Riforma pensioni/ Assegni invalidità, ancora attesa per l’aumento

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, c’è ancora attesa per capire le modalità e i tempi con cui si procederà all’aumento degli assegni di invalidità

Sito Inps in tilt 1 aprile
Lapresse

LE PAROLE DI ESPOSITO (MID)

Come riporta irpiniatimes.it, Giovanni Esposito, Coordinatore regionale del Movimento italiano disabili Campania, si è recato alla sede Inps di Avellino per avere più informazioni circa l’annunciato aumento delle pensioni di invalidità. “Allo stato attuale vi è in Gazzetta ufficiale solo l’indirizzo politico di approvazione da parte del Governo sull’aumento pensionistico delle pensioni di invalidità, ma da parte dell’Inps ancora non vi è stata emessa circolare attuativa, né tanto meno sono stati stabiliti i criteri reali utili e necessari a individuare i beneficiari che secondo dei requisiti ancora indefiniti potranno ottenere il beneficio dell’aumento che di sicuro avverrà in maniera automatica”, spiega Esposito, che non nasconde una certa amarezza derivante dal fatto che c’è il rischio che “ancora una volta noi disabili ci ritroviamo oggetto di campagna elettorale. Non vorrei che noi disabili diventassimo ancora una volta cartello pubblicitario di chi cerca di acquisire consensi politici e di immagine sulla fame di noi disabili che meritiamo rispetto comprensione e tutela”.

I DATI INPS SUI PENSIONATI ALL’ESTERO

In un recente articolo su Libero è stato ricordato che “nel 2019, stando agli assegni erogati dall’Inps, sono stati circa 400mila i connazionali in quiescenza che hanno deciso di trasferirsi all’estero. Poco più di 200mila hanno scelto di rimanere in Europa, 90mila hanno preferito il Nord America e 44mila l’Oceania (per la quasi totalità l’Australia)”. Il numero potrebbe salire vista l’intenzione della Grecia di varare una misura di riforma pensioni con una flat tax decennale al 7% per i pensionati che si trasferiscano nel Paese ellenico. Intanto l’agenzia Nova ha fatto sapere che, secondo quanto comunicato dal Presidente della Confederazione generale delle piccole e medie imprese (Cpme), Francois Asselin, al termine di una riunione tra governo e parti sociali, le concertazioni sulla riforma pensioni in Francia sono state rinviate “almeno fino alla fine dell’anno”. Dall’esecutivo sarebbe però arrivata la richiesta di “non mettere la polvere sotto al tappeto e di prenderci le nostre responsabilità per quanto riguarda il sistema attuale”, ha aggiunto Asselin. Dunque per quest’anno niente cambiamenti al sistema previdenziale francese.

QUOTA 100 E PENSIONI INVALIDITÀ: COSA CAMBIERÀ

Nel servizio “Esperto Pensioni” su Repubblica, a cura della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, viene affrontato un tema piuttosto dirimente dopo la conferma del Governo che nel Decreto Agosto verrà inserito l’aumento ufficiale delle pensioni di invalidità (riforma votata in Parlamento a luglio, ndr). Un lavoratore dipendente di 62 anni il 9 luglio 2020 chiede al servizio esperto-pensioni cosa poter fare con la sua particolare situazione, possibile “copia” di tanti altri casi nelle prossime settimane: «nel 2011 mi è stata riconosciuta un’invalidità del 100% ridotta poi nel 2012 al 70%. Quindi a febbraio 2021 maturo 37 anni di contribuzione», spiega il lettore che poi chiede direttamente «se nell’anno 2021 mi vengono riconosciuti 2 mesi di abbuono per l’invalidità (solo dell’anno 2011), al 31 dicembre 2021 raggiugerei i 38 anni di contributi per quota 100?». La replica della Fondazione prevede un distinguo necessario: «si conferma che i 2 mesi di maggiorazione ex L. 388/2000 sono computati nell’anzianità complessiva. La decorrenza del trattamento pensionistico avverrà a marzo del 2022, una volta terminata la finestra di differimento mobile pari a 3 mesi». Al lettore viene infine consigliato di verificare tramite l’Ecocert «la compiutezza di tale proiezione nonché la richiesta attraverso fascicolo previdenziale del cittadino della maggiorazione bimestrale per dipendenti invalidi». (agg. di Niccolò Magnani)

