RIFORMA PENSIONI/ Quota 100, Brunetta: un aiuto a recessione (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Renato Brunetta, con un post su Facebook, critica la riforma pensioni con Quota 100 voluta dal Governo Conte, oltre che il Reddito di cittadinanza

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Claudio Durigon (Lapresse)

BRUNETTA CONTRO QUOTA 100

Renato Brunetta, con un post su Facebook, critica la riforma pensioni con Quota 100 voluta dal Governo Conte, oltre che l’altra misura simbolo dell’esecutivo, ovvero il Reddito di cittadinanza. L’ex ministro ha infatti scritto che “l’Italia si trova completamente isolata politicamente ed economicamente, con due enormi problemi da risolvere: debito pubblico insostenibile e crescita zero. In questa situazione e considerate le regole europee da rispettare, il Governo italiano ha completamente sbagliato politica economica, destinando le poche risorse a disposizione non al taglio delle tasse o agli investimenti produttivi, ma all’assistenzialismo nudo e crudo, che ha preso forma nelle due misure bandiera della quota 100 e del reddito di cittadinanza”. Secondo Brunetta, queste sono “misure che non solo non hanno prodotto un euro in più di crescita, ma hanno addirittura mandato l’economia in recessione nel giro di pochi mesi”. Un giudizio quindi molto duro e pensante sulle scelte del Governo anche in campo previdenziale.

BORGHI SULLA LEGGE FORNERO

Claudio Borghi Aquilini è stato ospite del “Secchia Fest” di Sassuolo, evento organizzato dalla Lega emiliana. Sul palco, come spiega Il Giornale, ha affrontato vari temi, tra cui quello della riforma pensioni, in particolare criticando quanto fatto dal Governo Monti. “Al momento, quando c’è un’economia in recessione, la copertura più naturale che mi viene in mente è il deficit, anche se ci hanno messo in testa che è una roba brutta, cattiva, ma siamo sempre nel pianeta del debito pubblico. Sono soldi che lo Stato mette in circolazione, è un surplus del cittadino. Se le cose sono fatte con raziocinio, il debito scende. Avete visto cos’è successo quando hanno tagliato le spese seriamente e aumentato le tasse. L’esperimento lo hanno fatto con Monti: hanno tagliato le pensioni con la Fornero, aumentato le tasse mettendo l’Imu, e alla fine dei sacrifici il debito è salito perché l’economia è andata male”, ha detto il deputato del Carroccio, secondo cui “l’economia italiana ha bisogno di più soldi in circolo”, cosa che può avvenire con la flat tax.

L’APERTURA DI SALVINI AI SINDACATI

Matteo Salvini ha incontrato le parti sociali insieme a Claudio Durigon. Che in un post su Facebook ha così riassunto i contenuti dell’incontro, che ha riguardato anche i temi di riforma pensioni: “Oggi incontro con le parti sociali, abbiamo ribadito le priorità da inserire nella prossima legge di bilancio. Flat tax al 15% per i redditi fino a 55 mila euro di reddito è una delle ipotesi su cui si sta lavorando. Investimenti con visione futura devono essere importanti per dare ancora più vigore al lavoro. Nel sistema pensionistico la quota 100 gli ottimi numeri raggiunti: Domande quota 100 157.170; Anticipo senza Adv 96.321; Opzione donna 17.452; Ape social 13.901. Abbiamo dato disponibilità a dei tavoli di confronto per migliorare l’uscita dal lavoro, creare delle norme che possano agevolare le donne, passando dal rinnovo di opzione donna e verificare dei miglioramenti della norma. All’incontro ha partecipato anche Armando Siri e Luigi Di Maio, sempre via Facebook, ha così commentato: “Ora ho capito perché alcuni sindacati attaccano la nostra proposta sul salario minimo (per tutti stipendi di almeno 9 euro lordi l’ora), quando abbiamo milioni di lavoratori sfruttati e sottopagati. Parlino pure con Siri, parlino pure con chi gli vuole proteggere le pensioni d’oro e i privilegi”.

