2009 e 2018, è stata di 44 mila unità. E intanto il personale invecchia, con un’età media di 50,7 anni». Non sol, in Italia ci sono molti meno infermieri rispetto alla media Ocse: «i precari sono circa 35 mila e la stima della Cgil, in questo periodo di pandemia Covid, è di un fabbisogno che supera le 60 mila unità tentando conto dei pensionamenti e quota 100». (agg. di Niccolò Magnani)

PENSIONI INVALIDI, “FAKE NEWS SU AUMENTI”

«Dobbiamo dirlo chiaramente che dal primo maggio non ci sarà alcun aumento delle pensioni per gli invalidi civili»: a smentire con chiarezza le notizie circolate negli scorsi giorni in merito alla presunta “riforma” sulle pensioni invalidi civili ci pensa il Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC) Nazaro Pagano con una nota molto netta sul portale anmic24.com. «Noi come ANMIC lo sappiamo bene perché sull’argomento stiamo lavorando ininterrottamente non solo da quando è nata l’emergenza COVID-19 ma da oltre vent’anni» rilancia ancora il n.1 di ANMIC rivendicando la necessità che vi siano finalmente quegli aumenti. Solo che non è vero che avverranno dal 1 maggio di quest’anno: «Cercammo di coinvolgere nell’iniziativa anche altre realtà associative e federative ma non ricevemmo il supporto di alcuno, anzi qualcuno che oggi si fregia di questa conquista che per ora NON esiste, all’epoca ostacolò quella che per noi fu una azione diretta e concreta per ottenere un beneficio per tutte le persone con disabilità», denuncia amaramente ancora Pagano. (agg. di Niccolò Magnani)

VERSO SOSPENSIONE PIGNORAMENTI FINO AL 31 AGOSTO

C’è attesa per l’approvazione del decreto rilancio. Secondo quanto riportato da Adnkronos, potrebbe essere approvata anche la sospensione dei pignoramenti su pensioni e buste paga fino al 31 agosto. Di fatto fino a tale data “sono sospesi gli obblighi legati ai pignoramenti prima della data di entrata in vigore del decreto dall’agente della riscossione delle somme da stipendio, salario, altre indennità, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza. Fino alla stessa data del 31 agosto 2020 queste somme non sono sottoposte al vincolo di indisponibilità e il terzo pignorato le rende fruibili al debitore esecutato, anche in presenza di assegnazione già disposta con provvedimento del giudice dell’esecuzione. A decorrere dal primo settembre 2020 cessano gli effetti della sospensione riprendono ad operare gli obblighi che la legge impone al terzo pignorato, nonché quelli derivanti da provvedimenti di assegnazione precedentemente emessi”.

I TIMORI PER LE PENSIONI

In tema di riforma pensioni val la pena di ricordare quanto emerso da una ricerca effettuata in tutta Europa dalla mobile bank N26 sugli effetti della pandemia da coronavirus sulle scelte finanziarie dei cittadini. Come riporta il sito di Repubblica, ben il 76% degli italiani ha modificato le proprie priorità finanziare. “I timori sullo scenario economico presente e futuro sono stati citati tra le più grandi preoccupazioni che pesano sulle menti degli italiani, con il 44% preoccupato per la propria salute o per la salute dei propri cari (53%), e il 30% in pensiero per l’andamento delle proprie finanze. Tali preoccupazioni sono presenti in modo ancora più evidente tra le generazioni più anziane, particolarmente spaventate da quale sarà il futuro delle proprie pensioni”. Del resto Pietro Salini, intervistato da Repubblica, ha evidenziato che c’è effettivamente il rischio “di perdere tutto quello che hanno costruito le due generazioni precedenti. Prenda le pensioni, le diamo per scontate ma non è così”.

RIFORMA PENSIONI, LA RICHIESTA A ZAIA

La Cna Pensionati di Treviso, attraverso la sua Presidente Mariarosa Battan, ha scritto una lettera al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e ai consiglieri regionali, chiedendo un intervento per aumentare le pensioni minime. “Dando voce a tutti quei pensionati che in questo momento non riescono a mantenere una dignitosa qualità della vita, in quanto percettori di pensioni inferiori ai 1000 euro/mese e privi di altre forme di sussidio pubbliche, chiediamo che la Regione del Veneto possa integrarne il vitalizio per garantire loro un introito mensile complessivo di 1000 euro”, scrive Battan, che è anche vicepresidente nazionale della Cna Pensionati. “Questo intervento, oltre ad essere un grande aiuto materiale, si configurerebbe anche come un doveroso riconoscimento per quanto fanno i celebrati ‘nonni’, veri e propri agenti di welfare famigliare, supporto nei momenti di maggiore bisogno delle famiglie (ora ancora di più!) in termini affettivi e pure economici”, si legge nella missiva.

LE PAROLE DI BATTAN

Battan sottolinea anche che la Cna Pensionati ha ragione di credere che la copertura per tale misura “possa essere garantita inserendola nel piano che la nostra Regione predisporrà/ha predisposto per l’erogazione di contributi finanziari a sostegno di diverse categorie di cittadini, a seguito dell’emergenza Covid-19”. In buona sostanza, quindi, si chiede di replicare quanto fatto dalla Regione Campania, anche se nella lettera di Battan non si legge per quanti mesi questa integrazione sulle pensioni dovrebbe durare (in Campania è prevista per due mesi).

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