ISOPENSIONE, OPERATIVO APPLICATIVO SU SITO INPS

Come ricorda Il Sole 24 Ore, dal 1° agosto i datori di lavoro che intendono ricorrere all’isopensione, che consente l’ingresso anticipato in quiescenza fino a quattro anni (sette nel caso di decorrenza entro fine 2020) di un lavoratore grazie a una norma prevista dalla riforma pensioni targata Fornero, dovranno inserire alcuni dati direttamente in un applicativo disponibile sul sito dell’Inps. Si tratta dell’imponibile previdenziale aggregato degli ultimi quattro anni e il numero di settimane coperte da contribuzione degli ultimi 48 mesi di calendario, neutralizzando così eventuali periodi di vuoto contributivo. In questo modo il datore di lavoro si vedrà calcolato il valore della contribuzione correlata all’importo dell’assegno mensile da pagare al lavoratore per l’esodo. Va ricordato che all’isopensione possono fare ricorso solamente le aziende con più di 15 dipendenti e a seguito di un accordo sindacale che va poi presentato all’Inps per essere validato. L’anticipo pensionistico sarà poi tutto a carico delle imprese stesse.

LA PROTESTA DEI SINDACATI NELLA SANITÀ PRIVATA

Negli scorsi mesi si è parlato molto del lavoro svolto dai medici e liberta.it riporta lo sfogo del sindacato Funzione pubblica della Cisl di Piacenza che definisce “un’umiliazione” il mancato rinnovo del contratto degli operatori della sanità privata. “Dopo tre anni di trattativa le associazioni datoriali Aiop e Aris si sono sottratte alla firma definitiva, aggiungendo un ulteriore danno ai lavoratori che durante l’emergenza Covid sono stati definiti eroi, mentre ora vengono umiliati professionalmente. Un danno che riguarda oggi lo stipendio e domani la futura pensione di oltre 550 persone di Piacenza, dove sono presenti tre strutture della sanità privata accreditate con il pubblico: Casa di Cura Piacenza, Casa di Cura Sant’ Antonino, San Giacomo di Ponte dell’olio”, spiega la Fp-Cisl, che a livello nazionale, insieme a Fp-Cgil e Fpl-Uil, ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale in servizio. “Nel caso di un ulteriore rifiuto da parte delle associazioni datoriali, i sindacati sono pronti a chiedere la revoca degli accreditamenti e delle convenzioni alla Regione Emilia Romagna”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DAMIANO

In un articolo pubblicato sul sito di Ipsoa, Cesare Damiano ricorda che Quota 100 è “una misura congiunturale”, mentre quello che occorre in Italia è un intervento di riforma pensioni strutturale. “Sostengo che Quota 100 vada portata alla sua fine naturale nel 2021 perché si deve pur mantenere un filo logico di fedeltà nei patti sottoscritti con i cittadini. In passato abbiamo vissuto la terribile vicenda – non ancora esaurita – degli esodati. Nei loro confronti, quel patto fu rotto. Secondo le norme vigenti fino alla Fornero, potevano andare in pensione. Fecero un progetto di vita, lasciarono il lavoro, chiesero la pensione. Un mattino si trovarono senza più il lavoro e senza poter andare in pensione. È illogico. Per Quota 100 si deve anche osservare che metà della platea potenziale non l’ha utilizzata. Abbiamo dunque, un risparmio di risorse di cui tener conto”, spiega l’ex ministro del Lavoro.

IL RAFFORZAMENTO DELLA FLESSIBILITÀ STRUTTURALE

Guardando al futuro previdenziale dei giovani, Damiano ritiene che tramite la previdenza complementare bisognerebbe contribuire a “conseguire un livello di dignità nell’importo della pensione. Quindi, si devono invogliare tutti ad aderire a queste forme di welfare secondario; questo, in un tentativo di immaginare il futuro del welfare nella complementarietà tra quel che deve essere pubblico e quel che deve essere privato. Questo impegno, associato a un sano ragionamento sul rafforzamento della ‘flessibilità strutturale nella previdenza’, già in parte introdotta con l’Ape sociale, è centrale per il disegno del welfare futuro”.

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