I PROVVEDIMENTI DI SCARSO SUCCESSO

In un articolo pubblicato sul L’Economia, l’inserto economia del Corriere della Sera, Alberto Brambilla parla di tasse, debito e pensioni, ricordando i diversi interventi di riforma che ci sono stati negli anni, che hanno avuto un costo, non riuscendo però a migliorare la situazione dei conti pubblici del Paese, né le fortune politiche dei governi che le hanno varate. L’ex sottosegretario al Welfare cita per esempio il fatto che “Berlusconi, in meno di 9 anni, è passato da più del 30% al 6,5%, nonostante la promessa di dare a tutti 1.000 euro al mese di pensione e molto altro”. O che “Gentiloni nonostante l’ampliamento della quattordicesima mensilità da meno di 2 milioni di soggetti a oltre 3,5 milioni, l’Ape social e altro (qualche miliardo di spesa) non ha avuto fortuna ed è durato poco più di un anno”. Brambilla cita anche “il M5s con le sue mirabolanti promesse di pensione di cittadinanza a 780 euro e reddito di cittadinanza per tutti, ci ha messo ancora meno passando in poco più di un anno dal 34% al 17%”.

L’OPPORTUNITÀ PER GLI STATALI

La riforma pensioni con Quota 100 non ha fatto praticamente nulla sul fronte della previdenza integrativa, che sembra essere però molto importante. Come evidenziato anche dal sito del Tgr Molise, infatti, in un incontro, presso la provincia di Isernia,  Alessandro Chierchia funzionario della Cisl “ha spiegato le possibilità che la previdenza complementare offre ai dipendenti pubblici. Successivamente al passaggio del sistema pensionistico, da retributivo a contributivo, il calcolo della pensione si effettua su totale dei versamenti che il lavoratore eroga nel corso della sua vita professionale. Le pensioni tendono, pertanto, a perdere progressivamente potere di acquisto, anche a causa dell’ingresso nel mondo del lavoro sempre più tardivo. In quest’ottica, sostiene la Cisl, intervengono i fondi complementari che, a fronte di un esborso contenuto, dovrebbero garantire una rendita da poter sommare alla pensione per offrire un futuro più dignitoso ai lavoratori”. Non è un caso che nella piattaforma unitaria sindacale sulle pensioni ci sia la richiesta di incentivare la previdenza integrativa.

INCONTRO SINDACATI-SALVINI

Lo aveva annunciato quasi un mese fa e ora Matteo Salvini incontra i sindacati. Difficile che si parli anche di riforma pensioni. L’argomento principale del confronto dovrebbe essere infatti il taglio delle tasse, con il progetto di flat tax della Lega. Ferruccio de Bortoli, tuttavia, in un articolo pubblicato oggi su L’Economia, l’inserto del Corriere della Sera, parla di riforma delle pensioni, ricordando quella varata nel 2011. Scrive infatti l’ex direttore del quotidiano milanese parlanda della situazione di otto anni fa: “L’intervento richiesto sulle pensioni verrà fatto con la legge Fornero, che però negli anni avrà numerose deroghe, oltre all’attuale quota 100. La riforma del lavoro verrà realizzata in seguito, e in parte, con il Jobs Act”. De Bortoli sottolinea anche che “i sacrifici, su pensioni, salari e stipendi, se non accompagnati da riforme – che danno i loro risultati nel tempo – finiscono per essere eccessivi, persino inutili. Salvo scongiurare il pericolo di un imminente default”.

RIFORMA PENSIONI, LE PAROLE DI DURIGON

Claudio Durigon è stato ospite della trasmissione In Onda, nella quale ha affrontato anche i temi di riforma pensioni. Come lo stesso sottosegretario al Lavoro ha scritto su Facebook, infatti, “abbiamo parlato anche della prossima finanziaria, oltre i temi principali della flat tax e taglio del cuneo fiscale sul lavoro, è necessario mettere in campo altre norme che continuano il percorso della riforma pensionistica. Dobbiamo dare più garanzie alle donne, quindi sarà sicura la proroga di Opzione donna verificare la possibilità di inserire contributi figurativi per le mamme lavoratrici, che serva anche a garantire il welfare familiare, dare risposte agli ultimi esodati della iniqua legge Fornero, creare i presupposti per la separazione tra previdenza e assistenza. Il tutto serve per arrivare finalmente alla vera riforma pensionistica: la Quota 41”.

IL COMMENTO DEL CODS

Parole che non sono sfuggite a Orietta Armiliato, che al nome delle iscritte al Comitato Opzione donna social, ringrazia “per aver fatto emergere insieme ai conduttori del programma ed agli ospiti presenti, la necessità di veder riconosciuto quello che comunemente viene definito come ‘lavoro di cura’ che è appannaggio della popolazione femminile”. Tuttavia ha ricordato che “il riconoscere e premiare tramite la maternità le lavoratrici, non ci sembra una soluzione equa e dunque confidiamo in una determinazione che coinvolga tutte le donne, magari con un occhio di riguardo per coloro che sono anche madri se vogliamo, ma non in via prevalente o peggio, esclusiva. Grazie in ogni caso per l’attenzione al tema e per farvene carico”.

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