Riforma pensioni, ultime notizie/ Sindacati e Banche ai pensionati “usate i bancomat”

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, timori per liquidità e per il pagamento al Sud Italia. Appello sindacati, prefetti e banche “usate i bancomat”

Sito Inps in tilt 1 aprile
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APPELLO BANCHE AI PENSIONATI “USATE I BANCOMAT”

Dopo l’invito del Governo, dei sindacati e dei prefetti arriva l’appello anche delle banche a tutti i pensionati che possono ritirare l’assegno delle pensioni nei prossimi giorni tramite prelievo agli sportelli ATM (bancomat) per evitare il più possibile assembramenti in tempi di massimo contagio: «Credem raccomanda, per il ritiro delle pensioni del 1 aprile 2020, di utilizzare in via prioritaria gli sportelli automatici ATM a tutela della sicurezza di tutti e adottando le precauzioni previste. Solo per coloro che non sono in possesso della carta bancomat o che abbiano eventuali inderogabili esigenze, e` stata attivata l’organizzazione del ritiro pensioni in filiale solo al mattino e su appuntamento per evitare assembramenti. Si invita quindi a telefonare alla propria filiale per ricevere tutto il supporto necessario e fissare un eventuale appuntamento», spiega in una nota il Credem, unendosi ad altre banche che hanno fatto medesimo invito in questi giorni dopo l’appello dell’Abi «avvertire la clientela con opportune comunicazioni operative, mediante tutti i canali di contatto, al fine di agevolare l’organizzazione degli eventuali appuntamenti in filiale per il ritiro delle pensioni». (agg. di Niccolò Magnani)

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QUOTA 100 E LICENZIAMENTI, COME FARE

Con l’ultima circolare Inps sono stati chiariti i termini dei rapporti tra datore di lavoro, dipendenti prossimi alle pensioni con Quota 100 nel momento del licenziamento: secondo quanto stabilito dall’Istituto, il datore di lavoro non è tenuto a versare il contributo per il licenziamento solo se il lavoratore ha maturato il diritto alla decorrenza della pensione di vecchiaia o anticipata nel momento della risoluzione del rapporto di lavoro. Chiarisce l’Inps nella circolare 40/2020, «In tutti gli altri casi, ancorchè il lavoratore abbia maturato il diritto ad altra prestazione pensionistica (es. quota 100, opzione donna, totalizzazione segnala il portale Pensioni Oggi, ndr), il contributo deve essere pagato a prescindere dalla circostanza che possa non fruire della Naspi optando per l’andata in pensione». Per questo motivo, il contributo di licenziamento sarà assolutamente dovuto nel caso in cui «la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga prima dell’apertura della finestra mobile per la decorrenza della pensione anticipata». (agg. di Niccolò Magnani)

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ALLARME SINDACATI PER PENSIONI 1 APRILE

Dal problema della liquidità delle pensioni alle preoccupazioni per il destino della prossima riforma pensioni in periodo di “guerra” al coronavirus, fino ad un allarme molto più imminente e “banale”, se volete: si tratta della preoccupazione manifestata ancora in questo weekend dai sindacati per il pagamento degli assegni il prossimo 1 aprile. Al netto della giusta mossa Inps di scaglionare la riscossione negli scorsi giorni, quel giorno resta comunque un abitudine per tanti pensionati soprattutto al Sud che con ogni probabilità si riverseranno agli sportelli delle Poste per ritirare la propria pensione: «il vero problema è rappresentato dalla grande massa di pensionati ai quali l’assegno viene accreditato su conto corrente e non dispone del bancomat né di altre carte. Secondo l’ultima indagine sui bilanci delle famiglie di Bankitalia si tratta del 33% del totale», spiega il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani.

È di ieri l’allarme lanciato dalle sigle sindacali in una lettera ai tanti prefetti del Sud Italia, tra cui quello di Reggio Calabria «Al di fuori delle agenzie bancarie dì Reggio Calabria e Provincia si creeranno, inevitabilmente, degli assembramenti di clienti che vorranno accedere ai locali delle agenzie bancarie per poter effettuare le operazioni di prelevamento o pagamento ricadenti nel fine mese o inizio mese […] in coincidenza del pagamento delle pensioni e delle scadenze di fine mese, persiste il rischio concreto di contagio da covid-19». (agg. di Niccolò Magnani)

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI PRUDENZANO

Nonostante i chiarimenti forniti dallo stesso Presidente dell’Inps, le parole di Pasquale Tridico sulla liquidità disponibile per pagare le pensioni nei prossimi mesi continuano a far discutere. Per Francesco Prudenzano, Segretario generale di Confintesa, il fatto che Tridico non abbia chiarito subito che i meccanismi di garanzia dello Stato permetterebbero il pagamento anche delle pensioni successive a quella di maggio “ha innescato un meccanismo di preoccupazione dei milioni di cittadini pensionati che hanno pensato che da giugno in poi non si potevano più pagare gli assegni pensionistici. La marcia indietro di Tridico ha poi chiarito i termini della questione tranquillizzando in parte i pensionati italiani”.

LA CRITICA A TRIDICO

Prudenzano sottolinea che “l’uso non pensato delle parole genera apprensione e incertezze, due stati d’animo che nuocciono fortemente alla salute soprattutto delle persone anziane”. Cosa che sarebbe da evitare in maniera particolare in questo periodo, onde evitare di “incrementare l’ansia e l’angoscia delle persone anziane che, a detta della comunità scientifica, sono i più a rischio coronavirus”. Per il leader di Confintesa, il Presidente dell’Inps dovrebbe piuttosto in questo frangente “far presente al Governo che sarebbe ora di scorporare dalla gestione Inps la parte assistenziale che rappresenta pesantemente una buona parte delle erogazioni mensili e mette a rischio, quella sì, il pagamento di pensioni a chi ha pagato regolarmente per una vita i contributi previdenziali”.

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